Allevamento di tacchini in Italia sospeso dopo riprese di maltrattamenti
Dopo la messa in onda del documentario 'Food for Profit' sulla televisione nazionale, un allevamento di tacchini in Italia è stato sanzionato e sospeso per maltrattamento di animali.
Queste sanzioni sottolineano non solo la necessità di rispettare la protezione degli animali, ma anche l'urgenza che l'UE aggiorni e applichi le proprie normative in materia di benessere animale il più rapidamente possibile, per aiutare i milioni di animali che ancora soffrono nell'ombra.
Un allevamento di tacchini in Italia è stato sospeso e multato per oltre 12’000 euro, dopo che il trattamento sconvolgente degli animali era emerso nel documentario «Food for Profit» del 2024. Il problema del benessere animale nell'allevamento industriale è evidente.
L'allevamento di tacchini in questione, situato nei pressi di Rieti nel Lazio, alleva tacchini per la produzione di carne in sei stalle con una capacità massima di 43’000 animali. Opera per conto di uno dei marchi italiani di carni avicole più conosciuti.
Documentato il trattamento brutale degli animali
Le indagini di LAV (Lega Anti Vivisezione) hanno portato alla luce diverse agghiaccianti verità sul modo in cui viene gestito questo allevamento. È emerso che i lavoratori spesso non erano registrati e venivano pagati in base al numero di camion che avevano riempito di tacchini, successivamente trasportati al macello. Erano pertanto incentivati a caricare i tacchini sui camion il più velocemente possibile, trascurando il benessere degli animali nel solo interesse della produttività. Questi esseri senzienti venivano forzati e stipati nelle gabbie senza alcuna cura, trattati in modo miserabile e brutale, a tal punto che molti di essi apparivano feriti o addirittura morti nelle riprese investigative.
Successive verifiche da parte della polizia hanno confermato quanto già rilevato, ovvero che in tale struttura sono state commesse numerose violazioni, tra cui gravi maltrattamenti di animali, l'omissione di misure di biosicurezza e la mancata registrazione degli animali ospitati nell'impianto, ritardi nella registrazione dei trattamenti farmacologici e gravi carenze in materia di sicurezza sul lavoro.
Troppi animali soffrono in modo analogo in tutta l'UE
È positivo che nei confronti di questa struttura siano state adottate misure a causa del suo disprezzo per il benessere animale e di altre pratiche pericolose. Tali sanzioni sono fondamentali per la tutela del benessere di migliaia di animali ogni anno.
Tuttavia, vi sono troppe strutture nell'UE che applicano pratiche analoghe senza dover temere conseguenze. Nel corso degli anni, diverse organizzazioni hanno denunciato i maltrattamenti, gli abusi e la negligenza nei confronti degli animali negli impianti di allevamento intensivo in tutta Europa. Questi e altri lavori nel settore della zootecnia hanno dimostrato che gli animali vengono spesso ammassati con migliaia di altri in stalle dove hanno a malapena spazio per respirare e non vedono mai la luce del giorno. Ulteriori informazioni sui diritti degli animali.
«È giunto il momento che i politici dell'UE intervengano. Solo modernizzando le norme sul benessere animale e promuovendo una transizione verso sistemi alimentari più sostenibili l'UE potrà iniziare ad eliminare le cause di tanti problemi legati al benessere animale e delle disfunzioni nell'allevamento in generale.» Lorenza Bianchi, responsabile di Food Transition, LAV
Questi risultati dimostrano chiaramente che non solo i singoli allevamenti devono essere puniti per i loro maltrattamenti agli animali, ma che anche il modello industriale stesso deve essere ritenuto responsabile per i suoi effetti nocivi sul benessere animale. Se non sarà costretto a cambiare su larga scala, continuerà soltanto a creare spazio per la sofferenza degli animali.
Siamo lieti che l'allevamento di tacchini da noi esaminato sia stato ispezionato e sanzionato. Tuttavia, si tratta di una sola struttura che fa parte di un problema molto più grande e grave: il modello dell'allevamento intensivo, basato sullo sfruttamento di individui senzienti. L'intero sistema deve essere chiamato a rispondere poiché ha arrecato danni gravissimi a milioni di esseri viventi, e deve essere modificato con urgenza.
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