Lo studio Agroscope ignora la Costituzione e la volontà popolare
Oltre 100 ricercatori respingono uno studio Agroscope sull'iniziativa per l'acqua potabile come scientificamente insostenibile e fuorviante.
Un gruppo di oltre cento scienziati respinge lo studio di Agroscope sull'iniziativa per l'acqua potabile come scientificamente insostenibile e fuorviante.
Lo studio conferma che l'iniziativa per l'acqua potabile avrebbe un effetto positivo sulla protezione delle acque potabili e superficiali, nonché sulla biodiversità a livello nazionale.
Allo stesso tempo, tuttavia, Agroscope attribuisce all'iniziativa massicce conseguenze ambientali all'estero, fino alla deforestazione delle foreste pluviali. Proprio con questo argomento di una «impronta ecologica maggiore» all'estero rispetto all'interno del paese, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha giustificato una sospensione della politica agricola.
«Dal punto di vista scientifico, le conclusioni dello studio Agroscope sull'iniziativa per l'acqua potabile non sono sostenibili», critica Martin Würsten, rappresentante di 4aqua. «In particolare, criticaimo il fatto che Agroscope non abbia tenuto conto di importanti disposizioni costituzionali vigenti.» Chi vuole farsi un'idea dello studio Agroscope è invitato a leggere la pagina 104. Lì viene illustrato come «si potrebbero prevenire gli effetti indesiderati dell'iniziativa per l'acqua potabile (IAP).» Vengono citati, tra gli altri:
- Utilizzo efficiente e adeguato alle condizioni locali della superficie agricola nazionale
- Definizione di standard nei paesi di origine delle importazioni attuali o approvvigionamento esclusivo da sistemi di produzione eco-efficienti
- Scelta di specifici paesi di origine
- Riduzione degli sprechi alimentari
Tutti questi aspetti sono già sanciti come obiettivi costituzionali negli articoli sull'agricoltura (art. 104 Cost.) e sulla sicurezza alimentare (art. 104a Cost.). Entro l'entrata in vigore dell'IAP (dopo un periodo transitorio di otto anni), questi obiettivi dovranno essere attuati. «Agroscope avrebbe dovuto necessariamente includere questi fattori nell'analisi degli impatti ambientali dell'IAS. Solo allora sarebbe stata possibile una previsione realistica e sarebbe diventato visibile il potenziale per una riuscita attuazione dell'iniziativa», contesta Würsten. Per quanto riguarda la qualità dell'acqua, Agroscope riassume (p. 103): «Un'attuazione dell'iniziativa sull'acqua potabile migliorerebbe con grande probabilità la qualità dell'acqua in Svizzera. In una prospettiva globale, tuttavia, questo effetto positivo verrebbe annullato da un maggiore inquinamento delle acque in altri paesi, e sarebbe accompagnato da ulteriori trade-off in altri settori ambientali.» La seconda frase di questa conclusione è stata da allora ripetutamente citata e strumentalizzata dagli oppositori dell'IAS – da ultimo dalla maggioranza della WAK-S.
«Misure efficaci per limitare l'inquinamento agricolo delle acque sono urgentemente necessarie, poiché attualmente circa un milione di persone nell'Altopiano svizzero riceve acqua potabile che, a causa di residui di pesticidi, non è conforme alla legislazione alimentaret», ammonisce Martin Würsten. A ciò si aggiungono gli inquinamenti da nitrati e le resistenze agli antibiotici.
Con il suo studio, Agroscope suggerisce che l'eliminazione di queste problematiche dovrebbe essere pagata con un maggiore impatto ambientale all'estero. 4aqua lo contesta con decisione. La Svizzera ha tutte le possibilità di proteggere le proprie acque senza danneggiare l'ambiente all'estero. La Svizzera ha addirittura il dovere di farlo, poiché l'articolo sulla sicurezza alimentare approvato con ampia maggioranza dal popolo nel 2017 stabilisce che il Consiglio federale deve creare relazioni commerciali sostenibili nel settore agroalimentare. Secondo Würsten, ciò sarebbe possibile ad esempio con un sistema di certificazione per i prodotti alimentari importati, con cui si potrebbe garantire che la produzione di alimenti importati non generi conseguenze ambientali negative all'estero.
La maggior parte degli effetti ambientali negativi all'estero è dovuta al fabbisogno calcolato da Agroscope di ulteriori importazioni di carne pari a circa 62'000 tonnellate all'anno, ovvero quasi il 12% del consumo interno attuale. In altre parole: una riduzione del consumo di carne di appena il 12% renderebbe superflue tali importazioni aggiuntive, e gli effetti ambientali all'estero verrebbero meno. Una simile riduzione si otterrebbe già soltanto attraverso la diminuzione degli sprechi alimentari (per la carne bovina oggi pari al 30%), a cui la Svizzera si è impegnata nell'articolo 104a sulla sicurezza alimentare della Costituzione federale e negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'ONU.
«Se Agroscope avesse tenuto conto del diritto costituzionale vigente, il bilancio complessivo dell'IPA sarebbe risultato positivo sia in Svizzera che all'estero», questa la conclusione di Würsten.4aqua respinge pertanto lo studio TWILCA come fuorviante e ne chiede la revisione.
Le affermazioni fuorvianti e false che gli oppositori delle iniziative agrarie portano avanti contro l'Iniziativa per l'acqua potabile (IPA) hanno raggiunto una portata che mette in ombra la maggior parte delle campagne referendarie precedenti.
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