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Caccia

Caccia al muflone fermata a Elba e Giglio

Una campagna di boicottaggio promossa da associazioni italiane per la protezione degli animali ha impedito l'uccisione pianificata di mufloni sulle isole d'Elba e del Giglio.

Redazione Wild beim Wild — 29 novembre 2021

Un'iniziativa di organizzazioni italiane per la protezione degli animali, che aveva invitato al boicottaggio delle popolari isole turistiche del Giglio e dell'Elba in Toscana a causa dei piani di abbattimento dei mufloni, ha ottenuto risultati concreti.

Fondi UE per l'abbattimento dei mufloni

Giampiero Sammuri, presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano, a cui appartengono le isole, ha annunciato la sospensione temporanea della caccia ricreativa alle pecore selvatiche.

Quasi 400'000 euro sono stati finanziati dal programma LIFE dell'UE per realizzare l'intervento in nome della tutela ambientale e della conservazione della biodiversità. L'intervento, che fa parte di un progetto LIFE del valore di 1,6 milioni di euro (Lets Go Giglio), ha suscitato molte critiche da parte di residenti, organizzazioni non governative e ricercatori.

Errori analoghi erano stati commessi dagli stessi partner in almeno due precedenti progetti LIFE sulle isole di Pianosa e Montecristo. A Pianosa, nell'ambito del progetto, era stata avviata per errore l'uccisione degli ultimi esemplari di una rara specie di lepre europea, oggi considerata estinta sul continente. A Montecristo, sempre nell'ambito del progetto, erano stati dispersi dall'elicottero 14 tonnellate di esche velenose, in violazione delle normative nazionali e dell'UE.

È inaccettabile per le organizzazioni per la protezione degli animali che, in un momento così delicato per l'ambiente, i fondi europei destinati alla protezione della natura vengano utilizzati in modo improprio per distruggerla.

«Abbiamo sospeso l'abbattimento dei mufloni sull'isola del Giglio e attendiamo ulteriori incontri con le organizzazioni per la protezione degli animali. C'è consenso sul fatto che i mufloni non dovrebbero restare sull'isola del Giglio», ha dichiarato Sammuri secondo fonti giornalistiche.

Soluzioni incruente disponibili

Il direttore del parco ha avuto colloqui con la presidente della Lega Italiana Protezione Uccelli e Ambiente, Michela Vittoria Brambilla. Vengono prese in considerazione due soluzioni: o i mufloni vengono trasferiti in aree faunistiche nella penisola italiana, oppure rimangono sull'isola in un'area recintata.

I cacciatori ricreativi avevano già iniziato ad abbattere i circa 30 mufloni sull'isola del Giglio. L'associazione per la protezione degli animali AIDA aveva protestato contro ciò. «Invitiamo tutti i turisti italiani e stranieri a boicottare queste due isole durante le festività natalizie, e chiediamo a coloro che hanno già prenotato un soggiorno di cancellare le proprie prenotazioni», aveva dichiarato l'associazione.

I mufloni furono portati sulle isole negli anni '50 per proteggerli e preservare la specie. È stato ripetutamente sottolineato che esistono diverse soluzioni incruente, tra cui la sterilizzazione e l'immunocontraccezione. Le organizzazioni per la protezione degli animali chiedono al governo di approvare l'introduzione del vaccino immunocontraccettivo GonaCon in Italia, già utilizzato con successo da tempo in altri paesi.

Per saperne di più sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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