Cacciatori ricreativi su appostamenti fissi vietati: pratiche venatorie illegali
La cultura venatoria rappresenta in ultima analisi la scomunica dal consesso di qualsiasi cultura etica e può tutt'al più essere considerata sinonimo e illustrazione di una sottocultura ripugnante.
Nel paesaggio svizzero e nei boschi si trovano ancora centinaia di appostamenti fissi non autorizzati.
Eppure i comuni, i cantoni o la Confederazione si preoccupano raramente delle leggi edilizie e delle relative disposizioni.
Gli appostamenti fissi suscitano di tanto in tanto accese discussioni. Lo scorso novembre «Südostschweiz» riferiva di lotte tra cacciatori ricreativi grigionesi per singoli capanni. «In alcuni casi vengono costruiti nel bosco dei veri e propri mezzi villini», si lamentava un guardacaccia. Praticamente in ogni cantone si sono già verificate dispute riguardo all'arredo del paesaggio, che ne deturpa invariabilmente l'immagine.
Esistono appostamenti fissi di ogni tipo, dalla semplice tavola alle elaborate strutture in ferro. Ci sono appostamenti con reti mimetiche per il cacciatore ricreativo dalla tattica subdola, appostamenti consegnati già montati e da installare come una scala a pioli per il cacciatore ricreativo sempre in movimento, scale ad albero con seduta comoda per lunghe attese — ad esempio per la caccia battuta — oppure capanni con superficie per sdraiarsi, plexiglas e schermi per la luce lunare per il cacciatore ricreativo pigro.
La pratica di starsene spaparanzati in quota durante la caccia all'aspetto non rappresenta un'antica tradizione venatoria di rilievo storico. Deve probabilmente la sua diffusione alla menomazione del braccio sinistro dell'imperatore Guglielmo II nel XIX secolo, che era costretto ad appoggiarsi per sparare. Nel canton Obvaldo gli appostamenti fissi sono ancora oggi considerati ausili vietati e contrari alla corretta pratica venatoria.
Quale cacciatore autentico di un popolo della natura costruirebbe e utilizzerebbe mai un appostamento fisso?
In linea di principio vale quanto segue: capanni da caccia e appostamenti fissi possono essere realizzati solo con il consenso del proprietario del fondo e devono essere mantenuti in buono stato. Le disposizioni della legislazione edilizia e forestale rimangono sempre riservate.
Una regolamentazione uniforme manca ancora
San Gallo
San Gallo non regolamenta nulla. I capanni di caccia non vengono menzionati con una sola parola nel nuovo regolamento sulla caccia.
Lucerna
I capanni di caccia semplici e aperti (ad esempio una scala con seduta per max. 2 persone e appoggio per fucile), che risultano discreti, sono esenti da permesso di costruzione. Questi capanni devono essere mobili o costruiti su un albero marginale del bosco.
Glarona
L'installazione o il montaggio di impianti di alimentazione, capanni di caccia e casette per la cattura delle volpi può avvenire solo con il consenso scritto del proprietario del fondo e, qualora sia interessata un'area boschiva, deve essere comunicata preventivamente all'autorità forestale cantonale competente. Sono riservate ulteriori autorizzazioni richieste dal diritto federale.
Obvaldo
L'allestimento di capanni sopraelevati e di appostamenti a terra è consentito solo con il consenso del proprietario del fondo e nel rispetto delle disposizioni di polizia edilizia. Non devono essere danneggiati alberi. Non necessitano di autorizzazione i semplici appostamenti a terra in legno, max. 1 × 1 m, con tetto, chiusi su max. due lati.
Soletta
In linea di principio, nel bosco possono essere realizzate solo costruzioni e impianti a scopo forestale. Semplici strutture ricreative e venatorie aperte (tra cui piste finniche, capanni di caccia, attrezzature per picnic) sono sì ammesse ai sensi della legge forestale solettese, ma sono soggette a permesso di costruzione, anche quando appaiono semplici e di scarso rilievo per il committente.
Zurigo
Gli oltre mille capanni di caccia rientrano tra le piccole costruzioni poco considerate e tra gli ultimi manufatti in assoluto non normati. Non necessitano di autorizzazione ufficiale né esiste un obbligo di notifica. Tuttavia, il proprietario del fondo deve essere interpellato. Non possono avere fondamenta fisse né causare danni al suolo e al bosco.
Berna
La realizzazione di costruzioni cosiddette «non forestali» nel bosco è consentita, per ragioni di tutela del bosco, solo tramite autorizzazione in deroga, anche qualora vengano realizzate in modo meramente temporaneo. Oltre ai capanni di caccia, rientrano in questa categoria costruttiva anche le arnie o i focolari di dimensioni maggiori.
Grigioni
Diverse proposte chiedono che l'ammissibilità e l'autorizzazione di strutture venatorie come i capanni di caccia vengano disciplinate a livello cantonale. A ciò si può obiettare che le disposizioni sui capanni di caccia nella legge cantonale sulla caccia non sono adeguate al livello normativo. Tale compito dovrebbe pertanto continuare a essere assunto dai Comuni.
È auspicabile che i cacciatori ricreativi facciano approvare correttamente i loro capanni di caccia dai comuni. Solo in questo modo i guardiaboschi potrebbero esercitare la loro influenza e garantire costruzioni rispettose dell'ambiente.
Tuttavia, non tutti i cacciatori ricreativi denunciano regolarmente i loro capanni. Alcuni comuni, come Flims, sono quindi intervenuti attivamente. Lì ai cacciatori ricreativi è stato fissato un termine entro il quale dovevano registrare i capanni. I capanni non registrati sono stati successivamente demoliti dal comune.
Turgovia
Non sono soggette ad autorizzazione edilizia le strutture semplici e aperte, ad esempio realizzate con pali. Affinché si possa escludere l'obbligo di autorizzazione edilizia, devono essere soddisfatti cumulativamente i seguenti criteri:
- Spazio per max. 2 persone
- Pareti alte al massimo fino ai fianchi (ca. 1 metro) oppure almeno due pareti aperte
- Accesso a scaletta con seduta semplice o postazioni mobili
- Tettoia discreta e modesta a protezione dalle intemperie
Il modello ginevrino: nessun capanno necessario
Nel Cantone di Ginevra la caccia ricreativa è stata abolita nel 1974 a seguito di una votazione popolare. Da allora, dove necessario, sono guardiacaccia stipendiati dallo Stato a regolare le popolazioni di ungulati selvatici. Lì non servono capanni, battute o cacce in battuta. Non vengono regolate volpi, martore o tassi. Nel 2011, ad esempio, a Ginevra non è stato abbattuto nessun cervo, capriolo, volpe rossa, tasso, martora, lepre comune ecc., secondo le statistiche federali sulla caccia. Gli abbattimenti sanitari non sono la stessa cosa di una caccia regolatoria basata sul gergo venatorio o su una presunta esperienza naturalistica mal interpretata. Ginevra, a differenza di altri cantoni, gode ancora di ottime popolazioni di lepri.
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