Divieto di importazione delle pellicce della crudeltà: il Consiglio federale avanza una proposta
Con il suo controprogetto indiretto all'iniziativa sulle pellicce, il Consiglio federale intende vietare l'importazione e il commercio di pellicce della crudeltà e rendere possibile il sequestro delle pellicce importate illegalmente.
La Protezione Svizzera degli Animali PSA, la Fondazione per l'animale nel diritto (TIR), QUATTRO ZAMPE – Fondazione per la protezione degli animali, la Protezione animali di Zurigo, l'Alliance Animale Suisse (AAS) e il comitato d'iniziativa dell'iniziativa sulle pellicce accolgono con favore questa proposta, ma evidenziano nella loro presa di posizione comune alcune lacune critiche nella proposta del Consiglio federale.
L'iniziativa sulle pellicce è stata depositata alla fine del 2023 e chiede un divieto di importazione di prodotti in pelliccia ottenuti con metodi crudeli verso gli animali. Nell'agosto 2024 il Consiglio federale ha posto in consultazione un controprogetto indiretto in merito. Il progetto raccoglie le preoccupazioni dei promotori e delle promotrici dell'iniziativa e in parte va persino oltre. Il controprogetto trae origine dal fatto che l'obbligo di dichiarazione vigente viene disatteso da anni su larga scala da parte dei punti vendita.
Importanti modifiche alla legge sulla protezione degli animali
La proposta non comprende soltanto un divieto di importazione di pellicce prodotte in condizioni di crudeltà verso gli animali (pellicce della crudeltà), ma anche un divieto di commercio per tali prodotti all'interno della Svizzera. Inoltre, grazie a una base giuridica nella legge sulla protezione degli animali le pellicce importate o commerciate illegalmente potranno in futuro essere sequestrate e confiscate.
Nella loro presa di posizione comune, le cinque organizzazioni per la protezione degli animali e il comitato d'iniziativa accolgono espressamente queste modifiche. Sottolineano tuttavia che il progetto del Consiglio federale contiene anche alcuni punti critici di grande rilevanza.
Punti critici e richieste
Da un lato si critica il fatto che il progetto del Consiglio federale si orienti alle linee guida della World Organisation of Animal Health (WOAH) per definire le forme di produzione «crudeli verso gli animali». La regolamentazione dovrebbe invece basarsi sulla definizione già contenuta nella legge svizzera sulla protezione degli animali. Due definizioni diverse all'interno della stessa legge sono superflue e fonte di confusione. Il Consiglio federale giustifica la sua proposta affermando che tale divieto si concilierebbe meglio con gli obblighi commerciali internazionali della Svizzera. Due pareri giuridici elaborati dalla TIR dimostrano tuttavia che il divieto di importazione sarebbe compatibile con gli obblighi commerciali della Svizzera anche senza fare riferimento alle linee guida WOAH.
D'altro canto viene richiesto da parte delle organizzazioni per la protezione degli animali che il divieto venga esteso a tutti i metodi di ottenimento crudeli verso gli animali. Rientrano in questo ambito anche le trappole letali che non garantiscono una morte rapida degli animali e che sono pertanto vietate in Svizzera. Secondo il rapporto esplicativo del Consiglio federale, queste dovrebbero tuttavia essere escluse dal divieto di importazione e commercio. Ciò è inaccettabile dal punto di vista della protezione degli animali. Allo stesso modo, tutte le forme di detenzione crudeli verso gli animali devono essere soggette al divieto — non solo la detenzione in gabbie con pavimenti a griglia, che il Consiglio federale cita nel rapporto esplicativo come unico esempio. Vi rientrano anche certificazioni e label che simulano una detenzione rispettosa degli animali da pelliccia, ma che in realtà devono essere classificati come palese maltrattamento di animali ai sensi del diritto svizzero sulla protezione degli animali.
Un ulteriore punto critico riguarda le eccezioni contenute nel progetto del Consiglio federale per l'importazione di prodotti in pelliccia a scopi non commerciali. Tali eccezioni devono essere limitate in modo da impedire l'elusione del divieto attraverso il turismo degli acquisti.
Se questi punti vengono presi in considerazione, la controproposta del Consiglio federale rappresenta un enorme vantaggio per la protezione degli animali. Al contempo viene finalmente soddisfatta un'importante preoccupazione della popolazione svizzera.
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