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Legge sulla caccia

Animali selvatici in giardino: i cacciatori ricreativi non possono intromettersi

Un animale ferito fugge nel vostro giardino – e poco dopo un cacciatore ricreativo si presenta al cancello. Può abbattere l'animale o entrare nella vostra proprietà? La risposta sorprende: no, nella maggior parte dei casi non è consentito.

Redazione Wild beim Wild — 14 ottobre 2025

Durante la stagione di caccia, scene simili non sono rare. Caprioli, cinghiali o volpi che sono stati colpiti cercano rifugio, nel panico, su proprietà private.

Molti proprietari di casa si trovano così a disagio, ritrovandosi improvvisamente coinvolti in una scena di caccia. Ma cosa dice la legge – e qual è l'etica dietro questo comportamento?

La legge dalla vostra parte

Nessuno può cacciare su terreno altrui senza il consenso del proprietario.

Questo significa: il vostro giardino, la vostra casa, il vostro cortile – non sono un poligono di tiro a cielo aperto. I cacciatori ricreativi non possono semplicemente entrare nella vostra proprietà, nemmeno adducendo la motivazione di voler «liberare dalle sofferenze» un animale selvatico in fretta.

Solo in un caso eccezionale molto ristretto, il cosiddetto diritto di inseguimento, è loro consentito continuare a seguire un animale già mortalmente ferito. Ma anche questo è strettamente limitato: l'animale deve essere effettivamente condannato a morte, non semplicemente ferito. In tutti gli altri casi, la caccia ricreativa si ferma al confine della vostra proprietà.

Etica contro tradizione venatoria

I sostenitori della caccia ricreativa sostengono che il diritto di inseguimento serva all'«umanità» – l'animale non dovrebbe soffrire inutilmente. Ma nella pratica, questo argomento appare spesso come una foglia di fico. Molti animali non fuggono perché "devono morire", ma semplicemente perché vogliono sopravvivere.

Il fatto che cerchino rifugio in un giardino privato nell'ultimo momento non è casuale: lì di solito regnano tranquillità, sicurezza e niente fucili.

La domanda è dunque: quanto è umano un sistema che spinge gli animali selvatici sull'orlo dello sfinimento – per poi contendere loro anche l'ultimo rifugio?

I limiti del privilegio dei cacciatori ricreativi

Il diritto venatorio conosce antichi privilegi, ma anche limiti precisi. Le proprietà recintate, le aree adiacenti alle abitazioni e i giardini abitati sono espressamente esclusi dalla caccia ricreativa.

Chi vi entra comunque rischia una sanzione.

Anche dal punto di vista morale, il caso è inequivocabile: il diritto di proprietà e la compassione per un essere vivente ferito pesano più del piacere della caccia.

Se siete coinvolti

  • Negate l'accesso.
  • Documentate l'incidente (foto, data, ora).
  • Informate la polizia

Un cartello con «Proprietà privata – caccia vietata» può aiutare a evitare malintesi.

Un simbolo della natura selvatica in modalità di ritiro

La scena dell'animale ferito in giardino è emblematica di una crisi più profonda: gli animali selvatici perdono sempre più habitat e vengono al tempo stesso braccati, controllati e uccisi – spesso sotto il manto della «tradizione» e della «regolazione delle popolazioni».

Forse è giunto il momento di mettere in discussione queste tradizioni – e di concedere agli animali la pace almeno là dove noi stessi siamo al sicuro: a casa.

Un animale selvatico ferito che fugge nel vostro giardino cerca protezione – non la morte. La legge tutela la vostra proprietà, e l'etica impone compassione. La caccia finisce al cancello del giardino. Ed è proprio lì che inizia la responsabilità dell'essere umano.

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