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Caccia

Come diventò Leo Tolstoi un oppositore della caccia?

Leo Tolstoi, il grande scrittore e filosofo russo, è noto soprattutto per opere come «Guerra e pace» e «Anna Karenina».

Redazione Wild beim Wild — 18 luglio 2025

Meno nota è invece la sua profonda trasformazione riguardo alla caccia e al rapporto con gli animali.

In gioventù Tolstoi era un appassionato cacciatore ricreativo. La caccia era considerata un passatempo rispettabile nell'aristocrazia russa dell'epoca. Tolstoi era per natura una persona attiva e apprezzava le sfide e la libertà che accompagnavano la caccia. Questa predilezione si rifletteva nei suoi scritti giovanili, in cui romanticizzava la natura e la vita in natura selvaggia.

Il punto di svolta decisivo nell'atteggiamento di Tolstoi verso la caccia avvenne nella mezza età. Man mano che acquisiva una comprensione più profonda della natura e dei princìpi della vita, iniziò a interrogarsi sulle immense questioni etiche legate alla caccia.

Tolstoi sviluppò una filosofia sempre più vegetariana, ispirata all'idea della nonviolenza. Cominciò a rendersi conto che la caccia non era solo crudele, ma anche moralmente discutibile. Nei suoi scritti successivi sostenne che uccidere animali solo per diletto o per passare il tempo fosse contrario ai princìpi fondamentali dell'umanità.

Anche l'influenza di altri filosofi e la lettura di testi religiosi contribuirono al suo processo di pensiero. Tolstoi fu profondamente influenzato dagli insegnamenti di Gesù, che sottolineano l'amore per il prossimo e il rispetto per tutti gli esseri viventi. Questi insegnamenti lo portarono alla convinzione che la caccia dovesse essere considerata non etica.

Gli insegnamenti di Gesù, così come tramandati nel cristianesimo, comprendono una molteplicità di aspetti che vengono spesso considerati il nucleo del suo messaggio. Tra questi figurano l'amore verso Dio e verso il prossimo, l'annuncio del regno di Dio, l'enfasi sulla misericordia e sul perdono, nonché l'invito alla conversione e al discepolato. I suoi insegnamenti vengono trasmessi attraverso parabole e discorsi, come il Discorso della Montagna.

A partire dagli anni 1890, Tolstoi cominciò a sostenere pubblicamente la sua posizione contraria alla caccia. Scrisse saggi in cui esponeva le proprie opinioni e si impegnò nel movimento per la protezione degli animali. La sua influenza si estese ben oltre la Russia, ispirando molte persone a riflettere sui propri atteggiamenti nei confronti della caccia e della protezione degli animali.

Il percorso di Leo Tolstoi da appassionato cacciatore a convinto oppositore della caccia è un esempio straordinario dell'influenza che le esperienze personali e le riflessioni etiche possono esercitare sul cambiamento delle convinzioni. La sua evoluzione mostra quanto sia importante esaminare criticamente i propri valori e le proprie azioni e riconoscere la responsabilità nei confronti degli altri esseri viventi. Le convinzioni di Tolstoi continuano a vivere ancora oggi nei principi della protezione degli animali e della nonviolenza.

Ulteriori informazioni sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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