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Criminalità & Caccia

Ricompensa per il torturatore di scoiattoli aumentata a 3’500 euro

PETA offre regolarmente ricompense nei casi di animali maltrattati o abbandonati, per aiutare a identificare i responsabili.

Redazione Wild beim Wild — 26 novembre 2019

Il presunto maltrattatore di animali potrebbe essere smascherato presto: mercoledì mattina della scorsa settimana, una ragazza di 18 anni ha trovato uno scoiattolo, che uno sconosciuto aveva presumibilmente inchiodato vivo a un albero a Bad Liebenwerda.

La ricompensa sale a 3’500 euro

PETA ha quindi messo in palio una ricompensa di 1’000 euro per le segnalazioni utili a identificare il responsabile. La Immobilien Schmidt GmbH di Leinfelden-Echterdingen ha aumentato la ricompensa di PETA di ulteriori 1’000 euro. Ora anche due privati sostengono la ricerca del colpevole rispettivamente con 1’000 euro e 500 euro. La ricompensa per le segnalazioni che portino all'identificazione del maltrattatore ammonta quindi complessivamente a 3’500 euro.

Sono già pervenute diverse segnalazioni su possibili responsabili all'organizzazione per la protezione degli animali. PETA le ha trasmesse alla polizia di Bad Liebenwerda. Il dipartimento legale di PETA sta inoltre valutando se presentare una denuncia penale contro il o i maltrattatori di animali.

«Speriamo che il o i responsabili possano essere smascherati grazie alle segnalazioni», afferma Judith Pein a nome di PETA. «Inchiodare un animale vivo a un albero è una grave violazione della legge sulla protezione degli animali e può essere punita con una multa o una pena detentiva fino a tre anni. Ora la polizia deve accertare se lo scoiattolo fosse effettivamente ancora vivo e se le segnalazioni fossero fondate.»

Per Nadja Michler, esperta di animali selvatici presso l'organizzazione per la protezione degli animali PETA, si tratta di «un atto simbolico». Solo a settembre era stato segnalato un caso da Heidenheim, in cui undici ricci erano stati legati insieme per le zampe anteriori con fascette da cablaggio.

I testimoni possono continuare a contattare l'organizzazione per la protezione degli animali telefonicamente al numero 0711-8605910 oppure via e-mail, anche in forma anonima.

Correlazione tra violenze sulle persone e sugli animali

Psicologi, legislatori e tribunali concordano ormai sul fatto che i reati contro gli animali richiedono maggiore attenzione. Il ricercatore sull'aggressività Dr. Christoph Paulus dell'Università della Saar afferma: «Si stima che l'80-90% di tutti gli autori di violenze estreme abbia già torturato animali in precedenza.»

Il legame tra crudeltà verso gli animali e atti di violenza è illustrato da PETA nell'opuscolo «Le persone che maltrattano gli animali raramente si fermano a questo», che funge da fonte informativa per procuratori, giudici, agenti di polizia e assistenti sociali.

Per saperne di più sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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