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Caccia

La più grande fiera venatoria d'Italia annullata per motivi di tutela delle specie

La più grande fiera venatoria d'Italia è stata annullata a causa di preoccupazioni legate alla biodiversità. La decisione è un segnale contro la caccia ai trofei.

Redazione Wild beim Wild — 21 ottobre 2022

Vicenza, una città nel nord Italia, non sarà più sede della più grande fiera venatoria del paese: la HiT Show (Hunting Individual Protection Target Sports).

L'Italian Exhibition Group (IEG), che organizza fiere e congressi in tutta Italia, ha annunciato che la fiera venatoria non sarà più inserita nel suo calendario a Vicenza.

In una comunicazione generale in cui vengono presentate le novità per quest'anno, vengono citati «valori ecologici» come motivo della mancata ripresa della fiera venatoria.

La HiT Show è la più grande fiera venatoria d'Italia. Ogni anno attira migliaia di visitatori. Inoltre, circa 500 espositori presentano una vasta gamma di armi, trofei di caccia e altri accessori legati a questo sport cruento. Anche a causa della presenza di armi, la fiera venatoria ha suscitato più di qualche polemica.

Accogliamo con favore la decisione dell'IEG di non organizzare più la HiT Show, la più grande fiera venatoria d'Italia con 40’000 visitatori annui e centinaia di espositori internazionali.

IG Wild beim Wild

La cancellazione della HiT Show è considerata un «duro colpo» per il settore della caccia ai trofei. Rappresenta inoltre un chiaro segnale del fatto che l'opinione pubblica non sostiene più questa pratica.

Secondo un sondaggio condotto, l'88% degli italiani è contrario alla caccia ai trofei di animali selvatici. I cacciatori di trofei dell'Unione Europea uccidono migliaia di animali selvatici in tutto il mondo, tra cui specie in pericolo o minacciate di estinzione.

I costi ambientali della caccia ai trofei

La caccia ai trofei è considerata una minaccia per la biodiversità, poiché i cacciatori per hobby uccidono frequentemente specie esotiche. Più un animale è raro, più abbatterlo è prestigioso, il che espone ulteriormente al rischio di estinzione le specie già protette o in pericolo.

Alcune fazioni sostengono tuttavia che la caccia ai trofei sostenga gli sforzi per la conservazione della natura attraverso il controllo delle popolazioni e le entrate fiscali. Affermano inoltre che queste possono essere utilizzate a sostegno di iniziative ambientali.

Tale affermazione è ampiamente contestata. Gli esperti sottolineano che la distruzione di esemplari straordinari mette intere specie a rischio di estinzione. Ciò è dovuto all'indebolimento delle popolazioni, che le rende più vulnerabili agli effetti della crisi climatica.

Robert Knell, ricercatore presso la Queen Mary University di Londra, ha dichiarato in merito: «Quando le condizioni ambientali cambiano – spostamento delle precipitazioni stagionali o temperature più elevate – il rischio di estinzione aumenta drasticamente, anche in una popolazione sana di animali apparentemente non colpiti dalla caccia ai trofei. Tuttavia, se vengono uccisi prima di poter diffondere i loro «buoni geni», ciò riduce la forma fisica generale e la resilienza della popolazione.»

I cacciatori di trofei prendono spesso di mira gli esemplari più grandi e in forma di una specie, al fine di assicurarsi i trofei esteticamente più impressionanti.

Richieste di un divieto mondiale della caccia ai trofei

Per porre fine alla caccia ai trofei, 137 gruppi di conservazione della natura e di protezione degli animali hanno lanciato all'inizio di quest'anno una campagna. Chiedono un divieto mondiale all'importazione di trofei di caccia, poiché se i cacciatori per hobby non possono conservare i souvenir delle loro uccisioni, meno trasgressori della natura parteciperanno alla caccia.

Le affermazioni secondo cui la caccia ai trofei promuove la biodiversità non possono essere confermate scientificamente.

L'Italia è stata in passato un importante importatore di trofei di specie protette. Il paese ha importato 437 manufatti di specie protette riconosciute tra il 2014 e il 2020. Tra questi figurava anche un rinoceronte nero in via di estinzione come souvenir.

Eventi come la fiera venatoria Hit Show hanno offerto una piattaforma per tali importazioni, ma ora non più.

Ulteriori informazioni sul tema della caccia ricreativa: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.

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