Rimuovere il procione dalla lista delle specie invasive
Da diversi anni in Germania e ormai anche in Svizzera è in corso una campagna mediatica continua e malevola contro i procioni.
I cacciatori ricreativi alimentano questa campagna in varie forme per i propri interessi.
Quasi ogni giorno ci si trova a fare i conti con storie allarmanti sui «cattivi» procioni che dovrebbero essere uccisi o addirittura sterminati con tutti i mezzi disponibili. Non esiste probabilmente alcuna specie, ad eccezione dell'essere umano, che diffonda più malattie e minacci flora e fauna come una piaga. E se i procioni e altri animali riescono a penetrare nelle abitazioni, la responsabilità è da attribuire alla scarsa manutenzione degli edifici. Lo stesso vale per i bidoni della spazzatura. Anche la diminuzione delle popolazioni di pavoncelle e allodole è dovuta principalmente all'agricoltura chimico-industriale, letale per la biodiversità.
Già dai titoli molto negativi si può desumere come i media influenzino erroneamente l'opinione pubblica, rendendo difficile distinguere i fatti dalla distorsione.
Specismo vissuto
Gli animali alloctoni sono indesiderati e «privi di valore», sebbene anch'essi non siano più considerati come oggetti di proprietà. Il loro diritto alla vita viene loro negato per legge a causa della loro origine e in nome dell'equilibrio ecologico stabilito dagli esseri umani. Si tratta di «specismo» vissuto, il che significa: con il suo atteggiamento nei confronti degli animali alloctoni, l'essere umano dimostra ancora una volta di essere convinto di essere superiore a tutte le altre specie in virtù della propria e di poterle quindi trattare come vuole. Questo atteggiamento è più che riprovevole e non può più essere accettato.Anche i procioni hanno il diritto di vivere.
Non conosco nessuno scienziato o esperto venatorio che creda seriamente di poter arginare la presenza di questi animali con mezzi venatori. Dobbiamo semplicemente accettare che il procione si trovi bene da noi e che non possiamo regolarne la popolazione. In questo senso dobbiamo trovare un modo per convivere con lui.
Dr. Ulf Hohmann, biologo faunistico ed esperto di procioni
Esisterebbero già altre possibilità, misure non letali per il controllo della popolazione dei procioni, come prevede anche il regolamento UE, ma queste non vengono applicate perché la cacciatori ricreativi anche in Germania, invocando il diritto UE, preferisce agire autonomamente.
Ciò anche perché a causa del presunto procione «invasivo» la caccia con trappole continua ad essere autorizzata dalla politica e persino sostenuta finanziariamente.
Berlino: convivenza pacifica con i procioni
Nel frattempo l'amministrazione comunale di Berlino è diventata molto attiva nella gestione della fauna selvatica in città e in particolare dei procioni, con una gestione esemplare della fauna selvatica. Berlino punta soprattutto sulla «consulenza in loco», sia attraverso una hotline sia attraverso un volantino con consigli per prevenire l'insediamento dei procioni e, all'occorrenza, per il loro allontanamento.
Anche la responsabile per la protezione degli animali della città di Berlino, la veterinaria dott.ssa Kathrin Herrmann, si impegna fortemente a favore dei procioni. «Il procione non sarebbe un problema, nonostante l'UE lo abbia inserito nell'elenco delle specie invasive.»
La responsabile per la protezione degli animali: cancellazione del procione dall'elenco UE:
È prevista una revisione dell'elenco UE delle specie esotiche invasive ogni sei anni. Poiché l'elenco UE è entrato in vigore il 3 agosto 2016, una revisione vincolante sarebbe possibile nell'agosto 2022.
Gli elenchi e i loro effetti
Innanzitutto occorre constatare con tutta lucidità che questi elenchi vengono presentati come L'ELENCO delle specie più pericolose e più dannose per la biodiversità in Europa e in Svizzera, cosicché i cacciatori ricreativi e anche il pubblico considerano gli animali elencati come estremamente nocivi, e per questo si trova la primissima giustificazione per cacciarli nel modo più intensivo possibile e per eliminarli o contenerli ad ogni costo.
Questi animali vengono considerati «alieni», «non autoctoni», «non appartenenti a questo territorio» e vengono etichettati e denigrati come tali.
In questo contesto va assolutamente menzionato che il procione in Germania prima del 2016 era considerato «autoctono», poiché soddisfaceva la definizione della legge federale tedesca sulla protezione della natura fino al 2017 per le «specie autoctone»: «Una specie animale o vegetale selvatica è considerata autoctona anche quando animali o piante inselvatichiti o naturalizzati per influenza umana della specie in questione si mantengono nel paese in natura libera e senza aiuto umano come popolazione per più generazioni.»
Ora, per il recepimento del regolamento UE 1143/2014 nel diritto tedesco, il termine «specie autoctona» nella legge federale sulla protezione della natura è stato eliminato dal 2017 e sostituito con «alloctono/non alloctono».
La cancellazione del procione dalla lista UE lo renderebbe nuovamente una specie animale «autoctona» in Germania e pertanto non dovrebbe essere contenuto o addirittura eradicato e non più cacciato così intensivamente.
Il comportamento dei cacciatori ricreativi nei confronti delle cosiddette «specie invasive» (anche se l'UE non ne prescrive l'uccisione, ma raccomanda piuttosto l'applicazione di altre misure non letali) è chiaramente rilevabile dall'evoluzione dei carnieri in Germania.
Nel dibattito, gli attori vicini alla caccia affermano regolarmente che il procione sarebbe particolarmente problematico perché figurerebbe o mancherebbe nelle cosiddette «top 100 delle peggiori specie invasive» europee, al fine di screditarlo o relativizzarlo in modo mirato. Entrambe le posizioni sono fuorvianti. Sebbene l'Agenzia europea dell'ambiente abbia elaborato nell'ambito del processo SEBI 2010 una lista «100 of the worst» di specie invasive per l'Europa, questa era espressamente destinata alla sensibilizzazione del pubblico e non alla prioritizzazione scientifica o alla valutazione giuridica. Giuridicamente vincolante è esclusivamente la lista dell'Unione UE delle specie esotiche invasive. La reiterata confusione tra liste di sensibilizzazione e strumenti giuridici da parte della lobby della caccia non costituisce un argomento scientifico, bensì uno strumento retorico per legittimare la caccia intensiva.

La caccia ricreativa stimola la riproduzione
In effetti, soprattutto per i cosiddetti animali invasivi procione, cane procione, nutria e oca egiziana, si registra un aumento drammatico degli animali abbattuti proprio a partire dall'entrata in vigore della lista UE nel 2016.
I periodi di protezione per questi «animali invasivi» vengono ridotti o addirittura soppressi. In alcuni Länder tedeschi (ad es. in Baviera) o anche nei cantoni svizzeri (ad es. Argovia, Zurigo, Basilea Campagna, Lucerna, San Gallo, Sciaffusa, Soletta, Turgovia o Zugo) vengono addirittura eliminati completamente i periodi di riproduzione e cova per i procioni, al fine di cacciare questi graziosi animali selvatici tutto l'anno e senza riguardo per i cuccioli che moriranno a causa dell'uccisione dei loro genitori. Ciò è assolutamente contrario alla legge sulla protezione degli animali e al buon senso!
I procioni si sono ormai insediati da tempo in Germania e in Svizzera. La caccia ricreativa a questi animali è contraria alla protezione degli animali e finora non ha mostrato alcun risultato, poiché i territori che si liberano vengono immediatamente occupati da altri procioni. Una soluzione rispettosa degli animali e sostenibile sarebbe invece la castrazione/immunocontraccezione di questi animali selvatici: Un procione castrato continua a occupare un territorio, contribuendo così a una riduzione della popolazione compatibile con la protezione degli animali.
È ormai scientificamente dimostrato da tempo che la caccia ricreativa ai procioni stimola la riproduzione, distruggendo inoltre le classi d'età e le strutture sociali. Il tentativo di contenere i procioni attraverso la caccia è considerato ormai privo di prospettive e fallito anche in Germania.
Con l'eventuale eliminazione del procione dagli elenchi delle specie invasive, il procione invasivo tornerebbe a essere una «normale specie animale autoctona», e di conseguenza il procione non verrebbe cacciato in modo così intensivo, brutale e crudele.
A tal proposito la Commissione europea si è recentemente pronunciata e ha confermato per iscritto che la cattura di specie invasive con la loro castrazione/sterilizzazione e successivo rilascio nel loro ambiente naturale costituisce un metodo ammissibile, che nell'ambito delle misure di gestione per l'attuazione del Regolamento UE 1143/2014 può essere applicato dalle autorità nazionali competenti.
Valore aggiunto:
- Tenere lontani i procioni in modo rispettoso degli animali
- Anche i procioni hanno diritto alla vita
- Il trattamento delle specie «invasive» – un'analisi critica dal punto di vista biologico e giuridico
- Neozoi
- Basilea vuole uccidere i procioni
- I procioni non sono un pericolo
- Lettera aperta a Katrin Schneeberger dell'UFAM
- Eliminazione del procione dagli elenchi delle cosiddette specie invasive
- Fatti invece di fandonie dei cacciatori sui procioni
- L'Ufficio per la caccia e le sciocchezze nel Cantone di Argovia vuole abbattere i procioni
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