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Caccia

Caccia e alcol in Svizzera

In Francia sta attualmente facendo discutere una lacuna legislativa: i cacciatori per hobby possono teoricamente andare a caccia sotto l'effetto dell'alcol, purché non sembrino «palesemente ubriachi».

Redazione Wild beim Wild — 23 ottobre 2025

Un limite fisso di tasso alcolemico – come nel codice della strada – è assente.

Ciò significa: chi percorre boschi e campagne con il fucile può ufficialmente bere un bicchiere (o anche più) senza che venga superato un limite preciso.

Per molti frequentatori della natura, sportivi e animalisti, si tratta di uno scandalo. Ma qual è la situazione in Svizzera?

Anche in Svizzera non esiste un limite esplicito di tasso alcolemico per i cacciatori per hobby. Mentre nella circolazione stradale vigono valori chiari, la caccia ricreativa è disciplinata giuridicamente in modo meno preciso. Sebbene diverse leggi cantonali sulla caccia vietino l'abuso di armi o lo sparo in «stato di incapacità», un limite di alcolemia nel sangue è quasi ovunque assente. Ciò lascia ampio margine alla discrezionalità degli organi di controllo, ammesso che vengano effettuati controlli.

In pratica ciò significa: un cacciatore per hobby che percorre il proprio distretto con il fucile carico dopo la bevuta mattutina spesso non viola alcuna legge concreta, purché si «comporti in modo controllato». La sicurezza delle altre persone che frequentano il bosco dipende quindi dall'impressione soggettiva delle autorità.

Rischio per persone e animali

La caccia ricreativa non è un passatempo come gli scacchi o il jass. Si tratta di maneggiare armi letali in terreni impervi. Già in stato sobrio si verificano ogni anno centinaia di incidenti, in parte con persone gravemente ferite o uccise, cani e animali protetti. Sotto l'effetto dell'alcol i rischi aumentano:

  • capacità di reazione ridotta,
  • errori di valutazione delle distanze e degli obiettivi,
  • maggiore aggressività e propensione al rischio.

Mentre escursionisti, cavalieri, jogger o biker utilizzano il bosco come spazio ricreativo, devono di fatto fidarsi del fatto che i cacciatori per hobby siano sobri. Una garanzia non esiste.

Caccia sotto l'effetto dell'alcol – una zona tabù?

Il fatto che questa problematica venga raramente discussa pubblicamente è dovuto anche agli stretti legami tra la lobby dei cacciatori e la politica. Invece di introdurre regole chiare, in molti luoghi si punta sull'autoresponsabilità – un'illusione quando si tratta di possesso di armi.

Questa discussione avrebbe dovuto essere avviata da tempo: perché agli automobilisti si applicano limiti severi di tasso alcolemico, mentre i cacciatori ricreativi armati rimangono in gran parte privi di controlli?

Richieste per una maggiore sicurezza

  • Un limite alcolemico uniforme per tutti coloro che esercitano la caccia in Svizzera – almeno analogo a quello previsto per la circolazione stradale.
  • Controlli regolari e senza preavviso durante i periodi di caccia da parte della polizia o delle guardie della fauna selvatica.
  • Statistiche trasparenti sugli incidenti che evidenzino anche l'influenza dell'alcol.
  • Informazione della popolazione sui periodi di caccia e sui rischi, affinché i frequentatori dei boschi possano proteggersi.

La caccia ricreativa in Svizzera è un hobby anacronistico e comporta delle responsabilità. Finché non esistono limiti alcolemici chiari, rimane aperta una pericolosa scappatoia. Il fatto che i cacciatori ricreativi possano girare per i loro territori con il fucile carico dopo qualche bicchiere di vino è un rischio per le persone, gli animali domestici e la fauna selvatica.

La domanda non è se si verificheranno incidenti, ma quanti. Chi ama la natura deve quindi esigere: leggi chiare invece di pericolose zone grigie. Ogni 29 ore si verifica un incidente di caccia e praticamente ogni 3 mesi e mezzo si registra un morto.

Dal punto di vista dell'IG Wild beim Wild, il limite per il maneggio di armi sotto l'influenza dell'alcol da parte dei cacciatoriricreativi deve essere fissato rigorosamente a 0,0 per mille di alcol nel sangue. Lo stesso vale per le guardie della fauna selvatica, nonché per il servizio militare e di polizia, e per una buona ragione. Nessuno può maneggiare o sparare con un'arma da fuoco in stato di ebbrezza.

La caccia ricreativa è finalizzata all'uccisione di animali. Chi porta un'arma in tale contesto ha una responsabilità particolare nei confronti degli esseri umani e degli animali. L'alcol o le droghe sono incompatibili con ciò. Le persone con dipendenza da alcol o droghe devono perdere immediatamente la propria licenza di caccia– e il porto d'armi.

Dopo incidenti di caccia, i test alcolemici obbligatori devono essere introdotti in modo vincolante. Inoltre, sul modello dei Paesi Bassi, sono necessarie perizie medico-psicologiche periodiche per i cacciatori ricreativi, nonché un limite massimo di età vincolante.

Il gruppo di età più numeroso tra i cacciatori per hobby è quello dei 65+. Proprio in questo gruppo si riscontrano con maggiore frequenza limitazioni legate all'età nella capacità visiva, nella concentrazione, nei riflessi, nonché carenze nella formazione e nell'allenamento. È inoltre noto che alcuni consumano alcol per avere un dito presumibilmente più fermo. Altri rinunciano all'alcol, ma non sono comunque più in grado di far fronte alle esigenze fisiche richieste.

I numerosi tiri mancati, le ricerche successive e la massiccia sofferenza animale che ne deriva difficilmente si spiegano altrimenti.

Per saperne di più sulla caccia ricreativa: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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