30 maggio 2026, 07:34

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Criminalita & Caccia

La Germania approva importazioni di trofei a livelli record – nessuna singola domanda respinta

679 operazioni di importazione, nessuna respinta: la Germania rimane un mercato di sbocco centrale per i trofei di caccia di specie protette a livello internazionale. Pro Wildlife chiede uno stop immediato alle importazioni.

Redazione Wild beim Wild — 30 maggio 2026

La Germania rimane un mercato di sbocco centrale per i trofei di caccia di specie protette a livello internazionale.

Lo dimostrano i nuovi dati del governo federale, pubblicati da Pro Wildlife il 29 maggio 2026: solo nel 2025 sono state registrate 679 operazioni di importazione di trofei di caccia in Germania, tra cui 209 zebre di montagna, 60 giraffe, 28 leoni, 21 orsi neri americani, 20 elefanti africani, sei rinoceronti bianchi e un orso polare. Negli ultimi dieci anni le importazioni ammontano a 6.422 operazioni di importazione.

Particolarmente allarmante: negli ultimi tre anni non è stata respinta nemmeno una domanda di autorizzazione all'importazione.

Leoni da caccia in recinto: allevati per l'abbattimento

Il problema risulta particolarmente evidente nel caso dei leoni provenienti dal Sudafrica: nel 2025 il 96,2 per cento dei trofei di leone importati in Germania proveniva da fattorie di allevamento, ossia da quel sistema criticato a livello internazionale come caccia in recinto («canned hunting»). In aree recintate vengono uccisi per i trofei animali abituati all'uomo, senza possibilità di fuga. Pro Wildlife lo descrive come una produzione commerciale di leoni destinati all'abbattimento: non protezione delle specie, ma sfruttamento in pessime condizioni di detenzione e con consanguineità.

Il governo federale resta senza risposte

I nuovi dati rivelano notevoli lacune nei controlli da parte delle autorità. Stando alle sue stesse dichiarazioni, il governo federale ignora che organizzazioni della lobby della caccia come «Conservation Force» partecipano all'elaborazione di piani di gestione delle popolazioni di elefanti e leopardi, nonché alla redazione di pareri di non pericolosità in Botswana, benché tali documenti costituiscano la base per le esportazioni di trofei.

Anche la giustificazione economica della caccia per hobby ai trofei poggia su basi fragili: il governo federale non dispone di informazioni su come gli introiti vengano ripartiti tra proprietari di fattorie di caccia, intermediari e comunità locali. Allo stesso modo, gli è ignoto come la popolazione locale nei Paesi di origine valuti effettivamente la caccia per hobby ai trofei.

Fallimento dei controlli anche per le specie protette dall'UE

Critica è inoltre la commercializzazione di cacce al trofeo su specie protette dal diritto UE come gli orsi bruni, in particolare in Romania e Croazia. A causa delle frontiere interne aperte, i relativi trasporti all'interno dell'UE non vengono registrati. Pro Wildlife parla di un clamoroso fallimento dei controlli: proprio per le specie UE rigorosamente protette non vengono rilevate cifre di importazione, né la loro commercializzazione è considerata un problema.

Pro Wildlife chiede lo stop alle importazioni

Pro Wildlife chiede un divieto di importazione per i trofei di caccia di specie minacciate e protette a livello internazionale, uno stop all'importazione di trofei di leoni allevati, nonché un divieto di commercializzazione dei relativi viaggi di caccia nelle fiere e su internet. La Germania dovrebbe inoltre impegnarsi a livello UE per regole uniformi e più severe.

Ciò che in Germania raggiunge livelli record riguarda anche la Svizzera: chi difende la caccia al trofeo per hobby come una tradizione innocua ignora cosa si nasconde dietro i pacchetti di abbattimento. Maggiori informazioni sulla criminalità legata alla caccia per hobby e sui diritti animali su questa piattaforma.

Maggiori informazioni sul tema della caccia per hobby: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e approfondimenti.

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