Costi nascosti: quanto costa davvero la carne
Lo sfruttamento degli animali causa malattie per il pianeta e per le persone.
Un nuovo studio italiano mette in luce una fattura da 36,6 miliardi di euro relativa ai danni ambientali e sanitari per i consumatori.
Un nuovo rapporto sui costi nascosti del consumo di carne in Italia rivela le ripercussioni ambientali e sanitarie che ricadono sulla società. Se includessimo i costi nascosti, un chilogrammo di carne bovina costerebbe in media 19 euro in più.
Primo studio indipendente sui veri costi
I costi ambientali e sanitari legati alla produzione e al consumo di carne non sono inclusi nel prezzo d'acquisto. Sono i cittadini a pagare il prezzo di questi costi nascosti, che ora per la prima volta sono stati quantificati scientificamente.
LAV ha commissionato il primo studio scientifico indipendente studio sui costi ambientali e sanitari del consumo di carne in Italia, concentrandosi sulle carni più consumate nel paese: pollame, manzo e maiale. Le emissioni generate in tutte le fasi – allevamento, macellazione, lavorazione, confezionamento, distribuzione, consumo e gestione dei rifiuti – sono state convertite in costi economici per la società attraverso un approccio di analisi del ciclo di vita (LCA).
Oltre 18 milioni di tonnellate di CO2 dalla carne bovina
I costi ambientali vengono determinati attribuendo un valore monetario agli impatti valutati tramite l'analisi del ciclo di vita su 11 categorie ambientali. Nel corso di un anno, le emissioni associate al ciclo di vita della carne bovina ammontano da sole a oltre 18 milioni di equivalenti CO2, con costi annuali nascosti superiori a 1 miliardo di euro. Ciò corrisponde alla quantità di gas serra emessa dalle centrali a carbone più grandi e inquinanti d'Europa.
Oltre alle emissioni di gas serra, vi sono anche emissioni di particolato e gas acidificanti nelle stalle, nonché emissioni di nitrati e pesticidi nel suolo. Insieme causano i costi indiretti legati al danno agli ecosistemi, ad esempio perdite agricole dovute all'acidificazione dei suoli e carenza di impollinatori a causa dei pesticidi.
350.000 anni di vita persi ogni anno
I costi sanitari sono stimati in DALY (Disability-Adjusted Life Year) e si basano sul consumo medio giornaliero in Italia. In Italia ogni anno si perdono circa 350.000 anni di vita a causa del consumo di carne. I rischi comprendono il cancro al colon-retto, il diabete di tipo 2 e l'ictus, e si tratta probabilmente di una stima prudente, poiché sono stati esclusi i danni derivanti da altre malattie associate al consumo di carne, come la resistenza agli antibiotici o le malattie cardiovascolari.
In Italia i costi ambientali e sanitari nascosti ammontano a 36,6 miliardi di euro all'anno, con i costi medi suddivisi in parti quasi uguali tra costi ambientali (48%) e costi sanitari (52%).
In un momento storico in cui, dopo la pandemia di COVID-19, l'attenzione si è concentrata sul potenziale devastante della produzione di mangimi per animali e numerosi organismi internazionali avvertono che è necessaria un'urgente riduzione del consumo di carne, i risultati di questo studio devono rappresentare un dato incontrovertibile per i responsabili politici, anche in vista del raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 e dell'Accordo di Parigi sul clima.
Roberto Bennati, Direttore Generale, LAV
Legumi: 23 volte meno costosi della carne bovina
Il rapporto evidenzia l'insostenibilità del consumo di carne in Italia e la stessa situazione potrebbe facilmente riflettersi in altri Stati membri. Esistono tuttavia delle alternative: 1 kg di pollo o maiale genera costi per la società otto volte superiori rispetto alla stessa quantità di legumi; 1 kg di carne bovina genera costi 23 volte superiori.

Eurogroup for Animals e LAV ritengono che sia giunto il momento di rendere trasparenti i costi nascosti della carne e di adottare misure per sostenere l'assunzione di proteine di origine vegetale come alternativa alle proteine animali. Per andare in questa direzione, è importante che i numerosi sussidi destinati all'allevamento in varie fasi del ciclo produttivo, vengano eliminati il più rapidamente possibile.
I risultati di questo studio sono preoccupanti e dobbiamo tenere conto anche della sofferenza degli animali causata dalla industria della carne, che provoca sofferenze agli animali. In linea con la strategia Farm-to-Fork, l'UE ha l'occasione ultima per allontanarsi da sistemi intensivi di allevamento dannosi e inquinanti e passare a una politica alimentare che includa una produzione proteica davvero umana e sostenibile.
Reineke Hameleers, CEO dell'Eurogruppo per gli animali
Valore aggiunto:
Studio: The hidden cost of meat consumption in Italy
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