Rilevazione trasparente di cacciatori per hobby nei reati violenti
Le armi da caccia compaiono regolarmente in reati di omicidio, lesioni gravi e casi di violenza domestica – tuttavia nelle statistiche ufficiali non viene ancora rilevato sistematicamente se gli autori siano cacciatori per hobby. L'iniziativa richiede che per tutti i reati violenti venga rilevato se una persona coinvolta possiede una licenza di caccia e se è stata utilizzata un'arma da caccia, e che questi dati vengano pubblicati annualmente.
1. Testo dell'iniziativa (Mozione/Postulato, da adattare a livello cantonale)
Il Consiglio di Stato è incaricato di adottare le seguenti misure:
1. Per tutti i reati violenti registrati dalla polizia – in particolare per violenza domestica, minacce, coazioni, lesioni gravi, tentati omicidi e omicidi consumati nonché per suicidi e tentati suicidi – deve essere rilevato in modo uniforme a livello cantonale,
a) se la persona sospettata – per suicidi e tentati suicidi: la persona deceduta o interessata – possiede o ha posseduto negli ultimi dieci anni una licenza di caccia valida o un permesso di caccia, e
b) se è stata utilizzata un'arma da fuoco e, in caso affermativo, se l'arma del delitto è un'arma da caccia o un'arma da fuoco tipica da caccia.
2. Questi dati devono essere indicati nella statistica criminale cantonale nonché – nella misura applicabile – nei rapporti cantonali sulla violenza domestica, sulla criminalità violenta e sui reati di omicidio con armi da fuoco come categorie separate (ad es. «Sospetti con patente di caccia», «Strumento del reato: arma da caccia»).
3. Il Consiglio di Stato garantisce che i dati rilevati vengano pubblicati in forma anonimizzata almeno annualmente e messi a disposizione del pubblico, della scienza e del Parlamento in forma appropriata.
4. Il Consiglio di Stato verifica quali misure preventive aggiuntive – in particolare accertamenti di idoneità nel diritto delle armi e della caccia, obblighi di notifica e ritiri di armi – siano indicate per le persone con patente di caccia che sono finite sotto l'attenzione della polizia in relazione a reati violenti, violenza domestica, minacce o coercizioni, e riferisce al Parlamento in merito.
2. Motivazione
La Svizzera appartiene ai Paesi con un elevato possesso privato di armi da fuoco; le stime parlano di diversi milioni di armi da fuoco nelle abitazioni private. Uno studio commissionato dalla Confederazione sui reati di omicidio con armi da fuoco in ambito domestico mostra che gli autori sono quasi esclusivamente uomini, prevalentemente di nazionalità svizzera e di età superiore ai 60 anni, e che in una parte rilevante dei casi vengono utilizzate armi legali.
Il Swiss Homicide Monitor e altre analisi rendono evidente che i reati di omicidio e la violenza grave in ambito domestico vengono commessi con frequenza superiore alla media con armi da fuoco disponibili privatamente – prevalentemente a danno di donne e bambini. Tra i tipici possessori legali di armi figurano, oltre ai militari, soprattutto i tiratori sportivi e i cacciatori per hobby; essi hanno accesso alle armi nell'ambiente domestico con frequenza superiore alla media.
La IG Wild beim Wild critica da anni che né la Confederazione né i Cantoni rilevano sistematicamente in quanti casi i cacciatori per hobby e le armi da caccia giochino un ruolo nella violenza domestica, in altri reati violenti, in omicidi intrafamiliari o suicidi. Rapporti dei media e cronache di casi documentano ripetutamente gravi crimini familiari e relazionali in cui cacciatori per hobby uccidono o minacciano i loro familiari – questi casi appaiono tuttavia nelle statistiche solo come reati violenti anonimi, senza indicazione dell'attività venatoria.
Senza un rilevamento trasparente dei detentori di patente di caccia e delle armi da caccia in tutti i reati violenti, né il rischio effettivo dei cacciatori per hobby in ambito domestico può essere valutato scientificamente, né possono essere adottate misure preventive mirate. Il rilevamento dati richiesto causa solo costi aggiuntivi minimi rispetto al carico amministrativo esistente, ma crea una base importante per una politica di sicurezza, prevenzione della violenza e caccia basata sull'evidenza nel Cantone.
Questa iniziativa contribuisce a colmare l'angolo cieco sistematico nel ruolo dei cacciatori per hobby nella delinquenza violenta – e protegge così in particolare donne e bambini, che oggi sono spesso inconsapevolmente esposti al rischio di armi da caccia conservate privatamente e di armi da fuoco tipiche della caccia.
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