Denuncia penale contro il Consigliere di Stato Mario Cavigelli
Il Consigliere di Stato Mario Cavigelli ha intenzionalmente tratto in inganno i 120 membri del Gran Consiglio e l'intera popolazione grigionese. Si tratta di un affronto scandaloso nei confronti delle cittadine e dei cittadini aventi diritto di voto.
Nel febbraio 2015 il Gran Consiglio dei Grigioni ha dichiarato invalida l'iniziativa sulla caccia speciale.
Nel corso della discussione parlamentare, tuttavia, erano state sottratte al Parlamento informazioni importanti. Il Consigliere di Stato Mario Cavigelli (PPD) non aveva infatti reso noto che l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) di Berna aveva stabilito che l'iniziativa NON violava il diritto superiore.
Il Consigliere di Stato aveva dunque nascosto al Gran Consiglio la conclusione dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), secondo cui l'iniziativa sulla caccia speciale – sottoscritta da 11'000 persone – era valida.
La caccia speciale rappresenta un problema per la popolazione dei Grigioni, poiché dà luogo a una barbarie indicibile e a crudeltà verso gli animali. A tale riguardo è in corso persino una seconda iniziativa popolare, più onesta, promossa da associazioni per la protezione degli animali. Anche quest'ultima viene tuttavia sabotata in modo indicibile dagli stessi ambienti del dipartimento di Mario Cavigelli.
Il Consigliere di Stato Mario Cavigelli era a conoscenza, dal 5 gennaio 2015, attraverso una lettera dell'UFAM, quindi prima del trattamento dell'iniziativa in seno al Gran Consiglio nella sessione di febbraio 2015, del fatto che l'iniziativa non era contraria al diritto federale.
In un'e-mail di Mario Cavigelli (di cui l'IG Wild beim Wild è in possesso) indirizzata all'UFAM il 19 dicembre 2014, si legge ad esempio:
«Parto dal presupposto che l'UFAM, dopo un attento esame del messaggio governativo e dei due pareri giuridici corrispondenti, possa condividere la posizione del governo. In caso contrario, prima della deliberazione sull'iniziativa sulla caccia speciale nella sessione di febbraio 2015 del Parlamento cantonale dovrà aver luogo uno scambio di opinioni tra l'UFAM e il Cantone dei Grigioni. È da evitare in particolare che l'UFAM e il Cantone comunichino posizioni divergenti in merito alla validità dell'iniziativa sulla caccia speciale».
E proprio questo è ciò che il consigliere di Stato Mario Cavigelli, con premeditazione, ha evitato di fare: comunicare in modo veritiero.
«Avrei dovuto presentare la lettera della commissione del Gran Consiglio», si scusò Cavigelli sotto pressione durante l'ora delle interrogazioni del Parlamento nella sessione di dicembre 2017, in risposta a un'interpellanza del consigliere di Stato dell'UDC Jan Koch. Mario Cavigelli rischiava una imbarazzante Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI).
In Gran Consiglio, Cavigelli disse:
“«Sappiamo semplicemente, è chiaro dal nostro punto di vista, che la legge forestale e la legge federale sulla caccia non sono compatibili con l'iniziativa, e pertanto quest'ultima è invalida».
Ciò, nonostante avesse in suo possesso una lettera proveniente da un'istanza ufficiale e superiore che affermava il contrario. Non solo ha deliberatamente ingannato l'intero Parlamento.
Persino i membri della commissione consultiva erano stati tenuti all'oscuro della lettera della Confederazione; il Parlamento dichiarò infine l'iniziativa invalida. Il problema per Mario Cavigelli fu che i promotori dell'iniziativa non si arresero e ricorsero fino al Tribunale federale, dove l'iniziativa venne infine dichiarata valida e il grave comportamento scorretto di Mario Cavigelli venne alla luce.
Se l'UFAM avesse deciso nel senso del consigliere di Stato Mario Cavigelli e del suo superiore gerarchico, questo rapporto dell'UFAM del 5.1.2015 sarebbe stato certamente comunicato immediatamente anche a tutti i media e non sarebbe semplicemente sparito in un cassetto di Mario Cavigelli. Ma Mario Cavigelli fu costretto a fare esattamente questo, perché non voleva:
…che l'UFAM e il Cantone comunicassero opinioni diverse sulla validità dell'iniziativa sulla caccia speciale.
Mario Cavigelli stesso aveva interpellato l'istanza superiore (UFAM) per chiarire la questione della validità dell'iniziativa. Tacerne i risultati e poi ridimensionarli sotto pressione non è accettabile.
La conclusione dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) era chiara: l'iniziativa sulla caccia speciale non viola manifestamente il diritto federale. Così si legge alla fine di una lettera di quattro pagine che l'UFAM aveva inviato al consigliere di Stato grigionese Mario Cavigelli, circa un mese prima che l'iniziativa sulla caccia speciale venisse trattata dal Parlamento grigionese.. Solo che: nessuno sapeva allora dell'esistenza della lettera, perché Cavigelli la tenne nascosta. Ignaro di questa lettera, il Gran Consiglio dichiarò invalida l'iniziativa sulla caccia speciale, dopodiché i promotori si rivolsero al Tribunale federale.
A differenza dell'ambito privato, le macchinazioni in seno allo Stato hanno un'ulteriore dimensione: la fiducia nelle istituzioni ne risente. E questa fiducia è fondamentale per il funzionamento delle istituzioni statali e, in ultima analisi, della democrazia. La mancanza di fiducia mette a rischio la comunità.
All'inizio di novembre 2017, il Tribunale federale ha inoltre deciso con 5 voti a 0 che la prima iniziativa sulla caccia speciale dei cacciatori ricreativi è valida e deve quindi essere sottoposta al popolo. Contro questa decisione Cavigelli si oppose invano, con la consueta arroganza tipica della mentalità dei cacciatori ricreativi. In un intervista televisiva definì poi i giudici federali di Losanna praticamente come "giudici da scrivania" privi di qualifiche.
Inoltre, due pareri giuridici hanno già evidenziato che l'iniziativa sulla caccia speciale non è "manifestamente" in contraddizione con il diritto federale.
Il consigliere di Stato Mario Cavigelli ha causato molti fastidi, disagi e costi al comitato promotore dell'iniziativa, ai contribuenti ecc., e ha deliberatamente ingannato l'intera popolazione.
Per questo motivo, l'IG Wild beim Wild ha presentato presso la competente procura di Coira una denuncia penale, tra l'altro per abuso d'ufficio e gestione infedele della cosa pubblica.
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