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Criminalità & Caccia

Cavigelli dovrebbe rispondere delle bugie sulla caccia speciale

Il consigliere di Stato Cavigelli ha nascosto al Gran Consiglio grigionese che l'UFAM aveva giudicato l'iniziativa sulla caccia speciale conforme al diritto. È stata presentata una denuncia penale.

Redazione Wild beim Wild — 8 ottobre 2020

Nel febbraio 2015 il Gran Consiglio dei Grigioni ha dichiarato invalida l'iniziativa sulla caccia speciale.

Durante la discussione in parlamento, tuttavia, erano state occultate informazioni importanti. Il consigliere di Stato Mario Cavigelli (PPD) aveva infatti omesso di rendere pubblica la posizione dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) di Berna, secondo cui l'iniziativa NON violava il diritto superiore.

Sono ormai quasi un anno e mezzo che la popolazione votante ha respinto l'iniziativa sulla caccia speciale con oltre il 54% di voti contrari. La questione non è tuttavia chiusa: il Tribunale federale si occuperà – ancora una volta – della proposta popolare e delle sue conseguenze. Ciò avviene dopo che le inizianti e gli inizianti hanno impugnato una sentenza del Tribunale amministrativo dei Grigioni dinanzi al massimo tribunale svizzero.

Il co-iniziante Christian Mathis ha confermato su richiesta un corrispondente servizio di Radiotelevisiun Svizra Rumantscha (RTR).

Irritati per la «via tortuosa»

Le autrici e gli autori dell'iniziativa sulla caccia speciale si erano già rivolti in precedenza al Tribunale federale – con successo. Nel novembre 2017 il tribunale aveva stabilito che l'iniziativa non avrebbe dovuto essere dichiarata invalida dal Gran Consiglio. Proprio con questa decisione si collega anche il caso attuale: si tratta di circa 113’000 franchi che, secondo le loro dichiarazioni, il primo ricorso al Tribunale federale è costato alle inizianti e agli inizianti. Questo denaro le inizianti e gli inizianti vogliono riaverlo dal Cantone.

La loro argomentazione: la via tortuosa attraverso il Tribunale federale non sarebbe stata necessaria se il consigliere di StatoMario Cavigelli non avesse occultato al Gran Consiglio una lettera dell'Ufficio federale dell'ambiente. In quella lettera l'Ufficio federale aveva giudicato valida l'iniziativa.

Il co-iniziante Mathis è ancora oggi convinto che il Gran Consiglio avrebbe dichiarato valida l'iniziativa se avesse saputo della lettera dell'Ufficio federale dell'ambiente. «Sottraendo la lettera, il consigliere di Stato Cavigelli ci ha causato costi aggiuntivi», ha dichiarato ieri Mathis. «Mi fa ancora arrabbiare che un consigliere di Stato possa permettersi un simile comportamento.» Su Cavigelli non lascia «nulla di buono», scrive il Südostschweiz.

Il consigliere di Stato Mario Cavigelli ha causato enormi fastidi, complicazioni e costi al comitato d'iniziativa, ai contribuenti e a molti altri, ingannando deliberatamente l'intera popolazione. Dovrebbe risponderne personalmente, non i contribuenti! È fuori dubbio che il consigliere di Stato Mario Cavigelli (PPD) abbia mentito a tutti, ripetutamente e senza eccezioni.

Dubbi sul Tribunale amministrativo

Il Tribunale amministrativo dei Grigioni ha tuttavia respinto la richiesta dei promotori dell'iniziativa, affermando secondo RTR che Cavigelli non si era comportato in modo illecito. La sentenza di Coira non impressiona granché Mathis. «Il Tribunale amministrativo di certo non darà torto al governo», ha dichiarato. Per questo motivo vuole che sia il Tribunale federale a stabilire se Cavigelli si sia effettivamente comportato in modo corretto.

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