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Formazione

Progetto di ricerca sui cervi nella Svizzera orientale

Prima i cervi sono stati catturati con trappole e fucili narcotizzanti, poi rilasciati con trasmettitori GPS.

Redazione Wild beim Wild — 22 agosto 2018

Prima i cervi sono stati catturati con trappole e fucili narcotizzanti, poi rilasciati con trasmettitori GPS.

I dati di movimento raccolti mostrano che gli animali si spostano in altre regioni molto meno del previsto.

Nella Svizzera orientale le popolazioni di cervo rosso sono aumentate notevolmente negli ultimi anni. Nella regione di Werdenberg, ad esempio, è stato possibile osservare temporaneamente branchi fino a 100 esemplari che attraversavano mattina e sera la strada principale tra Gams e Grabs, bloccando il traffico.

Un aumento è stato osservato anche negli Appenzelli Esterno e Interno. A causa dei conflitti d'uso emergenti tra la fauna selvatica e l'ambiente, il comportamento della popolazione è stato ora studiato nell'ambito di un progetto di ricerca intercantonale. Gli animali non si curavano dei confini politici, si legge nel rapporto finale.

Fucili narcotizzanti impiegati

Cervo rosso con trasmettitore GPS
Cervo rosso con trasmettitore GPS

Tra gli obiettivi dello studio vi sono osservazioni sul comportamento: per quanto tempo rimangono in un luogo? In quale raggio si muovono? A tale scopo, alcuni cervi rossi sono stati dotati di trasmettitori GPS che inviavano le posizioni tramite SMS. Per farlo, gli animali hanno dovuto essere prima catturati.

Nel rapporto si legge che nel corso di innumerevoli operazioni notturne la guardia cantonale della fauna selvatica e alcuni volontari sono riusciti a dotare 46 cervi rossi di collari telemetrici. Sono stati impiegati, tra l'altro, fucili narcotizzanti e frecce preparate. 16 animali hanno dovuto inghiottire una sonda ruminale per misurare la frequenza cardiaca e la temperatura corporea, che è poi rimasta nello stomaco.

Migrazioni sovraregionali quasi assenti

Sono stati analizzati, tra l'altro, 450’000 segnalazioni di posizione GPS. Esse mostrano che una gran parte dei cervi rossi nel Werdenberg è rimasta nell'area anche durante l'estate, spostandosi solo verso quote più elevate.

Anche in altre regioni gli animali non hanno mostrato «spiccate tendenze migratorie», si legge nel rapporto. I movimenti sovraregionali sarebbero quindi stati quasi inesistenti.

Nuove scoperte sono emerse anche riguardo alla reazione della fauna selvatica ai cacciatori ricreativi o ai raccoglitori di funghi. I cervi adottano strategie diverse: alcuni animali rimangono al riparo nonostante i disturbi e lasciano la zona solo dopo il calar della notte. Altri reagiscono fuggendo a grande distanza. Maggiori informazioni su animali selvatici e sulla biodiversità.

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