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Mondo animale

Perdite invernali negli alveari 2024/2025: analisi e fattori di rischio

In Svizzera e nel Liechtenstein circa il 19% degli alveari non ha superato l'ultimo inverno. Il tasso di perdita è quindi superiore di quattro punti percentuali rispetto all'anno precedente. È quanto emerge dal sondaggio annuale di apisuisse, condotto insieme al Centro di ricerca apistica Agroscope. Nel corso dell'ultimo anno, il maggiore apporto di miele cristallizzato avrebbe probabilmente aumentato la mortalità delle api.

Redazione Wild beim Wild — 5 giugno 2025

I risultati del sondaggio mostrano che il 18,9% degli alveari non ha superato l'inverno 2024/2025.

Questo dato è nettamente superiore a quello dell'anno precedente (14,9%). Alle perdite invernali si aggiungono le perdite verificatesi prima dell'invernamento, tra agosto e ottobre, che ammontano al 9,6% e sono anch'esse superiori all'anno precedente (7,5%). Il 12% degli alveari invernati ha sì superato l'inverno, ma è troppo debole per svilupparsi in una colonia forte. Anche questo dato è superiore all'anno precedente (10,1%).

Il miele cristallizzato come fattore di rischio

La mortalità invernale nelle colonie di api è un fenomeno complesso: da circa due decenni le perdite oscillano su livelli elevati, senza una tendenza chiara. L'acaro Varroa è considerato la causa principale, ma non spiega tutti i casi. In questo inverno, il miele di bosco è finito particolarmente sotto i riflettori. L'analisi mostra che le colonie svernate con miele di bosco hanno registrato tassi di perdita nettamente più elevati (23,4%) rispetto a quelle alimentate diversamente (16,4%). Il miele di bosco dell'anno scorso conteneva, in molte regioni, un'elevata percentuale di melezitosio, un trisaccaride che fa cristallizzare il miele già nei favi. Ciò rappresenta una sfida considerevole per le api. «In inverno le api hanno bisogno di molta energia e acqua per poter elaborare questo cosiddetto miele cemento», spiega Mathias Götti Limacher, presidente di apisuisse. Ma non è solo la consistenza a essere problematica: anche la composizione può danneggiare le api. Un esperimento dell'Università di Hohenheim dimostra che le api nutrite con melezitosio vivevano più a lungo e soffrivano maggiormente di malattie intestinali, disturbi del movimento e perdita di peluria. La scarsa digeribilità potrebbe quindi aver contribuito in misura significativa all'aumento della mortalità invernale.

Molteplici fattori di stress

Anche i trattamenti insufficienti o tardivi contro l'acaro Varroa hanno avuto effetti negativi. Se la maggiore presenza del calabrone asiatico abbia ulteriormente influenzato le perdite invernali non può essere valutato in modo definitivo sulla base dei dati disponibili. Esso rappresenta tuttavia indubbiamente un ulteriore fattore di stress per le colonie di api colpite. Queste complesse interrelazioni rendono evidente che l'apicoltura moderna richiede conoscenze approfondite e una formazione costante. «Solo chi comprende le esigenze della colonia e risponde in modo tecnicamente corretto a sfide come i parassiti, la qualità del nutrimento o gli eventi meteorologici estremi può minimizzare efficacemente le perdite», afferma Mathias Götti Limacher.

Diagramma a barre che mostra le perdite invernali delle colonie di api in diverse regioni della Svizzera per gli inverni 2023/2024 e 2024/2025, con le perdite più elevate nella Région Lémanique.

Differenze regionali

Anche quest'anno si riscontrano nuovamente differenze regionali. Tuttavia, in tutte le regioni le perdite superano quelle dell'anno precedente. Il tasso di perdita più elevato è segnalato dalla Région Lémanique (VS, VD, GE) con il 28,9%. Al di sopra della media nazionale si trovano anche il Canton Zurigo (23,3%) e il Ticino (22,5%). L'anno precedente era particolarmente colpita la regione Espace Mittelland (BE, FR, SO, NE, JU). Quest'anno il tasso di perdita in quella regione è del 17,5%, quindi al di sotto della media nazionale. Una situazione simile si registra nella Svizzera nordoccidentale (BS, BL, AG) con il 17,6% e nella Svizzera orientale (GL, SH, AR, AI, SG, GR, TG) con il 16,5%. La Svizzera centrale (LU, UR, SZ, OW, NW, ZG) registra il tasso di perdita più basso con il 15,8%. Per il Principato del Liechtenstein sono disponibili dati relativi a soli 15 apiari, motivo per cui non è possibile una valutazione conclusiva.

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