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Mondo animale

Gli effetti dell'allevamento intensivo sulla diffusione dell'influenza aviaria

L'influenza aviaria si è diffusa rapidamente nell'Unione Europea e nel resto del mondo. Una delle principali cause è l'allevamento industriale di volatili da reddito, come polli da carne e galline ovaiole, dove le malattie si propagano rapidamente a causa delle scadenti condizioni di vita e delle elevate densità di allevamento.

Redazione Wild beim Wild — 14 maggio 2025

Secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), tra dicembre 2024 e marzo 2025 sono stati rilevati 743 virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità in 31 paesi europei.

Insieme all'Autorità europea per la sicurezza alimentare, l'ECDC ha inoltre dichiarato che nel 2024 il virus dell'influenza aviaria è stato in grado di infettare specie animali precedentemente non colpite dal virus. Inoltre, 34 delle sue mutazioni sono state classificate come potenzialmente trasmissibili all'essere umano.

Si tratta di cifre allarmanti, e la situazione diventa ancora più grave quando si considera il numero di morti causati dall'influenza aviaria. Più di 280 milioni di uccelli sono stati abbattuti dal 2021 a causa del virus, circostanza che ha indotto The Guardian a definirla «l'epidemia dimenticata». Il numero delle vittime continuerà ad aumentare se non verranno adottate misure preventive in tempi brevi – e vi è un punto di partenza chiaro per farlo.

L'allevamento intensivo e il suo legame con l'influenza aviaria

L'allevamento industriale di volatili da reddito svolge probabilmente il ruolo più rilevante nell'insorgenza e nella diffusione globale dell'influenza aviaria.

Alcune delle condizioni in cui i volatili da reddito vengono abitualmente tenuti, che contribuiscono alla loro vulnerabilità a malattie come l'influenza aviaria e alla loro diffusione negli allevamenti, sono:

  • Condizioni di vita insalubri: i "capannoni per broiler", in cui vengono allevati i polli da carne, vengono in genere liberati dalla lettiera solo quando gli animali vengono trasportati al macello, il che significa che spesso devono vivere per settimane nei propri escrementi. Innumerevoli galline ovaiole trascorrono la loro vita nelle cosiddette "gabbie arricchite", dotate di pavimenti in rete metallica che sono pericolosi e spesso non igienici.
  • Elevate densità di allevamento: negli impianti industriali un numero enorme di volatili viene stipato nello stesso spazio. I polli da carne selezionati per una crescita rapida producono molto calore corporeo, che in combinazione con il loro ambiente insalubre può portare ad alti livelli di ammoniaca e altri gas nocivi. Molte galline ovaiole nell'UE vengono tenute in gabbie anguste all'interno di capannoni sovraffollati, dove non hanno nemmeno abbastanza spazio per girarsi o sbattere le ali.
  • Problemi fisici dovuti alla selezione genetica: la maggior parte dei polli allevati per la produzione di carne viene selezionata per una "crescita rapida", con corpi programmati per crescere e non per condurre una vita sana con un sistema immunitario robusto. I loro corpi sono sottoposti a una pressione immensa.
  • Stress e disagio: costantemente circondati da altri volatili, in ambienti pieni di rumore e privi di cicli di luce naturali, è impossibile per un pollo da carne o una gallina ovaiola allevati industrialmente vivere in modo sano o naturale, il che non fa che indebolire ulteriormente il loro sistema immunitario.

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare riconosce che "i fattori di stress e le cattive condizioni di allevamento possono portare a una maggiore suscettibilità degli animali alle malattie trasmissibili". Eppure miliardi di volatili, tra cui fino al 95% dei polli da carne nell'UE, trascorrono la loro vita in condizioni raccapriccianti, e il loro numero aumenta di anno in anno. Se questo settore continuerà a svilupparsi in questo modo dannoso, è del tutto logico che si verificheranno ulteriori mutazioni dell'influenza aviaria e di altre malattie.

Quali sono i costi dell'influenza aviaria per la società?

Circa il 75% delle malattie infettive emergenti è di natura zoonotica. Oltre il 36% delle malattie infettive zoonotiche emerse tra il 1940 e il 2004 era collegato ad animali allevati per la produzione alimentare.

Un focolaio di influenza aviaria mette gli agricoltori sotto un'enorme pressione finanziaria, mentre per i lavoratori vi è il rischio di contrarre il virus e di perdere il proprio posto di lavoro. L'allevamento di volatili in sistemi industriali non è solo terribile per il benessere degli animali, ma è semplicemente insostenibile anche per gli esseri umani. Ciò va a scapito della salute pubblica, della sostenibilità e della sicurezza dei posti di lavoro.

Un futuro oltre l'influenza aviaria: la strada da percorrere

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto il ruolo degli animali nell'insorgenza e nella diffusione delle malattie nella prima bozza del suo accordo sulle pandemie.

Come riporta la World Federation for Animals, la bozza dell'accordo dell'OMS si concentra principalmente sulla prevenzione delle pandemie e afferma che le parti contraenti devono adottare misure per affrontare i fattori determinanti delle malattie infettive «all'interfaccia tra esseri umani, animali e ambiente». «Affrontando i fattori a monte della diffusione, come l'allevamento intensivo, il commercio di animali selvatici, la deforestazione e la scarsa tutela del benessere animale», si legge nell'articolo, «possiamo finalmente iniziare a combattere le pandemie prima che si manifestino».

Tali misure non dovrebbero essere adottate in modo isolato. I responsabili politici dell'UE devono anche emanare misure di protezione degli animali per ridurre al minimo il rischio dell'influenza aviaria e di altre pandemie. Diverse misure possono essere adottate immediatamente dai responsabili politici per affrontare il virus alla radice. I sistemi di allevamento senza gabbie dovrebbero essere introdotti in tutta Europa e devono essere stabiliti limiti rigorosi per la densità di allevamento per tutti gli animali da reddito. Inoltre, per i polli da carne dovrebbero essere ammesse esclusivamente razze a crescita lenta e più rispettose della specie, poiché possono vivere in modo molto più resistente e sano rispetto ai loro simili a crescita rapida.

I responsabili politici non possono continuare a rimandare l'attuazione di norme per migliorare il benessere degli animali. Se misure come queste non vengono prese in considerazione nella revisione delle normative sul benessere animale da parte della Commissione europea, i costi per gli esseri umani e per gli animali potrebbero essere catastrofici: dall'aggravarsi della crisi dell'influenza aviaria alla possibilità di nuove pandemie alle porte.

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