Testo modello: Divieto di caccia su foreste private
I proprietari privati dovrebbero poter liberare le loro proprietà dalla caccia ricreativa per motivi etici. Il contesto è la garanzia di proprietà, la libertà di coscienza e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.
1. Mozione
Il Consiglio di Stato è incaricato di sottoporre al Gran Consiglio un progetto di modifica della legge sulla caccia e la protezione della fauna selvatica (………) nonché dell'ordinanza sulla caccia (…………), con cui nel cantone (………) viene introdotta la possibilità di una pacificazione venatoria di proprietà private per motivi etici. La revisione legislativa deve in particolare garantire che:
- che le proprietarie e i proprietari di boschi privati e altri terreni privati nel cantone (………) possano richiedere su domanda che sui loro fondi non venga più esercitata la caccia a scopi ricreativi, qualora rifiutino la caccia per convinzioni etiche fondamentali.
- che tali fondi nel diritto venatorio vengano gestiti come aree con divieto di caccia o come distretti venatori pacificati e vengano integrati nella pianificazione venatoria.
- che i presupposti e la procedura per la pacificazione venatoria vengano disciplinati per legge, in particolare:
- Competenza dell'autorità decisionale
- Forma della domanda e prova dei motivi etici
- Natura giuridica della decisione con possibilità di ricorso
- che rimangano tutelati gli interessi pubblici prevalenti, consentendo in casi eccezionali circoscritti interventi mirati da parte dell'autorità competente, in particolare in caso di:
- Lotta contro le epizoozie e prevenzione delle malattie animali in caso di pericolo immediato per le persone o di minaccia considerevole a beni materiali rilevanti o per motivi imperativi di protezione della natura
- che il Consiglio di Stato illustri nel messaggio:
- quale ordine di grandezza della superficie di boschi privati e di altre proprietà private potrebbe essere presumibilmente interessato dalla possibilità di pacificazione venatoria
- come questo si ripercuota sulla pianificazione venatoria, pianificazione degli abbattimenti e regolamentazione dei danni da fauna selvatica
- quali conseguenze finanziarie e organizzative sono da aspettarsi per cantone e comuni.
- che la nuova regolamentazione sia espressamente in linea con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla caccia forzata e rafforzi così la garanzia della proprietà e la libertà di coscienza delle proprietarie e dei proprietari di fondi.
Il Consiglio di Stato considera nel suo progetto le necessarie disposizioni transitorie, in particolare riguardo alle pianificazioni venatorie esistenti nonché ai rapporti venatori in corso.
2. Breve motivazione
Oggi le proprietarie e i proprietari di fondi nel cantone devono tollerare che persone estranee caccino a scopi ricreativi sulla loro proprietà, benché rifiutino la caccia per convinzioni etiche fondamentali. Il diritto venatorio cantonale conosce sì riserve di caccia, zone di quiete per la fauna selvatica e altre aree protette, tuttavia non conosce un diritto individuale delle proprietarie e dei proprietari di fondi di rendere le loro superfici libere dalla caccia per motivi di coscienza.
La Convenzione europea dei diritti dell'uomo protegge sia la proprietà che la libertà di coscienza. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito in diverse sentenze sulla caccia forzata negli Stati contraenti che le proprietarie e i proprietari di fondi che sono contrari alla caccia per motivi etici non possono essere obbligati senza riserve a tollerare l'esercizio della caccia sul loro terreno. La Svizzera è Stato contraente della CEDU. Confederazione e cantoni sono obbligati a configurare il loro ordinamento giuridico in modo conforme ai diritti umani.
Chi rifiuta la caccia per motivi di coscienza non può essere costretto dallo Stato a tollerare sangue e proiettili sulla propria proprietà. I fondi liberi dalla caccia non sono nulla di radicale, bensì una conseguenza da tempo dovuta di garanzia della proprietà, libertà di coscienza e protezione degli animali.
La legge federale sulla caccia stabilisce il quadro per la protezione e l'utilizzo dei mammiferi e degli uccelli selvatici. I cantoni dispongono tuttavia di un considerevole margine di manovra per quanto riguarda il sistema di caccia, il territorio di caccia, la pianificazione venatoria e le disposizioni protettive aggiuntive. All'interno di questo margine, il cantone (……) può esonerare i terreni dall'esercizio della caccia e creare così nuove zone di riposo per gli animali selvatici, rafforzando al contempo i diritti dei proprietari terrieri.
Secondo il diritto federale, nessun cantone in Svizzera deve prevedere la caccia per hobby. È diritto dei cantoni decidere se autorizzare o meno la caccia. Se un cantone decide contro la caccia o anche solo parzialmente contro di essa, può farlo liberamente secondo la Costituzione federale. Il cantone di Ginevra ha da tempo scelto questa strada esemplare.
Con la presente mozione si incarica il Consiglio di Stato di creare una chiara base legale affinché i proprietari di boschi privati possano far pacificare i loro terreni dalla caccia per motivi etici. Al contempo si garantisce che siano salvaguardati gli interessi pubblici prevalenti come la lotta alle epidemie, la sicurezza e la protezione della natura e che gli effetti sulla pianificazione venatoria, sui piani di abbattimento e sulla regolamentazione dei danni da selvaggina siano esposti in modo trasparente. In questo modo il cantone (……) guadagna certezza giuridica e armonizza la sua legislazione sulla caccia con le disposizioni sui diritti umani.
