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Diritti degli animali

Pene più severe per i maltrattatori di animali in Italia

Il disegno di legge di Brambilla approvato in Parlamento: una svolta nella tutela degli animali in Italia.

Redazione Wild beim Wild — 31 maggio 2025

Negli ultimi anni l'Italia ha compiuto progressi significativi nel campo della protezione degli animali.

L'attenzione legislativa si concentra sempre più sull'inasprimento delle pene per i maltrattamenti e sulla promozione di una consapevolezza del benessere animale. Con questa legge promossa da Michela Vittoria Brambilla, l'Italia cambia approccio: gli animali non sono più semplici oggetti di compassione, ma soggetti di diritto.

Chi maltratta o uccide cani, gatti o altri animali domestici rischia in Italia fino a quattro anni di carcere e sanzioni fino a 60’000 euro.

Il disegno di legge, presentato in prima battuta dalla deputata Michela Vittoria Brambilla di Noi Moderati, è stato approvato anche dal Senato senza modifiche ed è quindi definitivo. Il testo inasprisce in misura considerevole le sanzioni penali e amministrative per i reati contro gli animali domestici. Si tratta di una misura attesa da oltre vent'anni, accolta in Parlamento da tutte le forze della maggioranza come un passo decisivo verso la tutela giuridica degli animali .

La riforma introduce un quadro sanzionatorio più severo per chi organizza o partecipa a combattimenti tra animali: fino a quattro anni di carcere per gli organizzatori e multe fino a 160’000 euro. Chi vi partecipa «a qualsiasi titolo» rischia fino a due anni di pena. Per gli organizzatori abituali di tali eventi si applicano le stesse misure previste per i reati di stampo mafioso.

Tra le novità più simboliche figura il divieto nazionale di tenere i cani alla catena: chi viola tale disposizione rischia una multa fino a 5’000 euro.

Oltre al riconoscimento dei reati commessi direttamente contro gli animali domestici, il testo inasprisce anche le pene per il maltrattamento, l'uccisione e lo sfruttamento degli animali. Ciò avviene attraverso un aumento delle pene detentive e pecuniarie nonché un ampliamento delle circostanze aggravanti, come nel caso della presenza di minori o della diffusione online dei reati. Quest'ultima misura era necessaria per evitare l'effetto emulazione legato ai social network. 

Gli animali selvatici e da reddito vengono ignorati dalla nuova legge

Gli animali selvatici (e a maggior ragione quelli da reddito) sono ampiamente esclusi dalla nuova legge, contrariamente all'intenzione originaria della prima firmataria. I Fratelli d’Italia come anche la Lega sono vicini alla lobby dei cacciatori ricreativi e degli allevatori e, di fatto, il ministro dell'agricoltura ed ex cognato di Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida, sta lavorando a una riforma della legge sulla caccia, che prevede un'ampia liberalizzazione, in particolare riguardo alle specie di animali selvatici protette come l'orso e il lupo.

Le organizzazioni per la protezione degli animali parlano pertanto di un'«occasione perduta». Valutano positivamente il trattamento giuridico degli animali domestici come soggetti di diritto autonomi, ma lamentano l'assenza di misure efficaci per la tutela degli animali selvatici e da reddito.

La tenacia nel perseguire chi maltratta gli animali dimostra che l'Italia si sta confrontando con il tema della protezione degli animali. Migliorando il quadro normativo e promuovendo la consapevolezza pubblica, si pongono le basi per una tutela più efficace degli animali. Resta tuttavia ancora molto da fare per garantire che le leggi esistenti vengano applicate in modo coerente e che la protezione degli animali acquisisca ulteriore importanza nella società.

La IG Wild beim Wild accoglie con favore questa notizia, ma deplora il fallimento degli emendamenti che avrebbero reso la legge più efficace.

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