Svizzera: il mondo degli uccelli è cambiato notevolmente in 100 anni
Averla maggiore, starna e averla capirossa: secondo un nuovo rapporto dell'organizzazione per la protezione degli uccelli BirdLife, 100 anni fa il mondo degli uccelli in Svizzera si presentava in modo molto diverso. Molte specie sono oggi a rischio o estinte. Altre si sono insediate di recente in Svizzera.
Cento anni non sono un lungo periodo nella storia del mondo. Eppure la Svizzera si è trasformata in questo breve arco di tempo come mai prima d'ora.
«Oggi nessuno riesce più a ricordare quel periodo», afferma Beat Wartmann, vicepresidente di BirdLife Svizzera. «Per questo motivo la maggior parte delle persone non è nemmeno consapevole di quanto drammaticamente difficile sia la situazione degli uccelli ai nostri giorni.»
Chiurlo, averla maggiore e civetta spariti
L'analisi, pubblicata sulla rivista Ornis, mostra che 100 anni fa il paesaggio agricolo offriva ancora un habitat a molte specie specializzate. Pavoncella, chiurlo maggiore, beccaccino e pettegola nidificavano ancora nelle zone umide. Starna, strillozzo, averla maggiore e stiaccino erano comuni nell'Altopiano.
«Queste specie ci tendono uno specchio», dice Wartmann. «Ci mostrano quanto abbiamo perso in termini di biodiversità, perché insieme a loro sono scomparse anche innumerevoli altre specie e interi habitat.»
Grazie a migliori leggi sulla caccia, si sono riprese anche diverse specie di aironi e rapaci, che in passato erano state perseguitate senza sosta.
La battaglia dei seminativi e le bonifiche
Eppure oggi il 60% degli uccelli figura nella Lista Rossa svizzera. Devastante è stata la politica agricola, a cominciare dalla «lotta per la coltivazione» durante la Seconda Guerra Mondiale: 60’000 ettari di terreno furono drenati, 11’000 ettari di bosco abbattuti e 80’000 ettari di terreno bonificati. Oltre il 90% delle zone umide è scomparso fino ad oggi.
Enorme necessità di intervento
È finalmente necessaria una politica agricola che garantisca una gestione sostenibile, incluse misure di qualità per la biodiversità consente. Meno del 10% della superficie nazionale svizzera è attualmente protetta. Per preservare la biodiversità, occorre proteggere circa il 30% della superficie, come ha stabilito anche la comunità internazionale degli Stati al vertice mondiale sulla natura COP15. Maggiori informazioni sull'argomento Ambiente e protezione della natura.
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La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
