La strada verso il divieto del foie gras: iniziative e dibattiti politici in Svizzera
L'iniziativa sul foie gras mira a vietare l'importazione di prodotti derivanti dall'ingrassamento forzato degli animali, una pratica crudele.
GastroSuisse e la Federazione svizzera della carne si oppongono al divieto, così come il Consiglio federale, che tuttavia ha riconosciuto la necessità di intervenire e ha avviato un obbligo di dichiarazione per le merci in questione.
L'obbligo di etichettatura proposto rimane tuttavia vago e rischia di diventare un mero esercizio di facciata.
La Fondazione per i diritti degli animali (TIR), la Protezione svizzera degli animali STS e VIER PFOTEN – Fondazione per la protezione degli animali ritengono che un obbligo di dichiarazione sia una misura inefficace e quindi inidonea a ridurre il consumo di foie gras. Chi consuma foie gras in Svizzera è nella stragrande maggioranza dei casi perfettamente consapevole che esso viene prodotto mediante l'alimentazione forzata degli animali. Le relative indicazioni sul prodotto o su un menu difficilmente modificheranno i consumi. Il consumo svizzero genera all'estero una domanda di prodotti la cui produzione sarebbe punibile per legge in Svizzera. Il divieto di importazione richiesto dall'iniziativa rappresenta pertanto l'unica via percorribile per affrontare il problema in modo duraturo.
La commissione parlamentare per la scienza, l'educazione e la cultura del Consiglio nazionale (WBK-N) ha trattato a fine febbraio l'iniziativa per il divieto di importazione del foie gras. Con una stretta maggioranza di 13 voti contro 12, la commissione ha deciso un'iniziativa parlamentare che prevede l'elaborazione di un controprogetto indiretto. Quest'ultimo dovrà basarsi sull'obbligo di dichiarazione previsto, ma ancorare giuridicamente anche misure restrittive alle importazioni qualora, cinque anni dopo l'entrata in vigore, l'importazione di foie gras a scopi commerciali non sia diminuita in modo significativo.
STS, TIR e VIER PFOTEN deplorano che la commissione del Consiglio nazionale sia critica nei confronti di un divieto d'importazione rapido e rigoroso. Tuttavia, sembra che anche essa abbia riconosciuto la necessità di agire. La verifica dell'efficacia dell'etichettatura del foie gras prevista nel controprogetto, unitamente ad ulteriori misure restrittive alle importazioni nel caso in cui l'obbligo di dichiarazione non produca l'effetto desiderato, rappresenta pertanto un passo importante nella giusta direzione.
La necessità di un divieto completo delle importazioni di foie gras si riflette anche in un sondaggio rappresentativo di Watson, condotto nel febbraio 2024 in collaborazione con l'istituto di ricerca sociale DemoSCOPE. Secondo tale sondaggio, circa il 75 percento di tutti gli aventi diritto di voto in Svizzera sosterrebbe l'iniziativa per il divieto del foie gras. La politica è quindi sempre più chiamata a porre finalmente fine a questa indicibile sofferenza animale per un piacere di dubbia natura.
VIER PFOTEN, TIR e STS seguiranno attentamente la discussione parlamentare sull'iniziativa e sul controprogetto indiretto e sono in contatto con il comitato d'iniziativa dell'iniziativa sul foie gras, che deciderà anche in merito al mantenimento dell'iniziativa.
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