6 aprile 2026, 21:54

Inserisca un termine di ricerca in alto e prema Invio per avviare la ricerca. Prema Esc per annullare l'operazione.

Caccia

Tre morti in tre domeniche: Brambilla chiede controlli

La stagione venatoria in Italia conta già tre vittime dopo poche settimane. L'ex ministra Michela Vittoria Brambilla parla di una pratica pericolosa e anacronistica – e chiede controlli più severi.

Redazione Wild beim Wild — 14 ottobre 2025

La nuova stagione venatoria in Italia è appena iniziata – e già tragici incidenti tornano a mietere vittime.

Nel giro di soli quattro fine settimana, tre cacciatori per hobby sono stati uccisicacciatori dai colpi dei loro compagni di caccia. Un'ulteriore prova di quanto la caccia ricreativa sia diventata pericolosa e incontrollabile.

Lo scorso fine settimana un'altra battuta di caccia si è conclusa tragicamente: nei boschi di Faedis (provincia di Udine) un cacciatore ricreativo di 70 anni è stato accidentalmente ucciso da un compagno di caccia. In precedenza, un uomo di 46 anni era deceduto il 21 settembre a Carrù (Cuneo) e uno di 82 anni il 5 ottobre a Locana (Torino) in circostanze analoghe. Decine di altre persone sono rimaste ferite nello stesso periodo – colpite da proiettili vaganti, cadute o dall'uso imprudente delle armi.

La deputata italiana Michela Vittoria Brambilla, ex ministra del Turismo e nota attivista per i diritti degli animali, ha reagito con parole nette:

La caccia è anacronistica, crudele e pericolosa. L'età media dei cacciatori supera i 60 anni. Sono necessari più controlli per proteggere tutti.

Brambilla critica il fatto che, nonostante i rischi evidenti, i controlli di sicurezza siano quasi inesistenti. Molti dei circa 500’000 cacciatori ricreativi italiani attivi dagli anni '80 hanno ormai ampiamente superato i sessant'anni – con riflessi in declino e capacità di reazione ridotta. Eppure possono continuare ad andare a caccia con armi ad alte prestazioni.

Oltre alle tragedie umane, Brambilla sottolinea anche i danni ecologici causati dalla caccia ricreativa:

A prescindere dai danni alla biodiversità e all'ambiente, che a mio avviso sarebbero già sufficienti a vietare la caccia, bisogna chiedersi se coloro che maneggiano queste armi siano effettivamente in grado di farlo.

La politica vede nella tolleranza nei confronti dei cacciatori un problema strutturale: una lobby ristretta, invecchiante e tuttavia influente si aggrappa a privilegi ormai anacronistici.

Mentre l'opinione pubblica italiana si indigna per il numero crescente di incidenti di caccia, riforme concrete tardano ad arrivare. Eppure la serie di incidenti mortali in soli tre fine settimana dimostra: la caccia ricreativanon è letale esclusivamente per gli animali, ma anche per gli esseri umani.

Secondo IG Wild beim Wild, i cacciatori per hobbynecessitano di perizie annuali di idoneità medico-psicologica sul modello dei Paesi Bassi, nonché di un limite massimo d'età vincolante. Il gruppo d'età più numeroso tra i cacciatori ricreativi è oggi quello degli over 65. In questa fascia, le limitazioni legate all'età — come il calo della capacità visiva, la riduzione dei tempi di reazione, i deficit di concentrazione e le difficoltà cognitive — aumentano statisticamente in modo significativo. Al tempo stesso, le analisi degli incidenti mostrano che il numero di gravi incidenti di caccia con feriti e vittime aumenta in modo significativo a partire dalla mezza età.

Le segnalazioni periodiche di incidenti di caccia, azioni fatali per errore e abusi di armi da caccia evidenziano un problema strutturale. Il possesso privato e l'utilizzo di armi da fuoco letali a scopo ricreativo sfuggono in larga misura a un controllo continuativo. Dal punto di vista di IG Wild beim Wild, ciò non è più responsabile. Una pratica basata sull'uccisione volontaria che genera al contempo rischi considerevoli per persone e animali perde la propria legittimazione sociale.

La caccia ricreativasi fonda inoltre sullo specismo. Lo specismo descrive la sistematica svalutazione degli animali non umani sulla base della sola appartenenza alla specie. È paragonabile al razzismo o al sessismo e non è giustificabile né culturalmente né eticamente. La tradizione non sostituisce un esame morale.

Proprio nel settore della caccia ricreativa, un esame critico è indispensabile. Pochi altri ambiti sono altrettanto caratterizzati da narrazioni abbellite, mezze verità e disinformazione mirata. Dove la violenza viene normalizzata, le narrazioni servono spesso a giustificarla. La trasparenza, i fatti verificabili e un dibattito sociale aperto sono quindi imprescindibili.

Ulteriori informazioni sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.

Sostieni il nostro lavoro

Con la tua donazione contribuisci a proteggere gli animali e a dar voce alle loro esigenze.

Dona ora