Vendita illegale di carne: cacciatori per hobby sotto accusa
Un dipendente dell'Ufficio statale sassone per l'ambiente (LfULG) ha condotto per anni un esteso commercio illegale di carne di cigni reali abbattuti.
Oltre 100 cigni reali macellati e venduti
Una denuncia in tal senso è stata presentata dal Comitato contro l'uccisione degli uccelli presso l'Autorità venatoria inferiore del distretto di Bautzen.
Come comunica l'associazione, l'accusato è sospettato di aver abbattuto dal 2016 più di 100 cigni reali, di averli macellati e di aver venduto illegalmente il petto affumicato a buongustai tramite un forum online. L'uomo è titolare di licenza di caccia e aveva offerto in vendita, all'inizio del mese, «prosciutti affumicati di petto di cigno». L'offerta era corredata dalla foto di un armadio affumicatore in cui erano conservati circa 50 «filetti freschi di petto di cigno».
17 offerte di vendita online
Offerte di vendita simili, secondo il Comitato in totale 17, erano già state pubblicate dall'uomo negli anni precedenti. «Un'analisi delle fotografie ha rivelato che negli ultimi anni l'accusato ha messo in vendita online più di 100 cigni reali sotto forma di filetti di petto o cosce», riferisce il direttore del Comitato Alexander Heyd.
Alle domande dei clienti l'uomo ha inoltre confermato che si tratta di animali selvatici abbattuti da lui in un territorio di caccia nell'Alta Lusazia. Ciò potrebbe costargli la licenza di caccia, poiché la commercializzazione e l'acquisto di cigni selvatici o di loro parti sono severamente vietati ai sensi del § 2 del Regolamento federale per la protezione della fauna selvatica.
Si sospetta un'azione intenzionale
Il divieto vale anche e in particolare per gli animali uccisi legalmente dai cacciatori per hobby. Il legislatore intende in tal modo impedire che uccelli vengono abbattuti in massa per avidità di guadagno. Alexander Heyd: «Sembra essere esattamente questo il caso. In qualità di funzionario dell'Ufficio statale per l'ambiente e come titolare di licenza di caccia, doveva essere a conoscenza di questa disposizione. Partiamo quindi dal presupposto che si tratti di un reato intenzionale, abituale e possibilmente anche a scopo di lucro.»
Secondo il comitato, le indagini dovrebbero essere estese anche ai possibili acquirenti dell'uomo. Secondo il § 39 della legge federale sulla caccia, rischiano sanzioni pecuniarie fino a 5’000 euro.
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