La caccia al trofeo non è protezione delle specie: fatti contro le favole dei cacciatori
Alcuni studi smentiscono la narrazione secondo cui la caccia al trofeo protegga le specie. I fatti dimostrano invece che la caccia ai trofei danneggia le popolazioni selvatiche.
Ogni anno, alla fiera della caccia di Dortmund, vengono offerti viaggi per l'abbattimento di animali minacciati e protetti.
In questo modo la lobby della caccia cerca di conferire alla caccia al trofeo un'immagine ecologicamente ed economicamente sostenibile. Un documento pubblicato da 15 organizzazioni per la protezione degli animali e delle specie smaschera questo come un caso di greenwashing e sfata le 14 fake news più diffuse sulla caccia al trofeo.
La fiera annuale Jagd & Hund di Dortmund è la più grande fiera della caccia d'Europa e rappresenta al contempo un'importante vetrina pubblicitaria per la caccia al trofeo, anche su specie minacciate e protette a livello internazionale, come leoni, elefanti, rinoceronti, leopardi e orsi polari. Contro questo fenomeno si registra da tempo una crescente resistenza da parte della popolazione. Un recente sondaggio di HSI rivela che quasi il 90% dei cittadini tedeschi intervistati è contrario all'importazione di trofei di caccia in Germania. Inoltre, oltre 120.000 persone chiedono, tramite una petizione, al sindaco di Dortmund Westphal di vietare l'offerta di viaggi di caccia al trofeo alla fiera Jagd & Hund. Anche 19 organizzazioni per la protezione degli animali e delle specie lo richiedono in una presa di posizione congiunta.
Mentre i rappresentanti dell'industria della caccia al trofeo affermano che essa contribuisca alla protezione delle specie e alla lotta alla povertà, l'attuale documento smaschera questi miti centrali. Proprio riguardo alla tanto discussa redditività economica, emerge che la rilevanza economica della caccia al trofeo è estremamente scarsa. Inoltre, i profitti generati vanno per lo più a beneficio degli organizzatori di viaggi di caccia e dei grandi proprietari terrieri. Uno studio dimostra che in Namibia – meta della maggior parte dei turisti venatori tedeschi – oltre il 97% degli animali viene abbattuto in fattorie private. Anche recenti articoli di stampa provenienti dal Botswana documentano come imprenditori facoltosi si arricchiscano cacciando gli ultimi grandi elefanti maschi dell'Africa, mettendo a repentaglio al contempo i successi ottenuti nella conservazione della natura. "Il fatto che la lobby della caccia continui a sostenere che la caccia al trofeo sia una fonte di reddito esistenziale per le persone delle comunità locali, mentre organizzatori di viaggi di caccia, proprietari di fattorie ed élite locali si riempiono le tasche, è una farsa. Al contrario, la caccia al trofeo, in quanto parte dell'eredità coloniale, cementa dipendenze e ingiustizie strutturali, rendendo possibile, come in passato, l'arricchimento di pochi a spese di tutti», afferma la Dr.ssa Mona Schweizer di Pro Wildlife.
In un'epoca in cui, a causa dell'influenza umana, più specie che mai sono minacciate di estinzione, questi pericoli sono particolarmente gravi. L'estinzione di intere specie animali riguarda tutti noi. Quanto sia effettivamente problematica la caccia al trofeo lo sottolinea anche Sylvie Kremerskothen Gleason di HSI: «La caccia al trofeo non è protezione delle specie! Al contrario: riduce le popolazioni di specie minacciate e protette. I cacciatori di trofei uccidono gli animali particolarmente imponenti, eliminando così proprio gli individui chiave che sono particolarmente importanti per popolazioni sane. Soprattutto nel caso di specie già decimate e minacciate nei loro effettivi, questa caccia selettiva ai trofei è fatale.”
Alla luce di questi fatti, è difficile comprendere come in Germania sia ancora consentito offrire cacce a specie animali minacciate e protette e importarne i trofei. Il documento fattuale conferma l'urgente necessità di agire: chiediamo alla politica di vietare l'importazione di trofei di caccia di specie minacciate e protette e le relative offerte di viaggi di caccia.
James Brückner, responsabile del settore protezione delle specie del Deutscher Tierschutzbund.
Il documento fattuale sulla caccia al trofeo da scaricare (pdf)
Altro sul tema della caccia ricreativa: Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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