La RUEK di Lucerna si copre di ridicolo con i propri numeri: petizione per la protezione della volpe rossa respinta in modo tecnicamente insostenibile
La Commissione per la pianificazione territoriale, l'ambiente e l'energia (RUEK) del Consiglio cantonale di Lucerna, presieduta da Michael Kurmann, propone al plenum di "prendere atto" della petizione di Pascal Wolf per la protezione della volpe rossa senza un esame serio. Il rapporto del 23 aprile 2025 è di fatto insostenibile, non supportato scientificamente e ignora sia i dati cantonali stessi sia la volontà popolare, espressa dall'elettorato svizzero nella votazione sulla legge sulla caccia del 27 settembre 2020.
Il 98 per cento delle volpi abbattute a Lucerna era perfettamente sano
Il Cantone di Lucerna è l'unico cantone svizzero a tenere una statistica sulle malattie della volpe. Nell'anno venatorio 2018/19 sono state abbattute 2'217 volpi. Di queste, secondo il rilevamento cantonale stesso, solo 39 animali erano malati, ovvero l'1,76 per cento. Quasi il 98 per cento delle volpi uccise dai cacciatori per hobby lucernesi era sano ed è stato smaltito a spese dei contribuenti.
Quando la RUEK scrive che la caccia ricreativa alla volpe serve a "contenere malattie e parassiti pericolosi per l'uomo e gli animali domestici", contraddice la propria statistica cantonale. L'IG Wild beim Wild chiede una spiegazione: la RUEK non era a conoscenza di questo dato o lo ha consapevolmente taciuto?
Persino i cacciatori per hobby definiscono insensata la caccia alla volpe
Le critiche alla caccia alla volpe non provengono ormai più solo dalle organizzazioni per la protezione degli animali. Vengono dalla biologia della fauna selvatica e persino dalle stesse file dei cacciatori ricreativi.
Nel novembre 2025 il Tagesanzeiger ha riferito di Franz Balmer, da 13 anni cacciatore per hobby nel Cantone di Zurigo. Quando la sua stessa associazione venatoria ha difeso la caccia alla volpe, Balmer ha scritto una lettera indignata alla redazione dell'associazione con la frase chiave: "In questo modo danneggiamo la reputazione della caccia più di quanto le giovi". Nello stesso articolo prende la parola la biologa della fauna selvatica Sandra Gloor: l'abbattimento di una singola volpe da un nucleo familiare non produce "assolutamente nulla". La formazione venatoria svizzera trasmetterebbe per lo più solo regole formali invece delle conoscenze attuali sulla biologia della volpe.
Anche Robert Brunold, presidente dei cacciatori per hobby dei Grigioni, ha ammesso pubblicamente: «La caccia bassa non è necessaria.» Egli paragona persino l'uccisione di animali selvatici sani alla raccolta di funghi. Quando un presidente di un'associazione venatoria, un cacciatore per hobby di lunga data e una biologa della fauna selvatica dichiarano congiuntamente che la caccia alla volpe è insensata, la RUEK non può sostenere il contrario senza rendersi ridicola.
Lussemburgo, Ginevra, Ticino: la RUEK ignora intere realtà
Il rapporto afferma che, ad eccezione del cantone urbano di Ginevra, la volpe viene «cacciata in tutta la Svizzera». Questa rappresentazione semplificata trascura casi di confronto fondamentali:
- Il Lussemburgo ha vietato completamente la caccia ricreativa alla volpe nel 2015. Da allora il tasso di infezione da echinococco della volpe è sceso da circa il 40 a meno del 10 per cento. La popolazione di volpi è rimasta stabile.
- Nel cantone di Ginevra non si pratica più la caccia per hobby dal 1974. Tre posti a tempo pieno di guardiacaccia sono sufficienti per l'intera gestione della fauna selvatica, i costi annuali ammontano a circa un milione di franchi, ovvero una tazza di caffè per abitante.
- Nel cantone Ticino la caccia per hobby alla volpe svolge solo un ruolo marginale.
- In Gran Bretagna la classica caccia alla volpe con l'inseguimento è vietata dal 2005.
I presunti «notevoli costi aggiuntivi» derivanti da una messa sotto protezione non si sono verificati in nessuno di questi casi di confronto.
La RUEK ignora la volontà popolare
Il 27 settembre 2020 il corpo elettorale svizzero ha respinto la legge sulla caccia riveduta con il 51,9 per cento dei voti. Il risultato è stato un segnale chiaro: la popolazione vuole maggiore protezione per gli animali selvatici come lupo, castoro e stambecco, non meno. Vuole più scientificità nella politica della fauna selvatica, non meno. Vuole meno margine di manovra per la caccia per hobby, non di più.
La RUEK ignora questa volontà popolare e prosegue il riflesso della lobby dei cacciatori per hobby. Una petizione che chiede una verifica scientifica viene respinta con affermazioni non scientifiche. Il petizionario non viene nemmeno ascoltato. L'unico ente consultato è il BUWD, ossia proprio quell'amministrazione che da decenni è legata allo status quo della caccia alla volpe.
La legge sulla protezione degli animali viene ignorata
La legge svizzera sulla protezione degli animali richiede un "motivo ragionevole" per ogni uccisione di un animale. Con un tasso di malattia dell'1,76 per cento nelle statistiche interne lucernesi, questo motivo ragionevole manca. La caccia per hobby alla volpe a Lucerna non è lotta alle malattie, ma uccisione sistematica di animali selvatici sani per divertimento ricreativo. La Società Giuridica Tedesca per il Diritto della Protezione degli Animali ha stabilito in un parere dettagliato che, nelle attuali condizioni quadro, alla caccia alla volpe manca regolarmente un motivo ragionevole.
Richieste dell'IG Wild beim Wild
- Il Gran Consiglio di Lucerna respinge il rapporto della RUEK e chiede un esame serio e aperto della petizione, con audizione del petizionario.
- La commissione consulta esperti indipendenti di biologia della fauna selvatica, come Sandra Gloor, e non solo il BUWD.
- Le statistiche sulle malattie di Lucerna vengono valutate e pubblicate in modo trasparente.
- I costi amministrativi della caccia per hobby a Lucerna vengono dichiarati integralmente, inclusi gestione degli affitti, vigilanza venatoria e gestione dei conflitti.
- Il Cantone di Lucerna valuta l'introduzione di una gestione professionale della fauna selvatica sul modello ginevrino.
Informazioni sull'IG Wild beim Wild
L'IG Wild beim Wild è un'organizzazione non profit per i diritti degli animali. Si dedica alla protezione degli animali selvatici dalla caccia per hobby e si impegna per una concezione etica della fauna selvatica e della caccia, sul modello del Cantone di Ginevra.
Contatto: info@wildbeimwild.com
Articoli di approfondimento sull'argomento: https://wildbeimwild.com/luzern-und-der-rotfuchs-wenn-politik-fakten-ignoriert/
Fonti:
- Tagesanzeiger, 26.11.2025: «Stagione venatoria a Zurigo: dibattito sul senso della caccia alla volpe»
- Wildbeimwild.com: Quando un cacciatore per hobby ne ha abbastanza: Franz Balmer sull'insensatezza della caccia alla volpe
- Rapporto della RUEK del Gran Consiglio del Cantone di Lucerna del 23 aprile 2025
