Abbattimento di lupi: il WWF presenta ricorso
Il previsto abbattimento di due giovani lupi del Calanda ha un seguito legale.
L'organizzazione ambientalista WWF Svizzera intende in futuro evitare l'abbattimento di lupi grazie a misure preventive.
Ha presentato ricorso presso i tribunali amministrativi dei Cantoni di San Gallo e dei Grigioni.
Pro Natura segue invece una strada diversa: l'organizzazione rinuncia ai ricorsi, ma intende continuare a impegnarsi sul piano politico per una politica lupi equilibrata. L'autorizzazione all'abbattimento di due giovani lupi del branco del Calanda, concessa dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), è valida fino alla fine di marzo.
Entrambe le organizzazioni ambientaliste giungono alla conclusione che le basi legali attuali sono insufficienti per impedire abbattimenti imminenti. Le condizioni di abbattimento recentemente stabilite nell'ordinanza sulla caccia sarebbero formulate in modo così ampio da non porre quasi alcun limite alle autorità nella loro applicazione, scrive Pro Natura. Si aggiunge il fatto che l'effetto sospensivo di un ricorso viene tolto in via cautelare.
Pro Natura intende quindi impegnarsi per via politica a favore di una gestione globale del lupo che non si basi prevalentemente sugli abbattimenti, ma che metta in evidenza anche gli aspetti positivi del ritorno del lupo. Con l'autorizzazione all'abbattimento dei due giovani lupi del branco del Calanda, già il normale comportamento del lupo verrebbe presentato come un potenziale pericolo, critica il WWF.
Invece di abbattere i lupi, i cosiddetti lupi «poco schivi» dovrebbero essere dotati di un trasmettitore. Questa esperienza spiacevole per i lupi sarebbe una misura di dissuasione più efficace e contribuirebbe anche a un migliore monitoraggio.
In particolare, tuttavia, le fonti di cibo dovrebbero essere eliminate in modo sistematico. Poiché fino al momento in cui è stata rilasciata l'autorizzazione all'abbattimento, la gestione delle fonti di cibo nell'area dei lupi era stata negligente. «Di fatto, i lupi venivano letteralmente imboccati. Questo è qualcosa che in futuro bisogna assolutamente evitare», viene citato Gabor von Bethlenfalvy, esperto di predatori del WWF.
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La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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