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Caccia

La polizia smantella la caccia illegale agli uccelli in Veneto

La polizia incastra 22 bracconieri. Sequestrati 961 animali morti, armi, spiumatrici e 6.400 colpi di munizioni durante le operazioni.

Redazione Wild beim Wild · 9 febbraio 2021

Collaboratori del Comitato contro il massacro degli uccelli (CABS) e un'unità speciale della polizia italiana sono intervenuti negli ultimi 10 giorni congiuntamente contro la caccia ricreativa illegale e il commercio di uccelli migratori nella regione del Veneto.

22 cacciatori ricreativi colti in flagrante

Il fulcro dei controlli erano le lagune a sud di Venezia, dove in questo periodo svernano centinaia di migliaia di uccelli acquatici provenienti dall'Europa settentrionale e centrale. Nel corso dell'operazione, 22 cacciatori ricreativi sono stati sorpresi in flagrante mentre abbattevano specie protette o praticavano la caccia ricreativa con richiami vietati. Sono stati inoltre sequestrati 21 fucili a canna liscia, 6.400 colpi di munizioni, nove richiami elettronici vietati e tre spiumatrici professionali per pollame.

961 uccelli selvatici congelati confiscati

Durante una perquisizione in una macelleria di Padova rifornita dai bracconieri controllati, sono stati confiscati 961 uccelli selvatici congelati, tra cui canapiglie, moriglioni, alzavole, codoni, mestoloni e oche lombardelle. Contro i sospettati sono stati avviati procedimenti penali per bracconaggio, detenzione di armi da fuoco non registrate e violazione dei divieti di commercializzazione.

L'operazione rappresenta il più grande intervento mai condotto contro il bracconaggio nel difficile territorio lagunare, che riveste un'importanza internazionale per la tutela della natura come area di sosta e svernamento.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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