Artico: il 91% dei ghiacciai delle Svalbard si sta riducendo
Gli scienziati hanno mappato i cambiamenti nell'arcipelago norvegese delle Svalbard, dove i ghiacciai stanno regredendo a una velocità allarmante.
Gli esperti hanno utilizzato dati satellitari ad alta risoluzione per esaminare i margini dei campi di ghiaccio.
È emerso così che uno dei luoghi che si riscalda più rapidamente sulla Terra continua a mostrare segnali visibili di cambiamento.
Secondo il più recente studio, il 91% dei ghiacciai delle Svalbard sembra stia regredendo, con una superficie totale diminuita di oltre 500 miglia quadrate dal 1985.
I risultati mostrano che più della metà di queste masse glaciali presenta evidenti cicli stagionali, durante i quali si spezzano e scivolano nei mari circostanti.
«L'entità della regressione glaciale negli ultimi decenni è sorprendente», ha dichiarato il Dr. Tian Li, ricercatore senior presso il Glaciology Centre dell'Università di Bristol.
La latitudine settentrionale delle Svalbard e i campi di ghiaccio situati a quote relativamente basse le rendono vulnerabili a un lento riscaldamento causato dalle correnti marine, mentre l'aria sovrastante si riscalda fino a sette volte più velocemente rispetto alla media globale. La crisi climatica si sta aggravando a livello mondiale.
Cascata di cambiamenti nell'Artico
L'accelerazione più marcata della regressione glaciale è stata rilevata nel 2016, quando il ghiaccio si è ridotto più rapidamente in risposta a picchi estremi di temperatura dell'aria e del mare.
«La variabilità interannuale del ritiro del fronte di calving mostra un'elevata sensibilità al riscaldamento atmosferico e oceanico, con risposte immediate alle grandi anomalie di temperatura atmosferica e oceanica negli anni 2016 e 2019», hanno affermato i ricercatori.
Gli esperti ipotizzano che un fenomeno atmosferico noto come blocking abbia contribuito a queste condizioni. Questo schema meteorologico blocca frequentemente il normale flusso d'aria e può portare a temperature insolitamente elevate in determinate zone dell'Artico.
Questa tendenza al riscaldamento non solo accelera il ritiro dei ghiacciai, ma influenza anche i modelli di precipitazione, determinando una cascata di cambiamenti nell'intero ambiente artico. Le tendenze delle precipitazioni nell'Artico, in particolare nelle Svalbard, sono aumentate considerevolmente negli ultimi decenni. Anche gli eventi idroclimatici estremi sono in aumento a livello mondiale.
Con l'intensificarsi degli eventi meteorologici estremi, lo scioglimento dei ghiacciai accelererà, minacciando gli ecosistemi e le specie marine. Gli habitat di acque fredde potrebbero scomparire, interrompendo le catene alimentari e costringendo le specie a migrare.
I pesci e altri abitanti del mare dipendono da condizioni di ghiaccio stabili, e la loro sopravvivenza è a rischio man mano che i ghiacciai si ritirano sempre più rapidamente.
Aumento del rischio di disgregazione glaciale
I frammenti di ghiaccio che precipitano in mare durante la disgregazione sono ben più di uno spettacolo per le navi di passaggio.
La disgregazione svolge un ruolo chiave nel determinare come i ghiacciai mantengono o perdono massa. Lievi variazioni delle condizioni dell'acqua e dell'aria possono far sì che si distacchi più ghiaccio di quanto si formi in loco.
Il professor Jonathan Bamber, coautore dello studio, ha spiegato perché le stime attuali sul futuro innalzamento del livello del mare sono ancora gravate da notevoli incertezze.
«La disgregazione è un processo scarsamente modellato e poco compreso, che svolge un ruolo decisivo per la salute di un ghiacciaio», ha affermato.
Conseguenze per l'ambiente artico
I ghiacciai in fusione rilasciano acqua dolce e sedimenti nei mari circostanti, influenzando la circolazione oceanica e gli ecosistemi marini. Questi apporti alterano le condizioni locali e rendono più difficile la sopravvivenza di determinati animali nelle loro consuete aree di riproduzione.
Anche le comunità planctoniche si trasformano in risposta alle variazioni di salinità e concentrazione di nutrienti. Le popolazioni locali che dipendono dalla pesca possono constatare come sia sempre più difficile garantirsi un sostentamento, quando specie familiari migrano o diminuiscono.
Con il progressivo ritiro del ghiaccio si aprono nuove rotte di navigazione. Sebbene queste rotte aggiuntive possano potenzialmente accrescere le opportunità economiche, esse minacciano anche gli ecosistemi marini e le fragili linee costiere. Le ripercussioni sulla tutela dell'ambiente e della natura sono enormi.
Previsione dei cambiamenti futuri
Funzionari regionali e gruppi di ricerca monitorano attentamente i ghiacciai delle Svalbard, mentre i governi valutano aggiornamenti delle strategie di adattamento climatico.
Gli esperti sottolineano che la riduzione delle emissioni di gas serra rimane uno dei modi più diretti per rallentare i cambiamenti.
Scienziati e responsabili politici discutono le possibilità di rallentare il ritiro dei ghiacciai, ma la regressione è inevitabile se le temperature continuano ad aumentare. Misure di protezione, come il miglioramento delle stazioni di monitoraggio, possono contribuire a prevedere i cambiamenti con maggiore precisione.
Queste stazioni possono fornire previsioni migliori sugli eventi di blocco atmosferico, che causano improvvisi picchi di temperatura e accelerano lo scioglimento del ghiaccio.
«Con blocchi più frequenti e il proseguimento del riscaldamento regionale, il ritiro del fronte di calving si intensificherà probabilmente in futuro, determinando una maggiore perdita di massa dei ghiacciai», affermano i ricercatori.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature .
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