Grigioni: cacciatori per hobby nel pantano del cartello edilizio
Nell'Engadina Bassa, imprese edili hanno manipolato per anni gli appalti nell'edilizia civile e nelle opere pubbliche. La Commissione della concorrenza ha multato sette aziende per circa 7,5 milioni di franchi. Le imprese si accordavano sui prezzi e stabilivano chi dovesse aggiudicarsi il contratto. Non è la prima volta che imprese edili nel Cantone dei Grigioni vengono multate dalla Commissione della concorrenza (Weko). Già
Nell'Engadina Bassa, imprese edili hanno manipolato per anni gli appalti nell'edilizia civile e nelle opere pubbliche.
La Commissione della concorrenza ha multato sette aziende per circa 7,5 milioni di franchi. Le imprese si accordavano sui prezzi e stabilivano chi dovesse aggiudicarsi il contratto.
Non è la prima volta che imprese edili nel Cantone dei Grigioni vengono sanzionate dalla Commissione della concorrenza (Weko). Già nel luglio 2017 essa aveva fatto emergere accordi illeciti nella Val Monastero. All'epoca la Weko aveva accertato che imprese edili e di genio civile, tra il 2004 e il 2012, si erano accordate sui prezzi in oltre 100 gare d'appalto, determinando chi dovesse ottenere l'aggiudicazione.
La Weko ha ora concluso un'ulteriore indagine in materia di diritto della concorrenza nel Cantone dei Grigioni, come ha annunciato giovedì. Ha accertato che imprese edili, nell'ambito di diversi cartelli, avevano concordato diverse centinaia di gare d'appalto nell'edilizia civile e nelle opere pubbliche.
Il tutto ricorda in modo sorprendente le irregolarità venatorie nello stesso Dipartimento per le costruzioni, il traffico e il territorio forestale. Manovre dittatoriali, illegali, arbitrarie e antidemocratiche. Specialità grigionesi, per così dire. Esistono senza dubbio paralleli con la pianificazione venatoria e la sua attuazione. Anno dopo anno, ad esempio, oltre 1'000 cacciatori per hobby del luogo vengono denunciati e/o multati nei Grigioni. Tradizione e cultura, ovvero corruzione, cartelli, violenza, menzogne e strutture mafiose: nei Grigioni queste cose si vivono ancora sul serio.
Quadroni è stato a lungo parte di un cartello nel settore edile dei Grigioni. Nel 2009 segnala alle autorità gli accordi sui prezzi. Il cartello comprende praticamente tutte le imprese edili del cantone, funziona da molti anni e costa complessivamente ai suoi clienti centinaia di milioni di franchi. A farne le spese sono il cantone e i comuni, la Ferrovia Retica e tutti coloro che costruiscono una casa o un appartamento di vacanza.
Ma le autorità non vogliono sentire parlare del fatto che vengono ingannate da anni. Lo liquidano sbrigativamente. Lui è costernato. Da quel momento è chiaro per lui che esse «coprono il gioco sporco».
Tre anni dopo i suoi documenti giungono alla Commissione della concorrenza a Berna. Questa agisce immediatamente: alla fine di ottobre 2012 fa perquisire appartamenti e uffici nella Bassa Engadina, poco dopo la COMCO estende le sue indagini all'intero cantone — e si imbatte nel caso più grande finora di accordi sui prezzi nel settore edile svizzero. L'anno scorso sono arrivate le prime decisioni. Soprattutto quella relativa al caso Val Monastero illustra in modo convincente come funzionasse il cartello. Nei prossimi mesi, fino all'estate 2018, la COMCO concluderà anche le grandi indagini. È già chiaro fin d'ora: tutte le grandi imprese dei Grigioni vi hanno partecipato.
Organizzato dalla federazione dei costruttori
Le imprese edili si accordavano di volta in volta tra loro su quale di esse dovesse ottenere l'appalto. Di solito venivano stabiliti contemporaneamente anche i prezzi delle offerte. Una parte dei cartelli veniva gestita in modo sistematico e per diversi anni dalle imprese edili grigionesi, come ha scoperto la rivista online «Republik» (Il cartello, Il whistleblower, La politica, Mente Quadroni? Reazioni).
Il reportage della rivista online «Republik» non mette solo in cattiva luce i due candidati al Consiglio di Stato del PBD e cacciatori ricreativi Jon Domenic Parolini e Andreas Felix. Felix sarebbe stato coinvolto negli accordi, mentre Parolini — come ex sindaco di Scuol — sarebbe stato a conoscenza almeno degli illeciti accordi sui prezzi, così come il competente Dipartimento delle costruzioni, dei trasporti e delle foreste a Coira.
A volte dall'Ufficio cantonale del genio civile di Coira si diceva che i suddetti documenti non erano stati «consegnati». Poi di nuovo si affermava: le accuse erano «documentate in modo insufficiente». Entrambe le versioni sono rintracciabili in precedenti pubblicazioni della «Südostschweiz».
I Grigioni sono uno degli ultimi tre bastioni del BDP. Il fatto che ora un candidato al Consiglio di Stato e un consigliere di Stato in carica possano essere coinvolti in un grave caso di cartello dovrebbe preoccupare anche il presidente del partito e cacciatore per hobby Martin Landolt.
Aggiornamento: 27.4.2018
Il cacciatore per hobby Andreas Felix, 53 anni, affonda nello scandalo della mafia edile grigionese. Si dimette da presidente cantonale del BDP nei Grigioni e da candidato al Consiglio di Stato.
In qualità di direttore dell'Associazione dei costruttori grigionesi, gli viene rimproverato di essere stato a conoscenza di accordi illeciti sui prezzi.
Gli accordi erano stati in parte conclusi nelle assemblee preliminari organizzate dall'Associazione dei costruttori grigionesi.
Il 25.4.2018 Andreas Felix ha dichiarato nel Regionaljournal Graubünden: «La descrizione che oggi viene fatta circolare sulla mia persona non corrisponde al vero, è una storia di menzogne. La rappresentazione colorita di attività e dichiarazioni che avrei fatto in tali presunte riunioni è priva di qualsiasi fondamento.»
Resta fermo nella sua posizione: né lui né l'Associazione dei costruttori avrebbero saputo degli accordi sui prezzi.
I Grigioni sarebbero l'«Atene dei truffatori moderni», scrisse un tempo Schiller. Chi ha sempre pensato che ci fosse del vero, potrà sentirsi confermato.
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