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Criminalità & Caccia

Protezione animali di Zurigo indignata: la Confederazione copre le pellicce della crudeltà

Il 1° aprile entra in vigore la nuova ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce (PDV), con un periodo transitorio fino alla fine di agosto. Le etichette con la scritta «pelliccia vera» porteranno in futuro maggiore trasparenza. Allo stesso tempo, tuttavia, viene ammessa anche la designazione «origine sconosciuta» – un assoluto no-go! Le pellicce di origine sconosciuta provengono infatti con certezza da produzioni che maltrattano gli animali e devono essere etichettate come tali, chiede la

Redazione Wild beim Wild — 20 febbraio 2020

Il 1° aprile entra in vigore la nuova ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce (PDV), con un periodo transitorio fino alla fine di agosto.

Le etichette con la scritta «pelliccia vera» porteranno in futuro maggiore trasparenza. Allo stesso tempo, tuttavia, viene ammessa anche la designazione «origine sconosciuta» – un assoluto no-go! Le pellicce di origine sconosciuta provengono infatti con certezza da produzioni che maltrattano gli animali e devono essere etichettate come tali, chiede la Protezione animali di Zurigo.

Nadja Brodmann della Protezione animali di Zurigo accoglie con favore la novità secondo cui in futuro tutte le pellicce vere dovranno essere etichettate come tali: «Dal 1° settembre avremo finalmente chiarezza nei negozi su cosa è vero e cosa non lo è – un netto miglioramento!» La soddisfazione è però offuscata da un grave peggioramento: la designazione «origine sconosciuta» consentirà in futuro anche la vendita di pellicce il cui luogo di produzione è completamente nell'oscurità. «Nei prodotti alimentari sarebbe inimmaginabile», si indigna Nadja Brodmann. Gli animali da pelliccia sembrano essere considerati dalla Confederazione meno degni di protezione rispetto agli animali da reddito! La sua richiesta: «I prodotti di origine sconosciuta vanno vietati, come avviene nel settore alimentare!»

Un peggioramento anche per quanto riguarda il metodo di produzione

Se l'origine delle pellicce è sconosciuta, lo è ancor di più il metodo con cui vengono ottenute. «In questo caso si deve presumere il peggio: gabbie in condizioni pessime o caccia con trappole che causano sofferenze atroci», sa Nadja Brodmann, responsabile della campagna «pelliccia vera – vera crudeltà». Nel documento di posizione della Protezione animali di Zurigo ha chiesto che, in caso di metodo di produzione sconosciuto, venga utilizzata la designazione «Con ogni probabilità proviene dalla caccia con trappole non autorizzata in Svizzera o, in particolare, dall'allevamento in gabbia con pavimenti a grata.» Ora dovrà invece semplicemente recitare: «Metodo di ottenimento sconosciuto – può provenire da una forma di caccia o di allevamento non autorizzata in Svizzera.» Questa semplificazione comporta che i metodi di ottenimento più probabili, ossia la caccia con trappole e l'allevamento in gabbia, non vengano più menzionati, rendendo così la crudeltà verso gli animali ancora più occultata di prima!

La Confederazione apre le porte alle importazioni di prodotti ottenuti con crudeltà

Nadja Brodmann è delusa dal Consiglio federale. Avrebbe desiderato un netto inasprimento in tutti i punti della dichiarazione. I termini legali «origine o metodo di ottenimento sconosciuto» creano nuove scappatoie per il commercio e la vendita di pellicce ottenute con crudeltà. Le condizioni di allevamento in gabbia più atroci e i metodi di abbattimento più brutali non devono tuttora essere resi pubblici. Ma Brodmann non si arrende: «Noi della Protezione animali di Zurigo ci impegneremo ancor più a fondo per un divieto di importazione. È l'unico strumento per porre un argine duraturo allo sfruttamento crudele degli animali da pelliccia.»

Ulteriori informazioni sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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