Africa: il bracconaggio minaccia gravemente elefanti e rinoceronti
Secondo gli esperti, il bracconaggio rappresenta ancora una grave minaccia per la sopravvivenza a lungo termine degli elefanti in Africa. Nel 2018 sono stati uccisi illegalmente oltre 500 elefanti.
«L'uccisione illegale degli elefanti africani per il loro avorio rimane una minaccia significativa per la popolazione degli animali nella maggior parte degli Stati», ha dichiarato venerdì a Ginevra la segretaria generale della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate CITES, Ivonne Higuero, dopo l'analisi di nuovi dati.
Le indagini hanno evidenziato che in alcuni Stati il numero di elefanti uccisi o morti di morte naturale continua a essere troppo elevato per essere compensato dalle nascite. L'anno scorso in Africa sono state esaminate 1235 carcasse di elefanti. In 520 casi si è trattato di uccisioni illegali, emerge dall'ulteriore analisi CITES.
Nel corso di 100 anni il numero di questi pachidermi è sceso da circa dodici milioni a circa 400’000. Nello stesso periodo la popolazione africana si è decuplicata, raggiungendo oltre 1,2 miliardi di persone. Oltre a un inasprimento del perseguimento penale dei bracconieri, la comunità internazionale deve trovare anche soluzioni che concilino gli interessi della tutela delle specie con quelli delle popolazioni locali, ha sottolineato Higuero.
La Convenzione CITES mira a garantire il commercio internazionale sostenibile di animali e piante. L'accordo tutela più di 35’000 specie.
La conferenza CITES sulla protezione delle specie, prevista per la fine di maggio in Sri Lanka, è stata annullata in seguito ai devastanti attentati della domenica di Pasqua, che hanno causato la morte di oltre 250 persone. Una nuova data non è ancora stata comunicata.
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