Safari in husky in Finlandia: una crisi nascosta di sofferenza animale
Nelle vaste distese bianche della Lapponia, dove i turisti sognano una natura incontaminata e simpatici cani da slitta, emerge un'immagine ben più oscura. Dietro i safari in husky, una delle avventure invernali più amate della Finlandia, si cela una crisi che finora ha ricevuto scarsa attenzione. Un recente rapporto dell'Eurogroup for Animals, redatto insieme all'organizzazione finlandese per la protezione degli animali SEY, rivela gravi irregolarità che penetrano in profondità nella struttura del turismo in espansione e rendono visibile la sofferenza dei cani che rendono possibile questa esperienza.
Mentre i viaggiatori scivolano attraverso il paesaggio innevato, decine di cani trainano pesanti slitte, spesso per ore, nel freddo gelido e talvolta senza pause sufficienti.
All'esterno appaiono robusti, ben curati, amichevoli, eppure molti di loro vivono in condizioni ben lontane dall'immagine romantica trasmessa dai depliant. In numerose strutture, secondo l'indagine, i canili sono troppo piccoli, mal isolati o semplicemente inadeguati. Alcuni animali trascorrono le notti all'aperto, a temperature ben al di sotto dello zero, senza protezione sufficiente. I cani con pelo particolarmente rado o malati soffrono il freddo, alcuni patiscono problemi articolari, carie dentali o ferite non trattate.
Una parte delle fattorie di husky non è affatto registrata ufficialmente. In questo modo i gestori si sottraggono al controllo statale e nessuno sa con esattezza quanti cani vengano effettivamente impiegati nel settore. Le stime parlano di diverse migliaia di animali. Questa mancanza di trasparenza apre le porte a ulteriori abusi: allevamento illegale, commercio di cuccioli senza controlli sanitari, alimentazione insufficiente. In alcuni casi si sostiene che persino cani privi di valide certificazioni vaccinali siano stati importati da altri paesi europei. Le autorità conoscono i problemi, ma mancano di personale, risorse finanziarie e strumenti giuridici chiari. I cani da slitta non sono classificati in modo univoco né come animali domestici né come animali da reddito, ricadendo così in una zona grigia legislativa.
La pressione economica aggrava la situazione. Il turismo invernale in Lapponia cresce rapidamente e i tour in husky sono un prodotto di punta. Più turisti arrivano, più cani sono necessari e più intensa diventa la concorrenza tra gli operatori. Molti tour operator sanno ben poco sull'origine o sulle condizioni di vita degli animali con cui fanno pubblicità. Trasparenza? Assente. Il settore trae vantaggio da un'immagine di naturalezza, ma la realtà è una struttura industriale in cui i cani diventano forza lavoro.
Per le organizzazioni per la protezione degli animali è chiaro: questo sviluppo non è solo un problema morale, ma sistemico. Esse chiedono che i cani da lavoro — come quelli che trainano turisti o che si esibiscono nei parchi ricreativi — siano finalmente soggetti a norme europee vincolanti in materia di tutela. Le autorità devono controllare regolarmente le strutture, sanzionare le violazioni e chiudere i canili che non rispettano gli standard minimi. I tour operator devono essere obbligati a collaborare esclusivamente con fornitori certificati che garantiscano comprovabilmente il benessere degli animali.
Anche i viaggiatori stessi hanno una responsabilità. Chi prenota un'avventura nel Grande Nord dovrebbe guardare oltre l'idillio da cartolina. Gli operatori seri forniscono informazioni trasparenti su condizioni di detenzione, alimentazione e cura degli animali, consentono di visitare i canili e intrattengono partnership trasparenti con veterinari. I turisti che scelgono consapevolmente di sostenere tali operatori lanciano un segnale contro il silenzio — e contro la mercificazione del lavoro animale.
Ciò che inizia come una fiaba invernale può facilmente diventare un'imposizione etica se chiudiamo gli occhi. I cani che faticano per queste esperienze meritano più della nostra semplice ammirazione: meritano protezione, cura e rispetto. Il rapporto di Eurogroup for Animals lo dimostra in modo eloquente: i paesaggi innevati della Finlandia non celano solo bellezza, ma anche responsabilità. Affinché il fascino del Nord non rimanga un prodotto dello sfruttamento, servono leggi chiare, decisioni coraggiose e la consapevolezza che il benessere animale non può essere un tema secondario, ma deve essere il parametro di riferimento per ogni forma di turismo che si definisce «a contatto con la natura».
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