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FAQ

La lince in Svizzera: popolazione, minacce e politica

La lince fu sterminata nel XIX secolo e reintrodotta negli anni '70. Oggi lotta contro consanguineità, bracconaggio e venti politici contrari.

Redazione Wild beim Wild — 2 aprile 2026

La lince fu sterminata in Svizzera nel XIX secolo a causa di una persecuzione intensiva e reintrodotta negli anni '70.

Oggi si stima che circa 340 linci eurasiatiche vivano in due popolazioni geneticamente isolate – troppo poche per essere vitali a lungo termine senza interventi. Il bracconaggio, la mortalità stradale e una lobby venatoria che considera la lince un concorrente minacciano il suo futuro. Il «problema» della lince non è ecologico, è politico.

Quando è stata sterminata e reintrodotta la lince in Svizzera?

La lince eurasiatica (Lynx lynx) fu sterminata in Svizzera nel XIX secolo a causa della persecuzione intensiva da parte dei cacciatori per hobby. La pelliccia, la carne e la paura irrazionale di un concorrente per la «selvaggina» ne alimentarono lo sterminio. Il 23 aprile 1971, nel Canton Obvaldo, nella bandita federale «Hutstock» nella Melchtal, fu reintrodotta la prima lince carpatica. Negli anni '70 seguirono complessivamente da 25 a 30 individui provenienti dai Carpazi, rilasciati nelle Alpi e nel Giura.

Il Dossier Lince in Svizzera documenta la storia in dettaglio. Oggi la Svizzera è considerata portatrice della più grande popolazione alpina di linci e ha una responsabilità internazionale per la specie.

Quanto è grande l'attuale popolazione di linci in Svizzera?

Secondo le stime della Fondazione KORA, in Svizzera vivono circa 340-343 linci eurasiatiche, distribuite in due sottopopolazioni: 261 individui nella popolazione alpina e 81 in quella del Giura. Questi numeri sembrano positivi a prima vista – ma a un esame più attento emerge un quadro ben diverso.

Tutte le linci in Svizzera discendono da 20-25 individui fondatori provenienti dai Carpazi. Ciò significa che il pool genetico è estremamente ridotto. Nella popolazione del Giura le conseguenze sono già visibili: difetti cardiaci, basso peso alla nascita e fertilità in drastico calo. Una lince senza orecchie fotografata nel 2024 nel Giura svizzero-francese è diventata il simbolo dell'impoverimento genetico.

Qual è la più grande minaccia per la lince oggi?

La lince in Svizzera si trova di fronte a diverse minacce serie: il bracconaggio da parte dei cacciatori per hobby è documentato e presenta un elevato numero di casi sommersi (secondo un'analisi di Pro Natura). La morte sulle strade è la causa di decesso non naturale più frequente. La frammentazione dell'habitat dovuta ad autostrade, insediamenti e agricoltura blocca la diffusione e lo scambio genetico tra le popolazioni.

Particolarmente grave è stato un incidente del 16 novembre 2024 nella Surselva (Grigioni): un guardacaccia ha sparato di notte con una termocamera a tre linci – un maschio adulto e due giovani – invece dei lupi che avrebbe dovuto abbattere. Questo abbattimento per errore di identificazione evidenzia il problema sistemico: la pressione agli abbattimenti, la formazione carente e l'impiego di tecnologie notturne in combinazione con condizioni di scarsa visibilità portano a errori fatali.

Cosa è successo dopo l'abbattimento errato del 2024?

L'UFAM ha autorizzato la reintroduzione di due linci sostitutive – una dal Giura e una dai Carpazi, per apportare al contempo nuova diversità genetica. Il progetto era sensato sia dal punto di vista della conservazione che da quello genetico. Nel febbraio 2026, tuttavia, il Canton Grigioni ha bloccato il progetto sotto la pressione della lobby agricola e venatoria vicina all'UDC nel parlamento cantonale.

Il risultato: un progetto di ripristino per una specie riconosciuta a livello internazionale come meritevole di protezione, bloccato per ragioni politiche. Il Dossier Lince in Svizzera documenta questo caso come esemplare del potere della lobby venatoria sulle decisioni di protezione fondate scientificamente.

Perché la lobby venatoria definisce la lince un «problema»?

La lince si nutre principalmente di caprioli e camosci – esattamente quegli animali che i cacciatori per hobby considerano la «loro» selvaggina. Chi tollera le linci deve rinunciare ai caprioli. Questa logica economica e ricreativa alimenta il rifiuto della lince da parte di settori della lobby venatoria. Il Dossier Conflitto bosco-selvaggina constata: l'ordinanza sulla caccia rivista consente esplicitamente abbattimenti di regolazione della lince quando questa limita le «opportunità di caccia auspicate» a livello cantonale – ossia quando lascia troppa selvaggina alla caccia per hobby.

Si tratta di una logica perversa: una specie protetta viene regolata affinché un hobby non venga penalizzato. Il Dossier Caccia e biodiversità mostra come questa prassi danneggi la biodiversità. Solo lo 0,3 percento della popolazione è costituito da cacciatori per hobby – eppure sono loro a definire la politica su lupo e lince per tutti.

Quale ruolo ecologico svolge la lince?

La lince è una specie chiave: la sua presenza indica un ecosistema intatto e contribuisce attivamente alla sua stabilità. Regola le popolazioni di capriolo nello spazio e nel tempo, riducendo la pressione da brucatura sui giovani alberi e favorendo la rinnovazione forestale. Seleziona preferibilmente animali malati, deboli e anziani, migliorando così il patrimonio genetico delle sue prede.

In regioni come il Toggenburgo, Uri, l'Oberland bernese e Soletta, studi condotti dopo l'insediamento della lince hanno documentato densità di popolazione di caprioli misurabilmente inferiori e una migliore rinnovazione forestale. La lince svolge tutto l'anno e gratuitamente ciò per cui i cacciatori per hobby vorrebbero essere retribuiti in modo selettivo e stagionale e in cui sistematicamente falliscono: risolvere il conflitto bosco-selvaggina.

Come funziona la protezione della lince in Svizzera?

La lince è rigorosamente protetta dal diritto federale e gode di un'elevata priorità di protezione nazionale. La caccia alla lince è vietata. L'UFAM ha elaborato un Concetto Lince che definisce il quadro per la gestione. Questo concetto consente tuttavia abbattimenti di regolazione quando la lince causa danni eccessivi agli animali da reddito o quando limita troppo le opportunità di caccia in un Cantone.

Il problema è l'ultimo punto: le «opportunità di caccia» non sono un criterio di conservazione naturalistica. Quando una specie protetta può essere regolata perché compromette un interesse ricreativo, la protezione esiste sulla carta ma non nella pratica. I danni agli animali da reddito sono integralmente indennizzati; la prevenzione è finanziata al 100 percento – un incentivo alla protezione delle greggi che tuttavia non è obbligatoria.

Cosa significa la crisi genetica per il futuro della lince?

Senza interventi, la popolazione del Giura si estinguerà a lungo termine. La depressione da consanguineità non è più un rischio teorico – difetti cardiaci, problemi di peso alla nascita e calo della fertilità sono già documentati. Il progetto di rinnovamento genetico, pianificato per il 2024 e bloccato politicamente nel 2026, era la soluzione più evidente.

La Svizzera esporta regolarmente linci in Germania, Austria e Italia per sostenere i progetti di reintroduzione locali. Ciò è intrinsecamente contraddittorio: un Paese esporta materiale genetico di cui avrebbe urgente bisogno sul proprio territorio. Il Dossier Lince in Svizzera chiede corridoi faunistici, linci dei Carpazi per il Giura e pene più severe per le uccisioni illegali.

Quali paralleli esistono con il lupo?

Lupo e lince condividono la stessa problematica di fondo: tornano in un Paese in cui erano stati sterminati e incontrano la stessa resistenza da parte degli stessi gruppi d'interesse. Il Dossier Lupo in Svizzera e il dossier sulla lince affermano esplicitamente che la politica sul lupo crea un precedente per la lince: quando gli abbattimenti preventivi di branchi di lupi saranno normalizzati, gli stessi meccanismi verranno applicati alla lince. L'orso, che occasionalmente migra dall'Italia in Svizzera, è il prossimo capitolo di questa storia. Il Dossier Orso in Svizzera documenta le dinamiche politiche.

Ciò di cui la Svizzera ha bisogno è una politica coerente di protezione dei predatori che non sia dominata dagli interessi venatori, bensì fondata su evidenze scientifiche.

Conclusione

La lince in Svizzera non è una storia di successo. È stata sterminata, reintrodotta e oggi si trova di fronte a una crisi genetica e a venti politici contrari che ne mettono a rischio il futuro. Il fatto che un progetto di ripopolamento sia stato bloccato nel 2026 sotto la pressione delle lobby non è l'eccezione – è la norma. La lince non è un pericolo, è un fornitore di servizi ecosistemici. Chi la definisce un «problema» non tutela un bene comune, bensì gli interessi di un'industria del tempo libero.

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