Bundestag: gli animali selvatici come rischio di infezione
Il 60 percento delle malattie infettive umane conosciute è di origine animale – così come almeno il 75 percento delle nuove malattie infettive emergenti nell'uomo. Con questi dati dell'Organizzazione mondiale per la salute animale, degli esperti hanno discusso nel Bundestag tedesco nel contesto della pandemia di Covid-19.
Il 60 percento delle malattie infettive umane conosciute è di origine animale – così come almeno il 75 percento delle nuove malattie infettive emergenti nell'uomo. Con questi dati dell'Organizzazione mondiale per la salute animale, degli esperti hanno discusso nel Bundestag tedesco nel contesto della pandemia di Covid-19.
Il loro appello unanime: per prevenire simili crisi, occorre considerare insieme la salute di essere umano, animale e ambiente. Nel concreto, si è parlato di zoonosi. Si tratta di malattie infettive causate da batteri, parassiti, funghi, prioni o virus, che possono essere trasmesse tra animali ed esseri umani. I parlamentari intendevano affrontare le cause, la diffusione e la prevenzione. La seduta, alla quale gli esperti hanno partecipato in videoconferenza, è stata presieduta da Sylvia Kotting-Uhl (Bündnis 90/Die Grünen) al Bundestag.
«Alta densità di popolazione e mobilità globale»
Il professor Franz J. Conraths dell'Istituto federale di ricerca per la salute animale ha elencato tre aspetti di particolare rilevanza per l'insorgenza di nuove zoonosi. Da un lato ha citato l'interazione tra animali selvatici, animali da reddito ed esseri umani, ad esempio nei mercati di animali vivi. Dall'altro ha menzionato l'elevata densità di popolazione e la mobilità globale. Le normative internazionali sul commercio di animali e prodotti di origine animale non sarebbero in grado di intercettare il commercio illegale. Una soluzione potrebbe essere individuata nell'approccio One Health, che pone l'accento sulla salute di essere umano, animale e ambiente.
«Controllare meglio il commercio legale di specie»
Arnulf Köhncke (WWF Deutschland) ha chiesto che, per ridurre i rischi di zoonosi, siano necessari un'azione decisa contro il commercio illegale di animali selvatici e controlli più efficaci sul commercio legale di specie. Inoltre, la biodiversità deve essere protetta e riconosciuta come indispensabile per gli ecosistemi e la salute umana. La salute delle persone, della fauna selvatica e dell'ambiente dovrà essere considerata in modo sistematicamente integrato in futuro.
«Ampliare la protezione delle specie alla tutela della salute»
La professoressa Isabella Eckerle (Università di Ginevra) ha dichiarato – e questo vale per tutti gli esperti – di non essere sorpresa che un altro virus sia riuscito a compiere il salto di specie verso l'essere umano. Ha sottolineato che il controllo e la limitazione del commercio di animali selvatici si sono finora concentrati principalmente sulla protezione delle specie e che questo approccio deve essere assolutamente ampliato includendo l'aspetto della tutela della salute. Dal punto di vista della medicina umana e della virologia, in considerazione dei rischi non quantificabili, un divieto di importazione completo degli animali selvatici appare appropriato. Ha rivolto l'attenzione anche all'allevamento di animali selvatici, ad esempio negli allevamenti di pellicce, e agli animali domestici esotici. I rischi associati non sono ancora stati chiariti.
«Estendere il divieto di importazione a tutti gli animali selvatici»
Per Sandra Altherr (Pro Wildlife), tra le misure preventive in Germania contro le zoonosi rientra l'estensione del divieto di importazione per gli uccelli selvatici a tutti gli animali selvatici. La detenzione di animali domestici deve essere regolamentata in modo uniforme a livello federale tramite una lista positiva. Oltre all'obbligo di etichettatura dell'origine degli animali, sono necessarie norme severe per il commercio online e la vendita nelle fiere di animali. L'esperta ha chiesto un maggiore impegno internazionale per la preservazione degli habitat e degli ecosistemi e la lotta contro il commercio illegale, ma anche contro quello legale, di animali selvatici. La protezione preventiva delle specie, della natura e del clima devono essere la massima della politica.
«Le pandemie sono opera dell'uomo»
La professoressa Simone Sommer (Università di Ulm) ha ritenuto che le pandemie siano opera dell'uomo. Le zoonosi sono per lo più legate al consumo di carne selvatica, ovvero al commercio di animali selvatici, all'allevamento intensivo, alla distruzione ambientale o ai cambiamenti nell'uso del territorio. L'umanità si trova a un punto di svolta. Deve preservare gli spazi naturali rimasti. La tutela dell'ambiente e delle specie deve finalmente ottenere il peso necessario nelle decisioni politiche ed economiche, indispensabile nell'ottica di OneHealth/EcoHealth e, non da ultimo, della protezione del clima.
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