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Criminalità & Caccia

Un bracconiere spara a una lince madre sul lago di Thun

Un bracconiere ha sparato al ventre di una lince madre. L'animale è stato ritrovato morto sulla riva del lago di Thun. Il bracconaggio rimane un problema grave per la lince in Svizzera. Maggiori informazioni su bracconaggio e diritto.

Redazione Wild beim Wild — 9 febbraio 2017

Un bracconiere ha sparato al ventre di una lince madre; l'animale è stato ritrovato morto sulla riva del lago di Thun.

«Una lince madre si diverte con i suoi cuccioli nella neve nel territorio del comune di Sigriswil.» Questa didascalia accompagna la foto qui sopra. L'immagine proveniva da una fototrappola utilizzata anche per il censimento della popolazione, il cosiddetto monitoraggio.

L'animale sarebbe stato bracconato in qualche momento all'inizio di questo inverno. «Siamo riusciti a identificare l'animale grazie al disegno del manto» afferma il biologo della fauna selvatica Florin Kunz dell'ufficio specializzato Kora, che coordina progetti di ricerca e si occupa dello studio e della gestione dei predatori in Svizzera. L'animale è stato trovato sulla riva del lago di Thun, nei pressi di Beatenberg. L'ufficio specializzato elenca sul proprio sito web tutte le «perdite» di linci: secondo questi dati, nel 2016 si sono verificati diversi casi di bracconaggio.

Durante l'ultimo inverno (2015/2016) sono state censite 16 linci e 5 cuccioli, ormai stanziali tra il lago di Thun e il lago di Brienz, attraverso il Brünig e fino a Lucerna.

Nessuna statistica ufficiale

L'ispettorato venatorio deplora l'accaduto e spiega che sporgere denuncia può essere talvolta difficile, scrive oggi il Berner Zeitung.

L'ispettorato venatorio non ha potuto esprimersi sul singolo caso citato per motivi legali; ha deplorato l'accaduto e ha fatto sapere di prendere «ogni caso di bracconaggio molto sul serio». L'ispettore venatorio Niklaus Blatter spiega che i bracconieri oggi sono ben attrezzati, ad esempio con visori notturni o silenziatori sui fucili, oltre a essere mobili in automobile e perfettamente collegati con i colleghi tramite smartphone.

Se poi manca anche la selvaggina abbattuta, è quasi impossibile provare un caso di bracconaggio. «Solo quando sono disponibili informazioni sufficienti è possibile sporgere denuncia contro uno specifico responsabile.» Il predecessore di Blatter aveva quantificato in una all'anno il numero di condanne per caccia illegale.

Già in passato il lince figurava nella lista nera dei cacciatori ricreativi: nel 2000, a seguito di una controversia sui linci nei cantoni di Berna e Vaud, sei linci caddero vittime di bracconieri.

200 linci in Svizzera

E non è tutto: le zampe di uno degli animali furono inviate all'ispettorato venatorio dell'epoca, insieme a minacce di morte. I procedimenti contro i bracconieri ignoti furono successivamente archiviati tutti. Degli autori non si è trovata alcuna traccia fino ad oggi. Inoltre: nel cantone non esiste una statistica ufficiale sui casi di bracconaggio.

La popolazione di linci viene monitorata regolarmente in diverse aree della Svizzera; attualmente è in corso un nuovo monitoraggio nell'Oberland bernese: a sud del lago di Thun e del lago di Brienz, a est della valle della Kander e a ovest dell'Haslital. Si stima che oggi vivano in Svizzera circa 200 linci. La densità maggiore si registra nel Giura meridionale (2,61 linci per 100 chilometri quadrati), quella minore nel Vallese settentrionale (0,62).

Secondo il centro specializzato Kora, il piatto principale del lince è il capriolo, seguito al secondo posto dallo stambecco, spiega Florin Kunz. Una preda di questo tipo viene consumata dal lince in media una volta alla settimana. Tuttavia si accontenta anche di meno, abbattendo volpi, lepri o marmotte. «Raramente un lince si avventa anche su un animale da reddito come una pecora o una capra.» Questo fenomeno si è però stabilizzato su un livello basso, di circa 30 capi in tutta la Svizzera. Come autori vengono presi in considerazione praticamente solo cacciatori ricreativi, che eliminano senza scrupoli i concorrenti delle loro prede.

In Svizzera i cacciatori ricreativi abbattono ogni anno circa 150’000 animali selvatici. Tra questi figurano circa 7’800 abbattimenti speciali, che comprendono abbattimenti regolatori, abbattimenti di animali feriti o malati e di quelli che causano danni, ma anche animali vittime di bracconaggio. Il problema di benessere animale della caccia ricreativa si manifesta qui in tutta la sua brutalità.

Approfondimenti sul tema della caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.

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