Una nuova legge per più tranquillità nel bosco
Dal febbraio 2025 è in vigore in Svizzera un divieto di caccia notturna nei boschi. La legge mira a proteggere meglio la fauna selvatica – tuttavia agricoltori e cacciatori ricreativi temono un aumento dei danni nei campi. La caccia di passo ai predatori (ad es. volpe, tasso, martora) rimane tuttavia consentita.
All'inizio di febbraio 2025 il Consiglio federale ha introdotto una normativa che ha suscitato molto dibattito: la caccia nel bosco è vietata di notte.
Tra un'ora dopo il tramonto e un'ora prima dell'alba, i cacciatori ricreativi non possono più sparare colpi in queste aree.
Particolarmente colpita è la caccia al cinghiale, che è attivo quasi esclusivamente nell'oscurità. Viene così a mancare anche uno dei metodi di caccia più importanti – l'attrazione degli animali nei cosiddetti punti di richiamo.
Gli agricoltori temono un aumento dei danni
Il settore agricolo si è dichiarato allarmato. I cinghiali possono causare danni enormi in poco tempo: i prati vengono rivoltati, i campi di mais e di patate devastati. I danni da cinghiale variano notevolmente da regione a regione. Il Canton Vaud registra da anni il maggior numero di danni.

Senza la possibilità di cacciare i cinghiali in modo mirato anche di notte, questi danni rischiano di aumentare massicciamente, avvertono le associazioni agricole.
Il risarcimento dei danni causati dalla selvaggina in agricoltura avviene in Svizzera in modo differenziato a livello cantonale. È importante che gli agricoltori segnalino tempestivamente i danni e rispettino le relative procedure per ottenere un indennizzo. Inoltre, i servizi di consulenza possono aiutare a valutare correttamente i danni e ad adottare misure di protezione adeguate.
Gli agricoltori possono anche avvalersi di servizi di consulenza per stimare l'entità dei danni causati dalla selvaggina e stipulare i relativi contratti sull'utilizzo del terreno. L'azienda Agriexpert offre tali servizi, basandosi sulle attuali linee guida per la stima dei danni alle colture.
Differenze tra i cantoni
Non tutti i cantoni procedono con la stessa severità. Mentre Zurigo ha vietato completamente la caccia con esca, Soletta, Argovia e Basilea Campagna hanno spinto per eccezioni o periodi transitori per proteggere i propri campi. Nei cantoni alpini, invece, il tema ha scarso rilievo, poiché i cinghiali vi sono finora rari.
Nel Turgovia, una regione con un numero comparativamente elevato di cinghiali, si prevede, nonostante il divieto, un numero di abbattimenti praticamente invariato rispetto al passato. Il capo ufficio Roman Kistler sottolinea:
- Molti cinghiali vengono cacciati nei campi, dove il divieto di caccia non si applica – ad esempio tramite caccia in avvicinamento o caccia in battuta
- Concentrandosi su questi metodi alternativi, gli abbattimenti notturni nel bosco potrebbero essere compensati
Il presidente della caccia Frank Gertsch ha aggiunto che i cacciatori per hobby esperti cacciatori possono adattarsi e che il divieto lo riguarda personalmente poco, poiché la sua attività venatoria si svolge già prevalentemente al di fuori del bosco.
Queste differenze mostrano quanto fortemente l'attuazione di una legge federale in Svizzera sia influenzata dal federalismo.
I protezionisti vedono dei vantaggi
Le associazioni per la protezione della natura accolgono invece favorevolmente la normativa. Sottolineano che la quiete notturna è vitale per molti animali – non solo per i cinghiali, ma anche per i caprioli, le volpi e gli uccelli notturni.
Si mette inoltre in guardia contro una crescente tecnologizzazione della caccia: i visori notturni e le termocamere metterebbero comunque gli animali sotto forte pressione.
Il nuovo divieto di caccia notturna mette in luce un conflitto fondamentale: come conciliare la protezione della natura con gli interessi dell'agricoltura e della caccia?
L'Ufficio federale dell'ambiente consente eccezioni cantonali, ma come si presenteranno nella pratica è ancora aperto. È chiaro che il 2025 dimostrerà se la legge mantiene ciò che promette – o se le critiche degli agricoltori e dei cacciatori ricreativi costringeranno nuovamente la politica ad agire.
Le esperienze finora acquisite mostrano che il divieto di caccia notturna viene percepito e attuato in modo molto diverso a livello regionale.
Laddove i cinghiali vengono cacciati prevalentemente di notte nel bosco (ad es. Sciaffusa), sono prevedibili restrizioni significative. In altre regioni (ad es. Turgovia), dove la caccia viene spostata maggiormente verso i campi, l'effetto rimane piuttosto marginale. Grazie a piani di misure a tempo determinato e a possibili eccezioni, il margine di manovra per le società di caccia in alcuni cantoni viene mantenuto.
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