Italia: 80 vittime della caccia documentate nella stagione 2018/19
In Italia, nella stagione di caccia 2018/19 vengono documentate almeno 80 vittime. La caccia ricreativa causa ogni anno numerosi morti e feriti tra le persone.
Sulla caccia in Italia anche nell'ultima stagione venatoria non c'è stato che da riferire notizie negative, se si considera il fatto che diverse specie animali si sono estinte o sono state fortemente decimate a causa della caccia. O che specie animali non autoctone sono state introdotte nella natura dalle associazioni venatorie, alterando così l'equilibrio ecologico, con conseguenti danni anche per l'essere umano stesso, come nel caso del cinghiale.
Ma la caccia in Italia significa anche violazione della proprietà privata, grazie a un obsoleto articolo 842 del Codice Civile, che autorizza i cacciatori a introdursi in proprietà altrui senza alcun consenso dei proprietari. Ed è anche una violazione dell'intangibile diritto di voto, che impedisce ai cittadini di esprimersi in merito, come dimostra l'esempio della Regione Piemonte.
La caccia è anche l'unico sport che ferisce e uccide persone. Come ogni anno, l' associazione delle vittime della caccia, attiva dal 2007 , ha redatto al termine della stagione venatoria (1° settembre – 31 gennaio) un dossier sulle vittime delle armi da caccia.

Di seguito i dati degli incidenti nella stagione di caccia (2018/2019)
- Civili non cacciatori: totale 27 vittime, di cui 18 feriti e 9 morti
- Cacciatori: totale 53 vittime, di cui 41 feriti e 12 morti
- Totale 80 vittime, 59 feriti e 21 morti.
- 2 bambini sono rimasti feriti
Nell'area di caccia si sono registrati 13 morti e 50 feriti (di cui 2 bambini), per un totale di 63 vittime. Al di fuori dell'area di caccia si sono registrati 8 morti e 9 feriti, per un totale di 17 vittime. Di questi, 7 morti e 7 feriti non sono cacciatori, bensì civili.
La regione con il maggior numero di incidenti di caccia è la Campania, nel sud-ovest dell'Italia, con 15 vittime. Seguono il Friuli, il Lazio e la Lombardia. Non è noto il numero di animali domestici e di fauna selvatica protetta uccisi, tra cui lupi, orsi e rapaci. A ciò si aggiungono spari pericolosi nelle vicinanze di aree abitate, tonnellate di residui di piombo delle munizioni da caccia nelle campagne e cacciatori che sparano ad animali in fuga dagli incendi boschivi.
Ma l'associazione ricorda anche che, sebbene i cacciatori siano sempre meno numerosi, continuano a godere di privilegi politici, soprattutto da parte del PD (Partito Democratico Italiano) e della Lega.
La Corte Costituzionale del Piemonte ha inoltre chiarito l'anno scorso che alla caccia non può essere riconosciuto alcun valore positivo dal punto di vista ambientale e della protezione degli animali.
È una vecchia storia. I cacciatori hanno influenza, ma ce l'ha anche l'industria delle armi con i suoi lobbisti in Parlamento e nelle Regioni. Cacciatori e industria delle armi. Un mix letale che danneggia la natura e uccide persone.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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