6 aprile 2026, 21:06

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Ambiente & Protezione della natura

I prati svizzeri perdono massicciamente biodiversità

Un nuovo studio a lungo termine lo dimostra: negli ultimi 100 anni la varietà di specie vegetali nei prati svizzeri è diminuita in modo drammatico. I principali fattori trainanti sono l'agricoltura intensiva. Il sovraccarico di fertilizzanti, lo sfruttamento eccessivo e i pesticidi hanno messo ai margini gli habitat più ricchi di specie d'Europa.

Redazione Wild beim Wild — 21 ottobre 2025

I ricercatori hanno utilizzato un insieme di dati unico: rilievi della vegetazione risalenti al periodo compreso tra il 1884 e il 1931.

Questi dati storici sono stati sistematicamente ripetuti nel 2021/22 – e consentono per la prima volta un confronto diretto nell'arco di oltre 90 anni.

Le cause sono chiaramente identificate:

  • Eccesso di concimazione: gli apporti di azoto e fosforo, sia attraverso i fertilizzanti sia attraverso l'inquinamento atmosferico, soppiantano le specie specializzate in ambienti poveri di nutrienti.
  • Sfruttamento eccessivo: la falciatura più frequente, il pascolo più intenso e l'agricoltura meccanizzata fanno scomparire le specie più sensibili.
  • Pesticidi: gli interventi chimici riducono non solo i parassiti, ma anche molte specie non bersaglio – dalle erbe agli insetti.

I prati di pianura ricchi di specie sono quelli maggiormente colpiti. Qui si è perso fino al 38% delle specie. Nelle zone alpine il calo è «solo» di circa l'11%, ma anche lì il cambiamento climatico e lo spostamento dell'agricoltura verso l'alto minacciano di esercitare nuove pressioni, anche sulla fauna selvatica.

Dalla colorata varietà alla steppa erbosa

Lo studio mostra chiaramente come i prati siano cambiati:

  • I colorati prati fioriti con orchidee, campanule o margherite cedono il posto a praterie povere di specie.
  • Le graminacee dolci (Poaceae) traggono vantaggio dalla concimazione e dalle frequenti sfalciature e oggi dominano in molte aree.
  • Le erbe specializzate e le specie rare scompaiono.
  • Le strategie di vita si spostano verso piante competitive e tolleranti alle perturbazioni.

La conseguenza: i paesaggi diventano ecologicamente più omogenei e impoveriti.

Conseguenze per la natura e la società

I prati ricchi di specie non sono solo esteticamente preziosi, ma svolgono funzioni centrali:

  • Habitat per insetti, uccelli efauna selvatica
  • Base per l'impollinazione e la sicurezza alimentare
  • Stoccaggio del carbonio e protezione dei suoli

Con la perdita di questa diversità non perdiamo solo fiori, ma anche stabilità ecologica – e in ultima analisi le basi stesse della nostra esistenza.

Lo studio chiarisce inequivocabilmente: la causa principale del massiccio declino della biodiversità è l'agricoltura intensiva. Senza un ripensamento della politica agraria – meno fertilizzanti, meno pesticidi, meno pressione di sfruttamento – la varietà delle specie continuerà a scomparire.

Una gestione estensiva, la promozione mirata di prati ricchi di specie e una riduzione sistematica degli apporti di azoto sono passi fondamentali per preservare gli ultimi resti del paesaggio culturale tradizionale.

Catastrofe naturale: i cacciatori ricreativi

La percentuale di specie minacciate non è così elevata in nessun altro paese del mondo come in Svizzera. Più di un terzo delle piante, degli animali selvatici e delle specie fungine è considerato a rischio. La Svizzera è anche ultima in Europa per quanto riguarda la designazione di aree protette per la biodiversità. Sono sempre gli stessi ambienti di cacciatori ricreativi e allevatori amatoriali, con la loro attività di lobbying, a essere responsabili di ciò da decenni attraverso la politica, i media e le leggi. Sono loro a bloccare sistematicamente i miglioramenti etici e moderni nel benessere animale e a sabotare la seria protezione degli animali e delle specie. I cacciatori per hobby si oppongono regolarmente alla creazione di più Jäger wehren sich regelmässig gegen mehr parchi nazionali in Svizzera, perché non si preoccupano della natura, della biodiversità, della protezione delle specie o della tutela degli animali, bensì di coltivare il loro hobby perverso e cruento.

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