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Legge sulla caccia

I pericoli della caccia ricreativa: un appello per la protezione della fauna selvatica in Italia

Undici ricercatori, ornitologi, naturalisti, guardie forestali, pubblicisti e volontari per la fauna selvatica spiegano in un breve video, prodotto dal CABS – il Comitato contro il Bracconaggio degli Uccelli – perché respingono nettamente la proposta del Ministro Lollobrigida (FdI) di modificare la legge sulla caccia in Italia.

Redazione Wild beim Wild — 12 giugno 2025

La caccia è un privilegio concesso a una minoranza di cittadini e dovrebbe essere strettamente regolamentata affinché non arrechi danno alla fauna selvatica.

Ora si vuole imporre la caccia ricreativa come un diritto che dovrebbe avere persino la precedenza sulla tutela della natura, spiega Loris Lanzanova, tutore degli animali. È vero che la legge 157 dovrebbe essere aggiornata, ma non nel senso in cui la intende Lollobrigida, che per coincidenza è egli stesso un cacciatore ricreativo. Occorre eliminare dalle specie cacciabili quelle in declino, bandire il piombo dalle cartucce; invece qui non si dà risposta alcuna alla problematica ambientale e si eliminano solo i pochi vincoli rimasti per i cacciatori ricreativi: caccia nella neve, di notte, a febbraio (ma in realtà, grazie a un escamotage delle associazioni venatorie, tutto l'anno), nelle aree demaniali, riduzione delle zone protette. Tutto a vantaggio dei cacciatori ricreativi, una lobby avida, arrogante e ipocrita, con un ministro in conflitto d'interessi.

Anna Giordano, combattente di lunga data contro il bracconaggio dei falchi nello Stretto di Messina, ed Emanuele Biggi, naturalista e noto conduttore di Geo&Geo, ricordano l'importanza della protezione dei valichi montani, che nonostante l'obbligo di legge in vigore dal 1992 non sono mai stati posti sotto tutela. Ora che i giudici hanno finalmente ordinato alla Lombardia e al Veneto di istituire divieti di caccia sulle «autostrade degli uccelli», il governo interviene con tutta la sua forza per eliminare tale obbligo.

Non mancano gli interventi a favore dell'ISPRA (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), l'istituto scientifico “troppo indipendente” che i cacciatori ricreativi hanno sempre voluto portare sotto il loro controllo (e che praticamente ci sono riusciti), né l'ironia di Barbascura X, un naturalista e pubblicista nei media italiani, che ricorda come il governo, invece di occuparsi dell'aumento delle pene per il bracconaggio rimaste congelate da 32 anni, sia impegnato a punire con un nuovo reato coloro che protestano contro la caccia

"Questo è il marchio di fabbrica dell'attuale governo", concludono i difensori degli animali, "mettere a tacere la scienza, punire il dissenso, svendere i beni comuni alle lobby più potenti e vessare i più deboli, in questo caso gli animali selvatici. Non possiamo permetterlo."

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