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Caccia

Italia: Referendum per l'abolizione della caccia

In Italia sono state raccolte 500'000 firme per un referendum sull'abolizione della caccia ricreativa. La votazione potrebbe tenersi nel 2022.

Redazione Wild beim Wild — 26 ottobre 2021

Il comitato «Sì, aboliamo la caccia ricreativa» ha annunciato che le 500'000 firme necessarie sono state raccolte.

La caccia ricreativa con tutta la sua crudeltà dovrà essere definitivamente vietata in Italia. Il presidente Tony Curcio: «Se tutto va bene, voteremo nella prossima primavera.»

Italia: referendum sull'abolizione della caccia ricreativa

500'000 firme raggiunte

Sabato 23 ottobre 2021 sono state raggiunte le 500'000 firme necessarie per avviare il processo di validazione del quesito referendario. Questa pietra miliare è stata posta il 1° luglio 2021, quando organizzazioni ambientaliste e attiviste e attivisti per i diritti degli animali hanno deciso di intraprendere questo percorso per riportare il tema al centro del dibattito pubblico.

La palla passa ora alla Corte di Cassazione, che dovrà verificare la validità delle richieste e successivamente investire la Corte Costituzionale per il controllo della conformità alla Costituzione.

«Siamo felici di aver raggiunto un obiettivo di questa portata, è stato difficile, ma ce l'abbiamo fatta.» Così Tony Curcio ha commentato la notizia a fattoquotidiano.it.

«All'inizio pensavamo che sarebbe stato più facile arrivare a questo punto, ma senza un'adeguata copertura mediatica abbiamo dovuto lavorare solo con il passaparola, e le cose si sono complicate», ha dichiarato l'attivista. Di qui il suo «ringraziamento ai più di 1'500 volontari che hanno contribuito a questo importante risultato.»

Non solo una questione etica

Come ha sottolineato il presidente del «Comitato Sì Aboliamo La Caccia», il referendum non riguarda soltanto la questione etica del rispetto per la vita degli animali, ma anche gli altri danni causati dalla caccia ricreativa, tra cui: «Ogni anno molte persone vengono accidentalmente ferite o uccise da cacciatori ricreativi, e ancora più spesso sono gli animali domestici a essere colpiti.» E non solo questo, afferma Curcio: «Dobbiamo anche pensare all'inquinamento da piombo proveniente dalle cartucce, che si deposita sul suolo e in alcuni casi raggiunge le falde acquifere contaminandole.»

Questa iniziativa non è la prima in questa direzione. Un altro tentativo di abolire la caccia ricreativa fu avanzato nel 1990, quando il Partito Radicale, i Verdi, il Partito Comunista, Democrazia Proletaria e varie associazioni ecologiste proposero due referendum volti a limitare le normative sulla caccia ricreativa e l'accesso dei cacciatori ricreativi alle proprietà private. Entrambi fallirono tuttavia per mancanza di sostegno.

Per saperne di più sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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