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Mondo animale

Svizzera, paese d'importazione di cani

In Svizzera vivono circa 550'000 cani. Ogni settimana vengono importati in media 500 cani, un numero crescente dei quali proviene da canili e centri di accoglienza stranieri. Vera protezione degli animali o loschi affari? Cosa bisogna sapere per non cadere vittima di macchinazioni criminali o per non favorire involontariamente la sofferenza animale all'estero? La Protezione Svizzera degli Animali PSA pubblica a riguardo l'ampia ricerca

Redazione Wild beim Wild — 12 dicembre 2018

In Svizzera vivono circa 550'000 cani. Ogni settimana vengono importati in media 500 cani, un numero crescente dei quali proviene da canili e centri di accoglienza stranieri. Vera protezione degli animali o loschi affari? Cosa bisogna sapere per non cadere vittima di macchinazioni criminali o per non favorire involontariamente la sofferenza animale all'estero? La Protezione Svizzera degli Animali PSA pubblica a riguardo l'ampia ricerca «Svizzera, paese d'importazione di cani».

Non vengono importati solo cani di razza — in primo luogo bulldog francesi e chihuahua —, ma nel 2017 i meticci hanno rappresentato la quota d'importazione maggiore con oltre 8’100 esemplari. I «meticci da passeggio» provenienti dall'estero sono molto apprezzati. Inoltre si crede che adottare un cane dall'estero nell'ambito della protezione animale significhi fare qualcosa di indiscutibilmente positivo e contribuire attivamente alla tutela degli animali, ma secondo le ricerche della PSA ciò si rivela in molti casi illusorio. E la domanda regola l'offerta. Le organizzazioni di protezione, salvataggio e adozione degli animali spuntano come funghi, anche in Svizzera.

L'allevamento locale di cani non riesce da anni a soddisfare la domanda di cuccioli, in particolare dei cosiddetti cani di moda come chihuahua, carlini e bulldog francesi, motivo per cui la Svizzera rappresenta un mercato fondamentalmente redditizio per il commercio di cuccioli. Il margine di guadagno per i commercianti o allevatori stranieri è in media di 1000 franchi per cane. Trasporti e vendite di 20-25 cuccioli permettono di ricavare 20 000 franchi. Il problema è che all'estero i cuccioli vengono spesso allevati in condizioni pessime. Sono costretti a vivere stipati in piccole gabbie di metallo o box fortemente sporchi. Molte madri non vedono mai la luce del giorno, non escono mai, non possono mai fare una passeggiata e vengono letteralmente sfruttate come macchine riproduttive. I cuccioli vengono generalmente separati dalle madri troppo presto e risultano così spesso debilitati, talvolta gravemente malati, e frequentemente poco socializzati. Molti cuccioli muoiono già durante il trasporto o poco dopo. Il commercio illegale di cani non solo produce sofferenze animali su larga scala, ma apre anche le porte a malattie altamente contagiose. Inoltre si sostiene un sistema criminale di stampo mafioso che alimenta ulteriori sofferenze per gli animali.

Storie tristi

Gli amanti degli animali fanno fatica a rimanere indifferenti di fronte ai tanti tristi destini di cani in paesi come Ungheria, Romania, Bulgaria, Spagna e Italia, e a non voler «salvare» nessuno di questi animali. Le scene barbariche nelle strade e nei canili di certi paesi sono intollerabili, quando le autorità e i loro incaricati cercano nel modo più crudele di controllare le popolazioni di randagi e cani di strada. Allo stesso tempo, il trattamento spietato riservato ai cani indesiderati favorisce la nascita di organizzazioni di soccorso e salvataggio animali, centri di accoglienza e famiglie affidatarie. Il loro impegno per la protezione degli animali non è però sempre trasparente e tra di essi vi possono essere anche diverse pecore nere con un orientamento talvolta chiaramente commerciale. È necessario osservare attentamente e distinguere il prezioso lavoro di tutela animale sul posto dalla lucrosa speculazione che genera molta sofferenza.

Occhi aperti quando si acquista un cane!

Anche nell'acquisto o nell'adozione di un cane dall'estero vale la regola: occhi aperti quando si compra un cane! Idealmente, il futuro proprietario dovrebbe farsi un'idea personale della situazione e delle condizioni di vita del cane nel paese d'origine. In questo modo è possibile valutare almeno in una certa misura se cane e persona siano compatibili e se l'ex randagio sarebbe adatto a una vita «civilizzata» in Svizzera.

Se ci si affida all'attività di mediazione di un'organizzazione di protezione animale, vale quanto segue: una mediazione responsabile di cani dall'estero comprende consulenza e assistenza anche dopo la consegna al nuovo proprietario, la cessione dei cani solo dopo un periodo di ambientamento presso una famiglia affidataria, e vengono ceduti esclusivamente cani trattati veterinariamente, castrati, muniti di microchip e vaccinati. Inoltre, il fulcro delle attività di un'organizzazione seria è dimostrabilmente il lavoro sul territorio (sensibilizzazione, campagne di castrazione, programma «neuter and release» (castrare e rilasciare) o rifugio per animali e adozione locale).

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