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Caccia

Romania: Massima crudeltà verso gli animali nei mercati dei cavalli

Il motto di PETA è: gli animali non esistono perché noi possiamo sperimentare su di loro, mangiarli, vestirli, farci intrattenere da loro o sfruttarli in qualsiasi altra forma. L'organizzazione si batte contro lo specismo – una visione del mondo che considera l'essere umano superiore a tutte le altre creature.

Redazione Wild beim Wild · 31 ottobre 2019

Frustati, picchiati e maltrattati: quasi ogni fine settimana, in mercati di tutta la Romania, i cavalli vengono esibiti con metodi crudeli. Insieme ad appassionati locali di animali, PETA è riuscita a documentare le condizioni nei mercati dei cavalli di Berevoieşti e Mihăeşti.

Frustate per prestazioni massime

I commercianti aggiogano questi sensibili animali da fuga a lunghi tronchi d'albero, massi o carrozze con le ruote bloccate, costringendoli sotto i colpi di frusta a prestazioni estreme per rivenderli con profitto.

Alcuni cavalli crollano, molti di loro riportano gravi ferite. Un'associazione locale per la protezione degli animali ha già sporto denuncia penale. PETA lancia ora una petizione rivolta alle autorità di polizia e veterinarie competenti, chiedendo il divieto dei mercati dei cavalli.

«È uno scandalo che si svolge in tutto il paese. In decine di mercati dei cavalli in Romania si violano le leggi sul benessere animale in modo brutale», afferma la dott.ssa Carmen Arsene, presidente della FNPA, l'associazione per la protezione degli animali in Romania. «Una volta aggiogati alle carrozze o ai tronchi di legno, i cavalli vengono frustati senza sosta finché non crollano o lasciano il campo con ferite sanguinanti.»

Le autorità devono intervenire

Jana Hoger, esperta di PETA, aggiunge: «La Romania si trova in un processo di cambiamento culturale, ma purtroppo la crudeltà verso gli animali è ancora all'ordine del giorno. I maltrattamenti possono cessare solo se lo Stato interviene e fa rispettare le leggi vigenti. Con la nostra petizione facciamo quindi un appello urgente alle autorità affinché vietino i mercati dei cavalli.»

I mercati di Berevoieşti e Mihăeşti, due dei più grandi mercati equini del paese, sono emblematici di centinaia di mercati di cavalli e animali in tutto il paese, dove gli animali vengono traumatizzati fisicamente e psicologicamente e messi in vendita. Gran parte di questi mercati è illegale e non viene controllata dalle autorità, o viene controllata in modo del tutto inadeguato, e la crudeltà verso gli animali non viene di conseguenza sanzionata.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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