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Caccia

Percorsi vietati: i cacciatori per hobby rivendicano il bosco

In Alsazia si sta compiendo un cambiamento preoccupante.

Redazione Wild beim Wild — 25 ottobre 2025

Diversi comuni hanno vietato l'uso notturno dei boschi, in un caso addirittura per tutto l'anno.

Ufficialmente ciò avviene «per la protezione dellafauna selvatica». Nei fatti, però, emerge chiaramente: non sono i caprioli e i cinghiali a essere difesi qui. Sono gli interessi dei cacciatori ricreativi.

A Orschwihr, ad esempio, tra maggio e ottobre è consentito camminare solo di giorno e su sentieri segnalati. Il locatario del diritto di caccia locale lamenta che i corridori con la frontale scaccerebbero la selvaggina. Il suo bilancio: «40 auto allacaccia, 0 selvaggina avvistata.» In altre parole: se la caccia non ha successo, la colpa è dei jogger.

Qui si usa un doppio standard. I cacciatori per hobby rivendicano per sé il diritto di essere in giro nelle prime ore del mattino e di notte. Ma sportivi, escursionisti e persone legate alla natura dovrebbero restare fuori proprio in quei momenti? Questa non è una politica di tutela della natura – è l'imposizione di diritti speciali a favore di una piccola lobby militante e rumorosa.

Il mito della «protezione della fauna selvatica»

I comuni giustificano i loro divieti con il «riposo notturno della fauna». Ma dove sono gli studi che dimostrano che un corridore con la frontale mette a rischio la popolazione di caprioli o volpi? Il sospetto è fondato: qui viene strumentalizzato un argomento pretestuoso per mantenere la caccia ricreativa indisturbata. O, come sintetizzau-Trail: «Non sono gli alberi che proteggiamo, sono i capanni di caccia.»

Le conseguenze per la popolazione sono reali: le persone che vorrebbero allenarsi la sera o al mattino presto vengono espulse. Cresce la sensazione di non essere più benvenuti nel proprio bosco. I sentieri forestali, un tempo luoghi di libertà e svago, vengono regolamentati e gerarchizzati, a vantaggio di un unico gruppo.

Cosa sarebbe equo?

  • La partecipazione trasparente di tutti i gruppi di utenti.
  • Prove concrete invece di argomenti dei cacciatori ricreativi.
  • Regole uniformi: se i cacciatori ricreativi possono girare di notte, allora anche gli sportivi.
  • Comunicazione chiara e valutazione equa, non divieti decisi in stanze chiuse.

La lobby della caccia ricreativa in Alsazia mostra quanto sottilmente funzionino gli spostamenti di potere nello spazio rurale. Con il luogo comune della «protezione della natura» si appropria di un bene comune. Chi lo accetta si rende corresponsabile del fatto che i sentieri forestali vengono ridefiniti da bene comune a terreno di caccia.

Non si tratta solo di lampade frontali e trail running. Si tratta del diritto al libero accesso alla natura. E questo appartiene a tutti, non solo a chi ha un fucile.

Per la IG Wild beim Wild è chiaro: questa decisione è un ulteriore precedente che va ben oltre l'Alsazia. Se le lobby della caccia ricreativa riescono una volta a limitare l'accesso alle vie pubbliche, il modello rischia di diffondersi ad altre regioni. Passo dopo passo potrebbe così crearsi una rete di diritti speciali, finché alla fine il bosco non apparterrà più alla collettività, ma a chi esercita la violenza.

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