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Criminalità & caccia

Cacciatori ricreativi ticinesi come bracconieri oltre confine

Due cacciatori per hobby con licenza provenienti dal Ticino sono stati smascherati come bracconieri in Italia.

Redazione Wild beim Wild — 30 ottobre 2025

Armati di fucili a pompa calibro 12 e cani da caccia, i due uccisori di fauna selvatica (60 e 42 anni) hanno attraversato il confine in auto e si sono messi sulle tracce delle lepri sul Monte Bisbino, in territorio italiano.

Lì è intervenuta la polizia provinciale di Como. Risultato: denuncia per introduzione illegale di armi.

Ufficialmente i due sono considerati «cacciatori per hobby con licenza». Ma chi varca i confini di un paese straniero con armi, ignora le frontiere e insegue animali è un bracconiere. Il fatto che questi uomini posseggano addirittura una licenza di caccia dimostra il dilemma: la licenza non trasforma un trasgressore della legge in un amico della natura, ma tutt'al più in un uccisore di animali legalizzato.

Febbre da caccia anziché senso civico

La polizia sorvegliava già da tempo la zona, poiché si erano verificati ripetuti attraversamenti del confine. Un'auto ticinese parcheggiata nelle vicinanze ha condotto gli agenti direttamente ai responsabili. Messi di fronte alle prove, gli uomini hanno ammesso la propria colpa, sostenendo di non essersi accorti da quale parte del confine si trovassero. Un alibi poco convincente.

Chi vaga su sentieri escursionistici con fucili a pompa carichi, senza prestare attenzione al confine nazionale, dimostra soprattutto una cosa: irresponsabilità.

Non è un caso isolato – gli scandali venatori si moltiplicano

Solo pochi giorni prima, la polizia nei Grigioni aveva fermato due cacciatori per hobby italiani con armi e attrezzatura, che avevano attraversato il confine verso la Svizzera. Il modello è inequivocabile: i cacciatori ricreativi in preda alla mania venatoria attraversano i confini come se fossero semplici sentieri. Gli animali vengono così degradati a meri bersagli.

La lobby della caccia predica responsabilità, ma la pratica dimostra il contrario. Chi ignora i confini ignora anche i periodi di protezione, la tutela delle specie e la sicurezza. Il fatto che tali individui possano girare liberamente con fucili a pompa rappresenta un rischio per animali, cani, escursionisti e residenti allo stesso modo.

Il caso al Monte Bisbino lo chiarisce: un porto d'armi da caccia non è una garanzia di rispetto o sicurezza, ma serve spesso da foglia di fico per il bracconaggio. I due cacciatori per hobby ticinesi non sono uno scivolone, ma un sintomo di un sistema in cui armi letali si trovano nelle mani di hobbisti che antepongono la loro voglia di uccidere a qualsiasi legge.

Secondo la IG Wild beim Wild, sono necessarie perizie medico-psicologiche annuali per i cacciatori perhobby sul modello dell'Olanda, nonché un limite massimo di età. La fascia d'età più numerosa tra i cacciatori per hobby è quella degli over 65, quella con deficit legati all'età, al pensiero, alla vista, alla concentrazione e ai riflessi, nonché carenze di formazione e allenamento. A partire dai 45 anni il numero di incidenti per persone e animali aumenta in modo drammatico. Le allarmanti notizie sugli incidenti di caccia e i reati mortali commessi con armi da caccia dimostrano: è giunto il momento di abolire la caccia ricreativa! Le armi da fuoco letali non devono finire nelle mani di cacciatori ricreativi senili, che possono utilizzarle in modo del tutto incontrollato! I cacciatori ricreativi rappresentano tutto ciò che va storto nel mondo.

I cacciatori ricreativi vivono lo specismo. Lo specismo è paragonabile al razzismo e al sessismo, e non si tratta di cultura o tradizione.

In particolare per quanto riguarda la cacciaricreativa è fondamentale osservare con estrema attenzione. Da nessuna parte si manipola tanto con falsità e fake news. La violenza e le menzogne appartengono alla stessa medaglia.

Ulteriori informazioni sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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