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Diritti degli animali

UE: Veggie-Burger consentito, latte vegetale no

Il 23.10.2020 il Parlamento europeo ha respinto il divieto di denominare prodotti vegetali sostitutivi come «bistecca» o «salsiccia». È stato bocciato anche un progetto di compromesso che proponeva un'etichettatura più chiara dei prodotti sostitutivi con la dicitura «senza carne».

Redazione Wild beim Wild — 28 ottobre 2020

Il Parlamento europeo ha votato contro il «divieto del veggie-burger». Il divieto avrebbe limitato l'uso di denominazioni come «burger» e «salsiccia» per i prodotti vegetali tradizionalmente associati ai prodotti a base di carne.

Ulteriori restrizioni per i prodotti lattiero-caseari vegetali

Gli eurodeputati hanno tuttavia votato per vietare l'uso di termini descrittivi come «tipo yogurt» e «alternativa al formaggio» per i prodotti lattiero-caseari vegetali. Termini come «latte di mandorla» e «formaggio vegano» sono già vietati nell'Unione europea. Nel 2017 la Corte di giustizia europea ha stabilito che il termine «latte» può essere utilizzato solo per i prodotti ottenuti dalla «normale secrezione della mammella» degli animali. Lo stesso vale per la denominazione dei prodotti derivati dal latte come «formaggio» o «burro».

L'obiettivo di entrambi gli emendamenti è evitare una presunta confusione tra i consumatori.

Accogliamo con favore il voto del Parlamento europeo contro l'introduzione di restrizioni nominative per le alternative vegetali alla carne, ma deploriamo profondamente il suo voto a favore delle restrizioni ampie e del tutto inutili nella denominazione delle alternative vegetali ai prodotti lattiero-caseari.

Nico Nettelmann, responsabile campagne di ProVeg

Contraddizione con il Green Deal e la strategia Farm-to-Fork

È lecito ritenere che il settore dei prodotti lattiero-caseari vegetali, uno dei più innovativi e sostenibili dell'intera industria alimentare europea, si troverà ad affrontare sfide considerevoli. I produttori di prodotti lattiero-caseari vegetali potrebbero ora trovarsi di fronte a oneri finanziari legati alla rinominazione, al rebranding e alla ricommercializzazione dei loro prodotti.

«Il divieto è anche in diretto contrasto con gli obiettivi dichiarati dell'Unione Europea nella strategia internazionale del Green Deal e Farm-to-Fork, volti a creare sistemi alimentari più sani e sostenibili. La strategia Farm-to-Fork sottolinea espressamente la necessità di mettere i consumatori in condizione di scegliere alimenti sostenibili e di facilitare la scelta di un'alimentazione sana e sostenibile», aggiunge Nettelmann. L'alimentazione vegetale è un contributo importante alla tutela degli animali e alla sostenibilità.

Le proposte fanno parte della posizione del Parlamento europeo sulla riforma della PAC. La riforma della PAC verrà ora negoziata nella fase successiva con il Consiglio europeo e la Commissione. «ProVeg continuerà a impegnarsi per trovare una soluzione ragionevole a questo dibattito. Invitiamo gli Stati membri a trovare una soluzione che promuova un sistema alimentare sostenibile», afferma Nettelmann.

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