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Mondo animale

Crudeltà sugli animali nel macello di Kaiserslautern

In un macello di Kaiserslautern sono state scoperte gravi crudeltà sugli animali. Gli animali venivano macellati ancora coscienti.

Redazione Wild beim Wild · 28 giugno 2022

La Procura di Kaiserslautern ha incriminato tre dipendenti di un macello per non aver stordito correttamente gli animali.

Il gruppo per i diritti degli animali guidato dall'attivista Philipp Hörmann ha chiesto la chiusura immediata del macello.

Al direttore della società a responsabilità limitata viene inoltre contestata la violazione del dovere di vigilanza, come comunicato dalla Procura il 28.6.2022. Non è ancora chiaro quando inizierà il processo: il tribunale distrettuale deve ora decidere sull'ammissibilità dell'azione penale.

Le indagini traggono origine da riprese effettuate da un gruppo per i diritti degli animali, che le aveva trasmesse alla emittente Südwestrundfunk (SWR). Dopo la divulgazione delle accuse, l'amministrazione distrettuale di Kaiserslautern aveva ispezionato lo stabilimento e deciso che le attività di macellazione dovevano essere temporaneamente sospese. Secondo quanto comunicato dal distretto, nel frattempo l'azienda ha restituito l'autorizzazione come macello.

Secondo l'accusa, un uomo di 32 anni avrebbe omesso di stordire correttamente circa 40 maiali durante la macellazione nell'arco di un mese nell'autunno del 2021. A causa, ad esempio, di un posizionamento errato delle pinze elettriche o dell'utilizzo di apparecchiature difettose, gli animali avrebbero subito in alcuni casi dolori considerevoli. Le pinze elettriche vengono utilizzate per stordire gli animali alla testa prima della macellazione. Secondo quanto comunicato dalla Procura, l'indagato nega le accuse.

A un uomo di 58 anni viene contestato di non aver macellato correttamente undici bovini e tre cavalli. Negli animali, un primo colpo di pistola a proiettile captivo non avrebbe prodotto uno stordimento sufficiente. Il colpo di pistola a proiettile captivo prescritto, che deve essere immediatamente ripetuto, sarebbe stato effettuato solo con ritardo. Inoltre, l'incisione per il dissanguamento sarebbe stata eseguita senza un adeguato stordimento, causando in alcuni casi dolori considerevoli agli animali. Il 58enne non avrebbe rilasciato dichiarazioni in merito alle accuse, stando a quanto riferito.

Un collega di 57 anni avrebbe assistito l'uomo e avrebbe inoltre inflitto sofferenze inutili a bovini in tre casi. Lo nega, ha comunicato ulteriormente la Procura.

Il direttore dell'azienda avrebbe violato i propri obblighi di vigilanza, commettendo così un illecito amministrativo, accusa che, secondo le dichiarazioni, respinge. Il tribunale può infliggergli una sanzione pecuniaria qualora ritenga provata l'accusa. È stato avviato un procedimento per illecito amministrativo anche nei confronti dell'azienda stessa, una società a responsabilità limitata.

Nel suddetto stabilimento veniva inoltre impiegato un cosiddetto pungolo elettrico. Tramite scariche elettriche, gli animali vengono spinti verso la gabbia di stordimento. Le riprese documentano che i macellai utilizzavano il pungolo elettrico anche nella zona del muso degli animali. Tale pratica, in questa forma, non è ammessa.

In caso di condanna per maltrattamento di animali è prevista una pena detentiva fino a tre anni o una sanzione pecuniaria.

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