Denuncia penale: Il lupo uccide le pecore in Ticino
A Paudo TI nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 2026 sono state uccise dieci pecore. Per questo motivo IG Wild beim Wild ha sporto denuncia penale presso il Ministero Pubblico di Bellinzona per maltrattamento di animali e violazione della legislazione sulla protezione degli animali.
Il caso mostra in modo esemplare come la mancanza di protezione del gregge o una protezione esistente solo «sulla carta» consegni letteralmente gli animali da reddito al lupo e come le autorità non affrontino in modo conseguente problemi noti da anni.
A Paudo in Ticino secondo i rapporti dei media dieci pecore erano tenute in un pascolo di circa un ettaro, dotato soltanto di una recinzione convenzionale, parzialmente danneggiata. Gli animali trascorrevano la notte all'aperto, perché secondo il proprietario la stalla non offriva spazio sufficiente per tutte le pecore.
La stalla è troppo piccola per tutti e venti, spiega Maretti. Il pascolo di circa un ettaro è recintato, anche se «si formano sempre dei buchi», ammette. Proprio lì il lupo ha scoperto il punto debole e si è intrufolato. È la prima volta che abbiamo dovuto subire un attacco del genere, ma sapevamo che prima o poi sarebbe successo.
L'Ufficio della caccia e della pesca del Canton Ticino ha specificato esplicitamente nel suo comunicato che gli animali non erano sufficientemente protetti. Già pochi giorni prima a Sonvico erano state uccise quattro pecore; anche in quel caso l'autorità cantonale aveva parlato di protezione insufficiente.
Anche quest'anno non si tratta quindi di un caso isolato, ma di un modello ricorrente: animali da reddito vengono tenuti in aree note per la presenza del lupo senza misure di protezione adeguate, nonostante la presenza di lupi sia documentata da anni.
Cosa richiede la legge sulla protezione degli animali
La legislazione svizzera sulla protezione degli animali è chiara: gli animali devono essere tenuti e accuditi in modo da garantire il loro benessere. Questo include non solo cibo e alloggio, ma anche la protezione da pericoli prevedibili.
- La legge sulla protezione degli animali (LPAn) punisce non solo i maltrattamenti attivi, ma anche le omissioni colpose.
- L'ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn) specifica che i detentori di animali devono adottare tutte le misure ragionevoli per prevenire dolori, sofferenze o danni non necessari.
- Le disposizioni dell'allegato sull'allevamento ovino definiscono i requisiti minimi, ad esempio per i ricoveri e la sicurezza dei pascoli.
Chi lascia le proprie pecore in un'area con presenza di lupi di notte senza protezione su un pascolo insufficientemente recintato, accetta consapevolmente un alto rischio per la vita degli animali. Legalmente questo può essere considerato come negligenza e quindi maltrattamento di animali per omissione.
Una protezione sulla carta non è protezione degli animali
Nel discorso politico si parla spesso di «protezione delle greggi». Nella pratica si dimostra però ripetutamente che rimane solo una bella parola, mentre sul pascolo viene implementato ben poco. Una protezione sulla carta, magari nel modulo per i sussidi o nella decisione di autorizzazione, non serve a nulla alle pecore.
Quando gli animali sono protetti solo «sulla carta», vengono letteralmente serviti al lupo su un piatto d'argento. I lupi sono predatori opportunisti: dove incontrano pecore non protette, impareranno quanto sia facilmente disponibile questa preda. Così nasce la specializzazione sugli animali da reddito, che viene poi strumentalizzata come argomento per richiedere abbattimenti.
Una protezione efficace delle greggi, con recinzioni elettriche funzionanti, cani da protezione e uso adeguato delle stalle, è invece adatta a ridurre significativamente gli attacchi e a orientare nuovamente i lupi verso le prede selvatiche.
Responsabilità di allevatori e autorità
La responsabilità inizia dagli allevatori: chi tiene pecore in un'area con presenza di lupi deve informarsi e rispettare i requisiti minimi legali e gli standard riconosciuti di protezione delle greggi. Chi omette questo, agisce non solo con negligenza, ma possibilmente anche in modo punibile.
Ma anche le autorità portano responsabilità. Quando gli uffici cantonali stabiliscono ripetutamente che gli animali «non erano sufficientemente protetti» senza intervenire coerentemente, si crea un sistema di tolleranza. La sola consulenza non basta se da anni è chiaro che misure di protezione semplici e ragionevoli non vengono implementate. Allora si pone la questione se gli obblighi di vigilanza e intervento vengono adempiuti.
Invece di rendere il lupo capro espiatorio, serve un bilancio onesto: quanto spesso manca la protezione delle greggi? Quanto spesso le violazioni sono state effettivamente punite? E come vengono collegati i sussidi a obblighi di protezione chiari e controllati?
Perché IG Wild beim Wild presenta denuncia penale
Con la denuncia penale IG Wild beim Wild vuole far chiarire nuovamente se nel caso di Paudo, e nell'incidente ripetuto a Sonvico, sussistano negligenze punibili. Non si tratta solo di responsabilità individuale dei singoli detentori di animali, ma anche della prassi delle autorità esecutive.
La denuncia deve chiarire: la protezione degli animali non si ferma agli animali domestici in salotto. Chi detiene pecore e beneficia di pagamenti diretti, sussidi o riconoscimento sociale, deve anche assumersi il dovere di proteggere efficacemente gli animali.
Solo quando legge e prassi vengono allineate in modo coerente, si può evitare che vengano prodotti sempre nuovi episodi di predazione, a danno degli animali, a danno del lupo e a danno di un discorso obiettivo e basato sui fatti sui animali selvatici protetti e sull'allevamento agricolo in Svizzera.
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