Foie gras: Migros e Denner smascherati come principali venditori
In vista della Giornata mondiale contro il foie gras del 25 novembre, l'organizzazione globale per la protezione degli animali VIER PFOTEN pubblica i risultati della sua indagine sul mercato nazionale della vendita al dettaglio di foie gras.
Poiché la produzione di foie gras è vietata in Svizzera, questo prodotto controverso viene importato dall'estero, principalmente dalla Francia.
Nel suo rapporto, VIER PFOTEN illustra un ciclo produttivo controllato da gruppi alimentari francesi e sottolinea la responsabilità dei principali attori della distribuzione al dettaglio svizzera – in particolare Migros e Denner.
Nel 2023 sono state importate in Svizzera 194 tonnellate di foie gras. Ciò corrisponde a più di 300’000 animali ingozzati e uccisi per soddisfare la domanda nel nostro paese. VIER PFOTEN ha cercato di identificare i fornitori del mercato svizzero e i principali rivenditori. L'indagine mostra innanzitutto che la produzione francese di foie gras è in larga misura dominata da quattro grandi gruppi industriali, che finiscono regolarmente sotto accusa per quanto riguarda la protezione degli animali . Secondo le ricerche, la maggior parte dei marchi disponibili sul mercato svizzero è collegata a questi colossi dell'industria del foie gras, il che è preoccupante dal punto di vista etico.
La responsabilità dei rivenditori svizzeri: focus su Migros e Denner
Secondo uno studio commissionato dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), circa la metà delle vendite di foie gras avviene tramite ristoranti, mentre l'altra metà è distribuita principalmente dalle due grandi catene di distribuzione Denner e Migros. Il rapporto dell'USAV non nomina tuttavia i due operatori e, nonostante le richieste, nessuna delle due aziende ha voluto rendere noti i quantitativi o il fatturato dei prodotti a base di foie gras da loro venduti.
Per determinare la quota di responsabilità di ogni azienda, VIER PFOTEN ha effettuato una stima del numero di punti vendita di ogni marchio. L'indagine mostra che Migros e Denner sono i principali punti vendita di foie gras nel commercio al dettaglio svizzero.
Nicolas Roeschli, responsabile campagne di VIER PFOTEN: «Il gruppo Migros sottolinea che il benessere degli animali da cui derivano i suoi prodotti a base di carne, pesce, latte e uova gli sta molto a cuore e che si impegna a raggiungere i più elevati standard di protezione degli animali. Tutto ciò è tuttavia incompatibile con la pratica crudele dell'ingozzamento forzato. Alla luce delle crescenti aspettative dei consumatori, VIER PFOTEN chiede pertanto al gruppo Migros di dimostrare maggiore trasparenza e responsabilità e di bandire dai propri scaffali questo prodotto ottenuto in modo crudele.»
Un consumo favorito da strategie commerciali
Contrariamente all'opinione comune, il consumo di foie gras in Svizzera non affonda le radici in una tradizione storica. Le statistiche sull'importazione mostrano che l'importazione di fegato grasso in Svizzera è aumentata sensibilmente solo dagli anni '90, con l'ascesa della produzione industriale. Il rapporto mette in luce la forte influenza delle strategie di marketing e delle misure di promozione delle vendite sullo sviluppo della domanda locale di fegato grasso.
Il Consiglio federale contrario al divieto di importazione
I prodotti di origine animale considerati crudeli ai sensi della legislazione svizzera sulla protezione degli animali non dovrebbero in linea di principio entrare in Svizzera. Dal punto di vista politico è quindi chiaro che la soluzione migliore è un divieto di importazione del fegato grasso, come proposto dall'iniziativa popolare «Sì al divieto di importazione del fegato grasso (Iniziativa fegato grasso)».
Nel suo messaggio pubblicato ieri, il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa, poiché intende introdurre un obbligo di dichiarazione al posto di un divieto, una misura di gran lunga meno severa. Il Consiglio federale sostiene che un divieto di importazione non sarebbe compatibile con gli obblighi internazionali. Tuttavia, poiché in Svizzera l'ingrasso forzato è vietato da oltre 40 anni, un divieto di importazione non costituirebbe una discriminazione nei confronti della produzione estera. Inoltre, l'obbligo di dichiarazione rappresenta una soluzione insufficiente. Come ha già dimostrato il precedente dell'obbligo di dichiarazione per le pellicce, questo è stato attuato in modo lacunoso o addirittura non attuato affatto, e dal punto di vista della protezione degli animali non è accettabile che lo stesso scenario si ripeta ora con il foie gras. Il Consiglio federale sostiene inoltre che un divieto di importazione limiterebbe eccessivamente la libertà di scelta dei consumatori. Tuttavia, considerando le pratiche crudeli e lesive del benessere animale a cui oche e anatre sono sottoposte durante la produzione, e in presenza di una vasta gamma di alternative rispettose degli animali, il divieto di importazione è ragionevole per le consumatrici e i consumatori.
Sebbene l'art. 20 lett. e dell'Ordinanza sulla protezione degli animali vieti esplicitamente l'ingrasso forzato del pollame domestico, un sondaggio commissionato a tale scopo mostra che appena il 38% delle svizzere e degli svizzeri è a conoscenza di questo divieto. Il sondaggio rivela inoltre che il 79% della popolazione svizzera non è consapevole che il foie gras è un prodotto ottenuto tramite alimentazione forzata. È possibile che consumino un prodotto ottenuto con pratiche lesive del benessere animale senza saperlo.
Sensibilizzazione e richiesta di trasparenza
Con il suo rapporto «Il commercio al dettaglio svizzero e la vendita di foie gras nel 2024: impatti sul benessere animale», VIER PFOTEN intende accrescere la consapevolezza e fornire alle consumatrici e ai consumatori svizzeri informazioni trasparenti, affinché possano prendere decisioni consapevoli. L'organizzazione per la protezione degli animali invita i dettaglianti a riconsiderare il proprio ruolo e a informare meglio il pubblico sull'origine e sulle conseguenze dei prodotti che commercializzano. Inoltre, VIER PFOTEN ha elencato sul proprio sito web oltre40 alternative rispettose degli animali al foie gras Circa 20 di esse sono già disponibili in Svizzera.
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